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Caserta. Ponti che durano secoli, ecco quelli della linea ferroviaria Portici – Gaeta

(IlMezzogiorno). Il ponte di Capua è esemplificativo del fatto che i ponti costruiti con criterio nell’antichità durano secoli, mentre quelli costruiti dal dopoguerra ad oggi, quasi tutti hanno dei problemi strutturali se non cadono, come successo a Genova. A Capua, porta Roma, l’accesso dall’Appia lato nord alla città è garantito da due ponti: uno romano e l’altro, denominato ponte nuovo, costruito

nel dopoguerra. Quello romano è l’unico funzionante. I borbone erano maestri nella costruzione di ponti: quello sul Garigliano, i ponti della Valle di Maddaloni e quelli imponenti i ponti della linea ferroviaria Portici – Gaeta. Nel 1861 quando avvenne l’annessione del Regno di Napoli a quello dei Savoia, la linea si interrompeva a Capua, perché il tracciato attraversava zone paludose da bonificare. Riprendeva da Sparanise, importante snodo ferroviario dove era in fase di completamento la linea verso Cassino che all’epoca arrivava solo fino a Tora. Era invece ancora in fase di progettazione quella verso Gaeta. L’opera ferroviaria si completò solo nel 1892. Fu necessario realizzare imponenti opere edili, come il Viadotto di Cascano, tra Teano e Sessa Aurunca, composto da imponenti arcate di 12 metri.