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Caserta. Ecco come si evolve lo smaltimento dei rifiuti tossici nella Terra dei Fuochi

Il territorio della Terra dei Fuochi sarà monitorato dal cielo, si inizia con lo ‘svolazzamento’ di droni, ma saranno utilizzati anche satelliti e aerei spia.
La Regione Campania al riguardo, non senza polemiche, ha utilizzato la prevenzione degli incendi boschivi nel vietare l’appiccare di qualsiasi fuoco (anche piccole sterpaglie), per evitare che roghi di rifiuti tossici si confondessero con queste.
La cosa ha destato proteste, da parte di piccoli agricoltori proprietari di orti e piccoli appezzamenti di terreno, che non sanno dove stoccare sterpaglie e residui della pota degli alberi. Intanto va avanti il protocollo stipulato a novembre dai sottosegretari Micillo e Tofalo per arginare il problema della Terra dei Fuochi.
In realtà i fuochi vanno avanti, sono solo diventati più piccoli: vengono appiccati di notte sotto i ponti delle arterie e non sono visibili dall’alto. Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa è consapevole che si tratta di una battaglia contro la guerra dei roghi, ma l’obiettivo resta quello dei “roghi zero”. Vilma Moronese parlamentare campana del M5S e presidente della commissione ambiente al Senato in una nota fa sapere: “Per anni la politica ha sempre girato la faccia quando si parlava di tutelare la nostra terra e la salute dei cittadini. Utilizzare tutti i mezzi a disposizione per arginare il fenomeno dei roghi è per noi un dovere a cui non ci siamo mai sottratti.

L’attenzione sui controlli attraverso le nuove tecnologie è stato anche il tema principale della missione che si svolta lo scorso mercoledì 17 domani che ci ha visti sorvolare con un aereo la Terra dei Fuochi e il litorale tra Napoli e Caserta, fondamentale è la presenza e la collaborazione delle Istituzioni tra cui la Procura di Santa Maria Capua Vetere, l’ARPAC e la Marina Militare, che sono certa darà importanti risultati”.
Resta il problema dei roghi notturni, quando il territorio non è presidiato. E resta il problema dei rifiuti tossici della filiera produttiva in nero. Oggi non più grandi fusti difficili da trasportare, ma tanti secchi di massimo 30 kg facili da trasportare anche da una sola persona che vengono bruciati nei letti di combustione o abbandonati e stoccati in case diroccate o abbandonate.