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LA DERIVA DELLA PORNOGRAFIA NEL MONDO E IN ITALIA

thumb_2vetrineam(Gianluca Martone) Una delle piaghe maggiormente diffuse nella società attuale è certamente quella della pornografia, che ha sconvolto e sta sconvolgendo le coscienze di intere generazioni. Nell’analizzare questa problematica vorrei far riferimento ad una significativa frase pubblicata nella rivista massonica “L’Humanisme” nel 1968.“La prima conquista da fare è la conquista della donna, che deve essere liberata dalle catene della Chiesa e della legge. Per abbattere il Cattolicesimo, bisogna cominciare col sopprimere la dignità della donna; la dobbiamo corrompere assieme alla Chiesa. Diffondiamo la pratica del nudo: prima le braccia, poi le gambe, poi tutto il resto. Alla fine la gente andrà in giro nuda o quasi, senza più battere ciglio. E, tolto il pudore, si spegnerà il senso del sacro, s’indebolirà la morale e morirà per asfissia la fede».Questo diabolico piano satanico- massonico si è concretizzato soprattutto grazie alla diffusione della pornografia, analizzata in modo accurato e preciso in questo interessante editoriale del giornalista Luca Fumagalli, del quale riporto alcuni passaggi significativi.“Contraccezione e aborto pianificati a livello planetario dall’ONU, legittimati come diritti fondamentali dell’uomo (senza Dio), non possono che sfociare in un rifiuto totale della vita in quanto tale. L’uomo moderno scopre così quanto è precaria la propria libertà e ricade inesorabilmente nelle pratiche gnostiche dei primi secoli dell’era cristiana dove il sesso, ordinato, secondo la legge naturale, alla procreazione, era da considerarsi come un’espressione del perpetuarsi dell’odio del Demiurgo verso l’umanità, da non assecondare quindi in alcun modo. Rimane dunque il sesso “libero”, sganciato dal suo fine primario, un sesso disordinato che per lo gnostico (colui che sa, che conosce) può costituire uno strumento per ricongiungersi, per riguadagnare il Pleroma originario, il Paradiso perduto. Proprio in questo contesto emerge il ruolo principe che la pornografia assume all’alba del terzo millennio, essa è il mezzo privilegiato di ascesi, navicella malignamente perfetta per raggiungere il sopraccitato Pleroma e il conseguente annullamento individuale “in un continuum di Corpi senza oggetto e senza anima. La pornografia è la scintilla che rianima costantemente il fuoco della libido innanzi alla quale la persona cade inesorabilmente vittima dimentica della religione e dei valori in una vita puramente istintuale, “da consumare” nella ricerca esasperata dal piacere egocentrico (per poi scoprirsi sempre istantaneo, effimero e inappagante). L’uomo così si annulla in uno stato ferino, animale: è l’uomo-bestia necessario al Governo mondiale, l’uomo senza terra e senza morale in grado perciò di offrire la suprema garanzia di non belligeranza e di non ribellione ai padroni”.Fumagalli ha poi esaminato nei particolari il notevole business economico che riguarda questo fenomeno perverso.“D’altronde il settore pornografico, negli ultimi anni, ha vissuto un’eterna primavera nell’ambito della produzione dei film con incrementi medi di audience del 30 % e con una capacità di rendere almeno il triplo dell’investimento iniziale. Anche la diffusione, prima tramite le videocassette e poi con i CD-Rom, è lievitata esponenzialmente con l’avvento di Internet, che ha reso più facile e veloce la fruizione, estendendo la corruzione a tutti gli strati della società. Ma da dove viene dunque la pornografia? Il Moncomble, minuzioso studioso di questioni mondialiste, ne ha individuato l’origine negli Stati Uniti e, in particolare, nella storica rivista che ha dato il via all’ondata pornografica europea: Playboy. Infatti, dietro alla rivista, vi è un’organizzazione che ha giocato negli ultimi anni un ruolo decisivo nella campagna per il “diritto” all’aborto, per i “diritti” degli omosessuali e per il “diritto” a drogarsi. Non solo, addirittura venivano difese persone che dichiaravano di avere avuto rapporti sessuali con animali. Playboy è edito in Francia dal Gruppo Filipacchi dietro cui si celano personaggi del calibro di Edmund de Rotschild (già esponente di spicco dell’Alleanza Israelita Universale e della Commissione Trilaterale) e il magnate della stampa mondiale Rupert Murdoch. Il marcio della pornografia sembra dunque avere non solo strettissimi legami con lobby di potere capaci di influenzare la politica di molti paesi ma anche con tutti gli altri mezzi di corruzione della natura e dei costumi come fosse la cloaca massima da cui si irradiano mortiferi rigagnoli di male. La pornografia abbruttisce l’uomo e lo rende succube servitore, abbaglia con la sua speranza di felicità immancabilmente tradita, distrae odiosamente dalla Vita e contribuisce alla dissoluzione della comunità naturale basata sulla famiglia, cellula essenziale della società civile, con continue sollecitazione tendenti ad assottigliare e distruggere il vincolo matrimoniale”.

Il grande scrittore cattolico G.K. Chesterton profetizzò alcuni decenni fa questa deriva nella morale sessuale.
“La prossima grande eresia sarà semplicemente un attacco alla moralità, e specialmente alla morale sessuale. E sta venendo non da quei pochi socialisti sopravvissuti nella Fabian Society, ma dall’esultante energia vivente del ricco risoluto a compiacersi di sé stesso, senza che il papato, il puritanesimo o il socialismo possano più trattenerlo… Le radici della nuova eresia, Dio lo sa, sono tanto profonde quanto la natura stessa, il cui fiore è la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l’orgoglio di vivere. Dico che l’uomo che non riesce ad accorgersi di questo non può accorgersi nemmeno dei segni dei tempi; non può accorgersi nemmeno dei segni divini nelle strade che sono una nuova specie di segni nei Cieli. La follia di domani non è a Mosca ma molto più a Manhattan. Ma molto di quello che è in Brodway ormai è già a Piccadilly.”
In un articolo pubblicato dal giornalista Andrea Riva sul “Giornale” nello scorso mese di gennaio, sono evidenziati i dati allarmanti della porno-dipendenza nel mondo intero pubblicati da Pornhub.
“Secondo Pornhub, il porno è autarchico: gli italiani cercano le italiane, i tedeschi le tedesche i francesi le francesi e così via. Agli inglesi, invece, non importa nulla della nazionalità dell’attrice e vanno dritti al sodo. Su Pornhub, nel solo 2014, sono stati visionati 78,9 miliardi di video, ovvero – se ci mettiamo a fare qualche conto – 11 per ciascuna persona sulla terra. Buona parte di questi video è stata vista da utenti italiani, se è vero che la nostra nazione si posiziona al settimo posto per quanto riguarda gli adepti di Pornhub. Prima di noi solamente Usa, Uk, Canada, India, Germania, Francia e India”.Questi numeri agghiaccianti sono stati confermati anche da un altro editoriale pubblicato sul quotidiano “Fanpage”, nel quale sono stati elencati i danni prodotti negli uomini dalla porno dipendenza.“Una ricerca pubblicata su The Institute for the Study of Labourin e condotta dal dottor Michael Malcolm dell’Università di West Chester, in Pennsylvania, ha dimostrato che la diffusione del porno gratuito su Internet potrebbe essere una delle cause principali della diminuzione dei matrimoni. Gli uomini, infatti, preferirebbero i porno ai rapporti reali poiché sono low cost e non implicano i complessi problemi emotivi che derivano da un rapporto. Il porno quindi sarebbe capace di mettere in crisi il concetto di famiglia tradizionale ed i risultati riguardano soprattutto gli uomini non sposati. Il team ha esaminato un gruppo di 1.500 uomini americani, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che hanno utilizzato Internet tra il 2000 e il 2004, quando il porno online non era neanche così tanto diffuso come oggi. 36 milioni di adulti, ovvero il 73% della popolazione mondiale, oggi ha accesso ad Internet ogni giorno e, in particolare, la ricerca ha calcolato quanto tempo in un mese gli uomini hanno trascorso online, guardando dei porno. I risultati hanno dimostrato che più si guardano filmati hot, più diminuisce la percentuale di coloro che vogliono sposarsi. Anche se probabilmente è impossibile eliminare l’accesso online alla pornografia, gli scienziati consigliano ai paesi europei di aumentare almeno i costi per accedervi”.In un interessante saggio dal titolo “L’ideologia del godimento. Pornografia e potere nella società delle immagini” e pubblicato nello scorso mese di maggio dal circuito editoriale “Circolo Proudhon”, il sociologo Fabrizio Fratus e lo psichiatra Paolo Cioni hanno cosi esaminato questa grave problematica attuale, della quale pubblico la breve recensione riportata su “Tempi”.Tutto è porno è il porno modifica tutto. Emotività, psiche e impulso sessuale. E così Fratus decide di condurre un viaggio nei processi chimici che si sviluppano nel cervello del dipendente da pornografia, partendo dalle condizioni del fruitore, ragionando sul modo in cui l’uomo e la donna si relazionano al sesso nell’era del porno-brodo globale. Con analisi che dovrebbero farci riflettere, persino sulla solidità dell’istituzione famiglia: l’uso della pornografia è collegato alla masturbazione, alla ricerca di soddisfazione sessuale in modo individualistico, per questo motivo, secondo Fratus, il dilagare del porno ha favorito la disarmonia di coppia, le separazioni, i divorzi e anche il calo delle nascite in vari paesi del mondo tra cui l’Italia. E anche l’impotenza, inesorabile conseguenza di medio-lungo termine per tutti i virtual sex addicted. Tale pratica, che coinvolge oggi l’80 per cento degli uomini e il 30 per cento delle donne, causa la progressiva diminuzione di desiderio sessuale relativo al rapporto di coppia sino a arrivare a un’incapacità di erezione con la propria donna, poiché la dipendenza da porno necessita di immagini sempre più spinte, con conseguente aumento della dissociazione con la realtà e dunque con il proprio partner. Infine, due conclusioni bomba: la pornografia incentivo per la psiche all’omosessualità; la pornografia nuovo strumento di educazione sessuale per i più giovani, che manda in tilt ogni loro processo di maturazione in questo campo. In pratica, un saggio che lancia allarmi”.Per comprendere la devastante piaga della pornografia, è stata pubblicata di recente sul “Timone” questa accorata testimonianza di una ragazza, Garrett Johnson, indirizzata a suo padre, che soffriva di questa dipendenza, nella quale si riscontra comunque il grande amore di una figlia verso il proprio genitore.
“Caro papà, in primo luogo voglio che tu sappia che ti voglio bene e ti perdono per ciò che questo ha provocato nella mia vita. Voglio anche che tu sappia esattamente cosa ha causato nella mia vita la tua dipendenza dal porno. Puoi pensare che abbia influito solo su di te, o sul rapporto che hai con mamma, ma ha avuto un profondo impatto su di me e sui miei fratelli. Ho trovato il tuo materiale porno sul computer verso i 12 anni, quando stavo diventando donna. Mi è sembrato molto ipocrita che tu cercassi di insegnarmi il valore di quello che dovevo far entrare nella mia mente in termini di film quando tu intrattenevi regolarmente la tua con quella spazzatura. Tutti i tuoi discorsi sul fatto di dover stare attenta a ciò che guardavo non significavano niente. Per via della pornografia, ero consapevole del fatto che la mamma non era l’unica donna che guardavi. Sono diventata acutamente consapevole del tuo occhio che vagava qua e là quando eravamo in giro. Questo mi ha insegnato che tutti gli uomini lanciano sguardi e che non ci si può fidare di loro. Ho imparato a diffidare e perfino a non apprezzare gli uomini perché pensano alle donne in questo modo. Hai cercato di parlare con me su come il mio abbigliamento influiva su chi mi circondava e di come avrei dovuto valorizzarmi per ciò che sono dentro. Le tue azioni, tuttavia, mi dicevano che sarei stata bella e accettata solo se ero simile alle donne sulle copertine delle riviste o nel porno. Le tue conversazioni con me non significavano nulla, e mi facevano solo arrabbiare. Crescendo, questo messaggio è stato rafforzato dalla cultura in cui viviamo. La bellezza è qualcosa che può essere raggiunto solo se si è simile a “loro”. Ho anche imparato ad avere sempre meno fiducia in te visto che ciò che dicevi non si conciliava con quello che facevi. Mi chiedevo sempre di più se avrei mai trovato un uomo che mi accettasse e mi amasse per com’ero e non solo per una bella faccia. Quando invitavo degli amici, mi chiedevo come li considerassi. Li vedevi come miei amici o come un bel volto in una delle tue fantasie? Nessuna ragazza dovrebbe mai doverselo chiedere riferendosi all’uomo che dovrebbe proteggere lei e altre donne nella sua vita. Ho incontrato un uomo. Una delle prime cose che gli ho chiesto è stato il suo rapporto con la pornografia. Ringrazio Dio che questa non abbia fatto presa sulla sua vita. Abbiamo avuto comunque altri problemi per la mia radicata sfiducia nei confronti degli uomini. Sì, la tua dipendenza dal porno ha influito sul mio rapporto con mio marito anni dopo. Se potessi dirti una cosa, sarebbe questa: il porno non ha influenzato solo la tua vita; ha influenzato chiunque intorno a te in modi che penso non potrai mai capire. Mi influenza ancora oggi mentre capisco la presa che ha sulla nostra società. Temo il giorno in cui dovrò parlare con il mio dolce bambino della pornografia e delle sue mani avide, in cui dovrò dirgli che la pornografia, come la maggior parte dei peccati, influenza ben più di noi. Come dicevo, ti ho perdonato. Sono così grata per l’opera che Dio ha realizzato nella mia vita in questo campo… È un settore con il quale lotto ancora di tanto in tanto, ma sono grata per la grazia di Dio e anche per quella di mio marito. Prego che tu abbia superato questo fatto e che i tanti uomini che lottano con questo problema riescano ad aprire gli occhi.
Con amore, tua figlia”.Nonostante le tante derive della società attuale, tra le quali vi è anche quella della pornografia,non dobbiamo mai dimenticare che il mondo intero è saldamente nelle mani di Dio, come si puo’ desumere in questa stupenda testimonianza di una ex pornostar di nome Christina Outlaw, pubblicata su “Aleteia”. Ecco il racconto della sua vita, nella quale ha trionfato il Signore con il suo Amore.
“Nell’estate del 1980, una bambina di quattro anni e suo fratello sono andati a giocare nella piscina di amici. La bambina non aveva grandi rapporti con i suoi compagni di gioco; li vedeva più come buoni conoscenti, ma ai due bambini era stato dato il permesso di andare a giocare lì. Nel caldo torrido di Jacksonville, Florida (Stati Uniti), sguazzare in una piscina è un dono del cielo.
Non è stata una bella giornata. Il padre dei suoi amici ha portato la bambina in bagno. Lì dentro, ha riferito, l’ha aggredita sessualmente. “Mi ha toccato e cose simili”, ha dichiarato senza voler scendere nei dettagli. Oggi la bambina si chiama Christina Outlaw, nome che ha preso dopo essersi sposata quasi tre anni fa; di sé parla come Crissy. Spiegare gli anni della sua infanzia è difficile non solo per il dolore che ha subito. Crissy si sentiva come priva di controllo – zero, niente di niente. I suoi genitori litigavano molto. Suo padre beveva. Quando Crissy aveva 12 o 13 anni hanno divorziato. Sua madre si è risposata. Ragazzi più grandi l’hanno toccata e vari uomini le hanno lanciato sguardi maliziosi. “Ricordo solo che sentivo che la gente mi guardava in modo sessuale, soprattutto gli uomini grandi”, ha confessato la ragazza. Crissy è cresciuta nella fede battista nel cuore della cosiddetta Bible Belt (Cintura della Bibbia, zona degli Stati Uniti a prevalenza protestante, ndr). A 11 anni, Crissy ha accettato Gesù Cristo come suo salvatore, ma negli anni dell’adolescenza forse è stata sviata. “Sentivo come se Dio non mi amasse affatto. Quando avevo 17 anni ho abortito. Se Lui mi avesse amato, non avrebbe permesso che accadesse quello che è accaduto”. Ottenere il controllo della sua vita è diventata la sua ambizione. Per alcuni lavoro, alcool o gioco d’azzardo sono una via per raggiungere l’autonomia e il potere. Per Christina la risposta è stata partecipare a film pornografici. Era conosciuta come Crissy Moran. Dal 1999 al 2006 è apparsa in oltre 50 film per adulti. La sua bellezza e il suo fascino erano innegabili. Oggi Christina Outlaw vive con il marito a Houston. Ha lasciato l’industria pornografica quasi dieci anni fa e ha detto di non aver ricevuto alcun profitto da quel business da allora. Attualmente lavora in un negozio di abbigliamento e accessori femminili come stilista. E, cosa più importante per lei, Crissy è cristiana. La donna ha sottolineato che essersi lasciata dietro il business della pornografia, dominato dagli uomini, per scegliere il cristianesimo è stata la sua via per raggiungere la pace. Gli uomini hanno aiutato Christina a diventare non solo famosa, ma anche ricca. Il suo sito web vietato ai minori di 18 anni raggiungeva facilmente i 20.000 dollari al mese, e lei era così piena di soldi da potersi prendere pause di mesi. Ma la scalata di Crissy all’autonomia attraverso l’ego e la carne non le ha fatto guadagnare il rispetto degli uomini. Ad esempio, ha capito che molti uomini la vedevano come un oggetto sessuale e poco più. I suoi sogni e le sue speranze non contavano. Un giorno è andata ad Albuquerque, nel New Mexico, per raggiungere il suo fidanzato al lavoro. Lui non apparteneva al business del porno. Un collega mostrava le foto della moglie in topless. Gli uomini ridevano, ma Crissy non era divertita, e lo ha detto loro, sentendosi imbarazzata e arrabbiata. È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. L’abbandono del business del porno da parte di Crissy ha richiesto un alto prezzo emotivo e spirituale. “Ho sofferto di stress post-traumatico. Non sapevo come andare avanti e pagare i conti. Lasciare tutto è stato un trauma”. La transizione di Crissy da star del porno a donna cristiana non è stata lineare. Ci sono stati vari scossoni lungo il percorso. Non era sempre in astinenza dai fidanzati e aveva incubi notturni, ma si è unita a una chiesa a Los Angeles. Ha trovato vari lavori d’ufficio, anche uno come segretaria di uno studio legale. Ha anche lavorato per Treasures, un’organizzazione non-profit basata sulla fede che si occupa di assistenza pastorale a uomini e donne che operano nell’industria del sesso. E ha smesso di uscire con gli uomini per dieci mesi. Durante questo periodo “sabbatico”, Crissy ha conosciuto un uomo grazie a un amico comune. Viveva in Texas, ma i due parlavano per telefono e sono diventati amici. Nel maggio 2012 sono diventati marito e moglie. Quando era una ragazzina, Crissy sognava di formarsi una famiglia. “Ho sempre avuto l’obiettivo di diventare non un dottore o un avvocato, ma una moglie e una mamma”. La prima parte del sogno si è avverata, la seconda ancora no. Per anni, quando era nell’industria del porno, Crissy non sentiva la voglia di diventare madre. Ora quel desiderio è tornato, ma lei e il marito non sono ancora riusciti a metterlo in pratica. A 39 anni, capisce che ci sono dei rischi e delle difficoltà pratiche. Indipendentemente dal fatto che lei e il marito concepiscano o adottino un bambino, Crissy sarà in pace. “Prego per avere un figlio, ma se non succede…”, ha detto mentre le si smorzava la voce, “il mio desiderio è quello di essere vicina a Lui”.

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