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Di Preti e Suore necessita il mondo della disabilità ?

(Previte Felice francesco) “ Pregare perché il Signore mandi Preti e Suore liberi da idolatria, vanità, potere e denaro con il cuore soltanto per Lui “ è l’esortazione data da Papa Francesco il 4 marzo 2014 durante la Messa a Santa Marta in Vaticano, necessari al mondo della disabilità, del dolore, della sofferenza? Continuando nell’esortazione e traendo l’origine dal Vangelo dell’uomo ricco che si getta in ginocchio davanti a Gesù per chiedergli cosa debba fare per avere in eredità la vita eterna, quest’uomo, sottolinea il Pontefice, “aveva tanta voglia di sentire le parole di Gesù perché era “un uomo buono, in quanto fin dalla sua giovinezza aveva osservato i Comandamenti. Un uomo buono”, dunque, “ma questo non era sufficiente per lui : voleva di più. Lo Spirito Santo lo spingeva”. Gesù lo guarda con amore e gli fa la proposta: “Vendi tutto e vieni con me a predicare il Vangelo”, ma quello, sentendo queste parole, “si fece scuro in volto e se ne andò rattristato” perché possedeva molti beni:

“Il suo cuore inquieto, proprio per lo Spirito Santo che lo spingeva ad avvicinarsi a Gesù e a seguirlo, era un cuore pieno, e lui non ha avuto il coraggio di svuotarlo ed ha fatto la scelta : i soldi, un cuore pieno di soldi .
Ma non era un ladro, un reo, una persona cattiva : no, no, no! Era un uomo buono: mai aveva rubato, mai ! Mai truffato, erano soldi onesti. Ma il suo cuore era imprigionato lì, era legato ai soldi e non aveva la libertà di scegliere. I soldi hanno scelto per lui”. “Quanti giovani, ha proseguito Papa Francesco, ” sentono nel loro cuore questa chiamata ad avvicinarsi a Gesù e sono entusiasti” e “non hanno vergogna di inginocchiarsi davanti a Lui , di “dare dimostrazione pubblica della loro fede in Gesù Cristo” e “vogliono seguirlo, ma, quando hanno il cuore pieno di un’altra cosa e non sono tanto coraggiosi per svuotarlo, allora tornano indietro e quella gioia diviene tristezza”. Anche oggi nel n/s mondo inquieto ci sono tanti giovani che hanno la vocazione, ma a volte c’è qualcosa “che li ferma”: “Dobbiamo pregare perché il cuore di questi giovani possa svuotarsi, svuotarsi di altri interessi, di altri amori, perché il cuore divenga libero “. E questa è la preghiera per le vocazioni: ‘Signore, mandaci, mandaci Suore, mandaci Preti, difendili dall’idolatria, dall’idolatria della vanità, dall’idolatria della superbia, dall’idolatria del potere, dall’idolatria del denaro’. E la nostra preghiera è per preparare questi cuori per poter seguire da vicino Gesù”.“ L’uomo di questo Vangelo”, continua il Papa che per la verità è un papà per tutti, è “ tanto buono e poi tanto infelice”. Oggi, forse, ci sono tanti giovani, così pieni di vita e per questo occorre elevare a Dio una preghiera intensa: “E’ la preghiera: ‘Aiuta, Signore, questi giovani, perché siano liberi e non siano schiavi, perché abbiano il cuore soltanto per te’, e così la chiamata del Signore può venire, può dare frutto “. E questa è la Preghiera per le vocazioni, dobbiamo farne tanta : pregare, ma alla Fede ci vuole l’azione .
Le vocazioni ci sono, dobbiamo aiutare affinché crescano, affinché il Signore possa entrare in quei cuori e dare questa gioia indicibile e gloriosa che ha ogni persona che segue da vicino Gesù”. Papa Francesco, mentre ricorda il Vangelo dell’uomo ricco e vanitoso che si protrae in ginocchio davanti a Gesù per domandargli quali cose si devono fare per avere in eredità la vita eterna, si chiede se “quest’uomo buono che fin dalla sua giovinezza aveva osservato i Comandamenti”, ha osservato tutto quello che il Signore ha dato all’uomo e se ha tenuto con fede sempre i principi cristiani . Allora il Signore, prosegue Papa Francesco, fa una proposta, sempre all’uomo buono, “ vendi tutto e vieni con me a predicare il Vangelo”, ma l’uomo buono sentendo questa affermazione “si fece scuro in volto e se ne andò rattristato perché possedeva molti beni”, perché “era legato ai soldi e non aveva la libertà di scegliere” e restò infelice. “Anche oggi”, continua Papa Francesco” ci sono tanti giovani che hanno la vocazione, ma a volte c’è qualcosa “che li ferma”: ed allora fa propria una invocazione “ Signore mandaci, mandaci Suore, Preti, difendili dall’idolatria dalla vanità, dalla superbia, dal potere”. Ecco per quanto abbiamo “ sentito” nella Omelia con il riferimento a questo passo del Vangelo, guardiamo con grande interesse quello che ha esposto Papa Francesco con grande coraggio, schiettezza, sincerità sempre e come affronta questo delicato agglomerato di riferimenti, di personaggi, di considerazioni derivanti, che ci lasciano con un minimo momento di interrogare le n/s coscienze, ma nel contempo diventando motivo di partecipazione e condivisione . Ricordo l’Italia che ha avuto un grande merito per il passato e cioè quello di aver inviato schiere di Missionari che hanno “impiantato” in maniera fedele il proprio carisma un po’ in tutto il mondo portando la Fede e la Parola di Gesù. Debbo aprire una parentesi e ricordare le Suore Figlie di San Camillo che hanno lasciato le loro terre, le loro Nazioni, i loro cari, che hanno rinunciato ai beni della vita terrena per dedicarsi agli ultimo, agli infermi, ai malati, agli esseri umani ormai privi di vita e lo vedo nell’Istituto a Sant’Alfio in provincia di Catania dove abito : quindi una constatazione vera e presente. Noi ragazzi abbiamo cercato nel Signore, veicolati da buoni Sacerdoti, il significato del Vangelo in quei tempi di guerra 1940/45 tempestosi, carichi di odio,di insidie, di pericoli, ma la devozione alla Madonna della Misericordia ( Genova Parrocchia di Santa Fede in Corso Sardegna) ci ha concesso quell’aiuto e ci ha indicato la strada da percorrere, quella strada che ci ha portato a risolvere situazioni assai gravose . Oggi 2019 il contesto sociale è diverso e pieno di difficoltà e le vocazioni sono un po’ aride, ma ci auguriamo che i giovani Sacerdoti trovino sempre quella “strada” ed abbiano la stessa vocazione e missione di quei Missionari, che attingano sempre alla ricchezza della Parola di Dio e di “infiammare” di amore pastorale la loro opera missionaria, allontanando quel imborghesimento di cui fa riferimento, giustamente, Papa Francesco.
E con le parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza”