Crea sito

Letizia sullo stato della giustizia: sì alla dignità dei detenuti del casertano

(da Domenico Letizia) “Il partito radicale, tramite i suoi singoli esponenti, continua incessantemente nella stesura di molti articoli e dossier sulle condizioni della giustizia, della tortura e delle carceri, non solo riguardanti l’Italia. In quanto esponente del partito, con un ruolo di impegno di “Nessuno tocchi Caino”, che terrà il suo VI Congresso nel carcere di Opera a Milano, il 18 e 19 dicembre 2015 , rendo noto che in ogni  sit-in o in visite ispettive nelle strutture penitenziarie del casertano c’è qualche caso o qualche episodio irrispettoso della dignità umana e vergognoso per uno Stato che si definisce democratico e paladino dei diritti umani. Addirittura, nella struttura penitenziaria di Santa Maria Capua Vetere in piena estate, a mancare è stata  l’acqua e i detenuti si sono visti costretti a trascorrere le loro giornate senza acqua e in stato costante di sovraffollamento. Contro questo stato di cose, i radicali si mobilitano. La battaglia dei radicali per la civiltà denuncia anche il caso di Francesco Mastrogiovanni, l’insegnante di Vallo della Lucania, morto nel salernitano in seguito ad TSO, un caso che ho seguito dall’inizio e che ha generato tutta una serie di interrogativi in Campania su quelle che sono le condizioni della giustizia e della sanità nel nostro paese. Anche il caso dell’avvocato penalista napoletano Vittorio Trupiano è emblematico. Trupiano era stato indagato per una questione di opinione (nonostante siamo in un sistema che si definisce democratico e costituzionalmente antifascista) avendo portato avanti la tesi di una parziale incostituzionalità dell’articolo 41 bis, riguardo cui aveva promosso la possibilità di un referendum; inoltre, la candidatura del legale a Marano di Napoli nel 2001 vide la sua Lista Trupiano erroneamente collegata in un patto elettorale con boss locali. Il caso di Trupiano è tornato alla ribalta perchè nuovamente in detenzione preventiva (ad opera della DDA di Napoli, guidata dallo stesso magistrato, G. Borrelli, del 2001). Il caso dell’avv. Vittorio Trupiano, che è di nuovo in detenzione senza indizi evidenti, e per vacue accuse che non hanno alcun riscontro negli eventi fattuali, farà ancora per molto parlare, e non solo a Napoli e in Campania, anche per la trascrizione non integrale delle intercettazioni che lo riguardano, costellate di ammissioni di omissis e di incomprensibilità. La detenzione preventiva dell’avvocato Trupiano è inaccettabile, a maggior ragione, dopo la sospensione temporanea dall’Ordine degli Avvocati del 23 novembre 2015, sollecitata da mesi dallo stesso legale per il periodo dell’iter giudiziario, per dare prova dell’ impossibilità di reiterazione del presunto reato di concorso esterno in associazione camorristica, rispetto al quale si ha fiducia che chiarirà in pieno la propria innocenza.  L’impegno radicale continua su più fronti nell’andare alla radice delle situazioni vessatorie soprattutto nelle carceri, specchio di civiltà di una nazione”

Domenico Letizia, storico, saggista, rappresentatnte del Partito radicale, autore del libro di ricerca ed analisi storica “Storia della Lega Italiana per il Divorzio”

Manda un messaggio WhatsApp
Invia WhatsApp