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Bologna. Il Comitato No194 di Caserta a Bologna per pregare contro l’aborto

(Caserta24ore) BOLOGNA Anche il Comitato referendario casertano No194 è stato a Bologna, sabato 19 dicembre, dalle ore 9 alle 14, per partecipare alla manifestazione di preghiera nazionale per la vita contro l’aborto. 94 volontari, si sono radunati in piazza San Giovanni s Monte per pregare e cantare in difesa della vita e contro l’aborto. Un importante appuntamento, organizzato dal comitato No194, guidato a livello nazionale dall’avv. Pietro Guerini, dal Comitato Ora et labora a difesa della vita di Giorgio Celsi e dal coordinatore casertano il preside Paolo Mesolella, per dire un forte SI alla Vita e un NO fermo alla legge 194, legge iniqua e assassina che ha causato dalla sua entrata in vigore ad oggi almeno 6 milioni di bambini soppressi con l’aborto nel grembo materno. Legge che ci rende complici di questi delitti in quanto commessi nei nostri ospedali e pagati con i soldi delle nostre tasse. La manifestazione nazionale di sabato 19 dicembre a Bologna si è tenuta a partire dalle ore 9 alle 14 nella piazza della chiesa di San Giovani in Monte . Un’importante occasione di crescita e di visibilità per un’associazione pro life che a Caserta ormai si è fatta conoscere per le “9 ore di preghiera per la vita” che si tengono dalle ore 9 alle 18 il primo sabato dei mesi dispari all’esterno della clinica Sant’Anna .Alla manifestazioneo nazionale del Comitato referendario No194 a Bologna c’erano numerose sezioni provinciali provenienti da tutta l’Italia: oltre a quella casertana,guidata dal Preside Paolo Mesolella, c’erano quelle di Teramo con Paolo Silvano, di Perugia con Laura Rubini e Simone Sabato, di Milano, Bergamo, Varese, Verona, Treviso, Trento,Vicenza, Padova e Lodi. C’erano inoltre il parroco della chiesa di S. Giovanni in Monte ed il rettore del santuario di Bocca di Rio a Roncobilaccio. “L’appuntamento – ha spiegato il preside Mesolella – è particolarmente significativo se si pensa ai 6 milioni di concepiti che non sono nati perché soppressi dall’entrata in vigore della legge 194. Un legge che d’altra parte non ha eliminato la piaga degli aborti clandestini che, solo in Italia sono oltre 30 mila all’anno. A dimostrazione del fatto che la legalizzazione dell’aborto non ha per nulla sconfitto la piaga della clandestinità, ma ha aggiunto ad essa, un altro male legalizzato. L’aborto, del resto non è privo di oneri per lo stato se si pensa che è gratis per le donne che devono abortire, ma costa anche 5 mila euro per i contribuenti. Il movimento referendario “No194″(diventato anche Associazione con oltre 25 mila iscritti, oltre ad avere referenti in tutta Italia, ha un proprio portale on line all’indirizzo www.no194.org. “L’ iniziativa – conclude il preside Mesolella – non è finalizzata alla sola denuncia del fenomeno dell’aborto o della legge 194/1978 che lo disciplina nel nostro ordinamento, ma è diretta alla revisione della stessa legge per via referendaria”.