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Bojano nel cuore, nel secondo libro di Nicola Romano.

(di Giuseppe Pace (Socio onorario del Circolo “Ragno” di Bojano). A Bojano gli scrittori della propria città non sono pochi come a Piedimonte Matese e ad Alife, città similari dell’altro versante del comune massiccio montuoso del Matese. Uno dei primi autori di libri su Bojano fu l’ex Presidente della locale Pro Loco, Modestino Zoccaro, con prefazione del Sindaco Gino Di Biase (il figliò Marco è Sindaco attualmente) seguì, Michele Campanella (che ne ha pubblicati tanti di saggi bojanesi), poi Oreste Gentile, Francesco Tavone e Nicola Romano tra gli ultimi. Più punti di vista diversi nella lettura di un Ambiente sociale fanno bene al lettore che così può confrontare e farsi una propria opinione soprattutto se il saggio locale non scrive solo di un passato sepolto e nell’oblio del tempo. Romano ha quasi 80 anni e scrive dando senso alle parole e pertanto gli vanno gli augures (che avevano il compito di predire il futuro e interpretare la volontà divina) dell’antica Roma anche per omaggiare il suo cognome poco Sannita nella ex capitale del Sannio Pentro, Bovianum Vetus, prima e Bovianum undecumanorum poi, della XI Legione, che spesso si ammutinava chiedendo di spostarsi d’inverno nella più mite Capua con la scuola gladiatoria, che allenò, tra gli altri, il famoso Trace Spartaco. Nicola Romano, ex costruttore di Bojano che ha realizzato un intero Villaggio Romano, dove abita anche, è un personaggio sempre più pubblico da quando ha pubblicato il secondo saggio sulla sua cittadina nativa. Nicola, detto anche da molti bojanesi, il Cavaliere, passeggia spesso con la moglie in Piazza Roma oppure lo trovi nel circolo ricreativo degli anziani, che osserva la moglie impegnata a giocare anche a burraco con altri anziani che frequentano il centro abbellito di molte fotografie ricordo e storiche di Bojano. Il carattere dello scrittore-costruttore e pensionato è gioviale e generoso con gli amici fidati. Nei suoi primi due saggi su Bojano, vede la sua città con un punto di vista che è sensibilmente diverso da altri scriptorum loci. Direi che il suo ultimo libro, più del precedente, dà informazioni utili ed inedite come la precisazione delle antiche misure di capacità poste di lato al monumento ai caduti e dietro la cattedrale, datate del 1300. Nicola Romano, nel nuovo saggio che riporta la foto della ex fontana tonda in Piazza Roma, cita, in particolare, il suo paesano scrittore, migrato in Veneto, Francesco Tavone e non gli altri con i quali passeggia più spesso. Alcuni tratti del saggio originale ”Bojano prima e dopo. Fatti e misfatti. Storia e personaggi”, Tipolito Matese, Bojano 2018, li ha regalati soprattutto agli emigrati in Canada e Brasile che cita poiché fu emigrato i quei due Paesi. Nell’altro suo saggio parla più diffusamente del suo periodo duro da emigrato a Toronto. Come imprenditore, nel precedente ed in questo saggio, l’Autore, è riconoscente verso chi gli ha dato fiducia e credito nel comprare gli appartamenti realizzati a Bojano soprattutto. Nel saggio ultimo si registra una freccia avvelenata che scaglia verso il Sindacato, causa di molti mali italiani, come ex imprenditore è quasi fisiologico, soprattutto nel Mezzogiorno, dove lo statuto dei Lavoratori, legge del 1970, non veniva applicata da molti Magistrati “filopadronali”? in un sistema sociale rimasto più tradizionale del più sindacalzzato settentrione. Nel libro di Nicola Romano, si notano belle ed originali fotografie di Bojano ed aree contermini (una ritrae anche lo scrivente in visita alle sorgenti del Biferno insieme ad una dozzina di altri, di cui alcuni bojanesi emigrati, come i miei due cognati Luigi Lombardi e Domenico Colalillo, organizzati da Nicola Romano). Vi sono anche dettagliati cenni sulle sorgenti del Biferno e sulla captazione delle acque per dissetare parte della Campania e dell’alta Puglia. Interessante è pure il riferimento alla galleria che attraversa il Matese da Guardiaregia a Cusano Mutri e a Gioia S. che fa scorrere l’acqua in una canaletta di cemento armato ben dimensionata come anche quella che dalle sorgenti bojanesi di Maiella, Pietrecadute e Riofreddo adduce l’acqua al tunnel quasi sotto Guardiaregia in piena oasi naturalistica del WWF sul lato sinistro del fiume Quirino e vicino alla chiesa Santa Maria la Neve. Nicola Romano conosce bene che lo scrivente, da tempo, ha studiato ed ipotizzato una nuova galleria sullo stesso percorso idrico della precedente, inaugurata nel 1969, per farvi passare in modo rapido le automobili, che al bivio di Gurdiaregia hanno la massima densità di transito dell’intera regione Molise. In una tesi di perfezionamento di Ingegneria del Territorio all’Università di Padova nel 1994 calcolai in 3000 automobili e camion che potrebbero utilizzare la galleria ogni giorno per evitare di aggirare il Matese ad est via Benevento-Telese o ad ovest via Isernia-Venafro con un risparmio di 70 km di strada e oltre 5 litri di carburante. Nicola Romano ha visitato tale percorso ipogeo matesino anche con lo scrivente, ma da buon bojanese ha resistenze ad accettare che ancora di più napoletani possano invadere il suo piccolo e bello Molise, eppure ha girato il mondo più di altri suoi paesani bojanesi. Forse Nicola applica il monito roccolano ”quando sta bene Rocco, sta bene tutta la Rocca”! Una delle critiche, più frequenti che i suoi paesani gli fanno, come scriptorum loci, è che non possiede una forma scevra di errori grammaticali e storici, ma lo scrivente, invece, gli riconosce valore storico anche per i riferimenti a Morcone ed altri paesi, che con Bojano hanno sempre avuto scambi commerciali e relazioni culturali varie. Anche di Roccamandolfi Nicola Romano scrive non tralasciandone il noto aspetto del brigantaggio, parteggiando quasi per il ”Maligno”, brigante al quale il Signore, don Rodrigo, insidiò la moglie…Si spera che l’ex costruttore N. Romano visiti il lavatoio pubblico di Bojano, abbandonato e in malo stato igienico e strutturale, ed aiuti i Soci del Club “Ragno” ad adottarlo per riportarlo a nuovo splendore tra i moltissimi gioielli bojanesi, che sono molto trascurati dagli Amministratori, troppo occupati a dover risolvere i 30 milioni di deficit del bilancio comunale, che altri, in precedenza, hanno causato.