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Alife. La Corte dei Conti rileva 7,5 milioni di euro di disavanzo.

Giuseppe Pace (Esperto Internazionale di Ecologia Umana). ALIFE Come già più volte scritto su questo media online, l’Ambiente non è solo quello naturale e l’Ecologia Umana ne studia l’insieme di Natura e Cultura, come suggerisce anche l’Istituto per l’Ambiente con sede a Milano. L’Ambiente dell’area vasta del Matese mi interessa anche per aver avuto l’imprinting nel paesetto di Letino, 70 anni fa e poi cresciuto ad Alife prima e Piedimonte Matese poi nonché nella bella Napoli. Spesso mi ritrovo a scrivere anche di Ambiente dei molti paesetti e cittadine matesine al di qua e al di là del sistema montuoso dell’Appennino, che separa l’Ambiente molisano dal campano. Si ricordano del secondo ambiente cioè del territorio dell’Alto Casertano le Comunità Civili o i Comuni di: Ailano, Alife, Alvignano, Baia Latina, Caiazzo, Capriati a Volturno, Castel Campagnano, Castel di Sasso, Castello Matese, Ciorlano, Dragoni, Fontegreca, Formicola, Gallo Matese, Gioia Sannitica, Letino, Liberi, Piana di Monte Verna, Piedimonte Matese, Pietramelara, Pontelatone, Prata Sannita, Pratella, Raviscanina, Riardo, Roccaromana, Ruviano, S. Angelo d’Alife, San Gregorio Matese, San Potito Sannitico e Valle Agricola. Mentre del versante molisano del Matese i Comuni sono di meno e con più bassa presenza umana. Al di qua del Matese c’è, invece, Piedimonte Matese, ma più ancora per profondità storica c’è la città d’Alife, che, ricca di un patrimonio storico eccezionale e sottoutilizzato per il turismo, non trova pace in questi ultimi anni per un’amministrazione della res pubblica a dir poco disinvolta e spendacciona. Lo attesta la relazione di deferimento che F. Sucameli, magistrato della Corte dei Conti, ha redatto per la Procura dello stesso Organo, a seguito della dichiarazione di dissesto del Comune d’Alife che fa riferimento alla incertezza del disavanzo e alla violazione del principio di pareggio del bilancio cui sono tenuti i comuni. Intanto ci si prepara per nuove elezioni con 4 liste che si candidano guidate da 4 candidati alla fascia tricolore ad Alife, uno dei tre comuni della provincia di Caserta (insieme a Cellole e Vitulazio) che si appresta al voto del 10 giugno non per naturale scadenza, mentre a Letino e altrove si vota per scadenza naturale. A Letino appaiono strane alcune nuove liste con candidati, suppongo estranei e forse non noti ai letinesi, e poi vi sono le solite due liste con i soliti nomi che fanno politica da tempo, mentre gli altri stanno a guardare, purtroppo. I due candidati a Sindaco sono figli di politici cioè di Consiglieri e di ex Sindaco. Come ho scritto altre volte dell’Ambiente sociale di Letino, a me sembra eccessivo l’attivismo politico di pochi a scapito di molti. Qualche media dell’ambiente del medio Volturno ha già evidenziato l’eccesso d’uso di assenze dal servizio per motivi elettorali a Letino. Comunque, a dir poco, le elezioni letinese appaiono più strane di altrove. Ad Alife, invece, le liste in competizione elettorale sembrano 4.Torna a volere ancora guidare la res pubblica alifana, il Dr. Salvatore Cirioli, protagonista dell’ultima legislatura comunale prima della resa pubblica del bucone di bilancio e del commissariamento per mancanza di maggioranza comunale poiché alcuni della lista Cirioli gli hanno tolto la fiducia, adesso si ricandida con la lista “Uniti per Alife”. A Sindaco si candida anche Vincenzo Guadagno per la lista” Elefante-C’è una nuova Alife”. Altro candidato a Sindaco d’Alife è Fausto Sabino con la lista “CambiAmo Alife”. L’altro candidato a Sindaco è rosa: Maria Luisa Di Tommaso con la lista:”Rinascita alifana”. Comunque il dissesto finanziario del Municipo alifano è emblematico tra i comuni dell’alto territorio casertano. La Corte dei Conti citata sostiene che: L’“inattendibilità dell’ambiente d’indagine e l’incompletezza delle segnalazioni e della base dei dati di controllo” fanno dei 7milioni e mezzo di disavanzo, l’accusa principale dell’indagine della Corte dei Conti…Risulta complicato che la stessa cifra sia facile a dettagliarsi nelle sue specifiche voci. Si parte da un punto chiave: il Comune d’Alife dal 2012 non ha inviato il dato Sirtel alla Corte dei Conti. Questo dato rappresenta il Sistema Informativo di rendicontazione telematico degli Enti Locali e comunica alla Corte dei Conti l’affidabilità dei dati contabili di un Comune. Altro dato mancante alla Corte dei Conti è il dato Siquel: il sistema informativo di questionari degli enti locali e permette al Revisore dei Conti del Comune di inviare i questionari relativi ai bilanci di previsione e consuntivi di ogni Comune. I dati Siquel vengono incrociati con i Sirtel dalla Corte dei Conti e permettono alla corte all’Organo di rilevare errori nei bilanci. Chi non trasmette questi dati omette un obbligo di legge con il rischio di mostrare un bilancio falso. Ci sarebbe da chiedersi se i revisori del Comune d’Alife si siano preoccupati di controllare la veridicità dei dati (Sirtel) comunicati dai funzionari del Comune, piuttosto che il mancato invio dei dati –Siquel-di loro competenza. In effetti, la legislazione italiana fa di un Revisore la figura di riferimento della Corte dei conti e non l’ “amico” del sindaco di turno con cui andare sottobraccio, perciò la scelta dell’organo di revisione è, oggi, affidato ad un sorteggio in Prefettura, e non alla elezione da parte della maggioranza politica del Comune. Gli incassi del comune d’Alife sono sovrastimati sia nel bilancio di previsione sia negli accertamenti per cui l’ente alifano risulta inadempiente a pagare le spese programmate. Nell’Ambiente dell’alto casertano non è facile amministrare la res pubblica e governare le persone per l’alto tasso di disoccupazione, la presenza diffusa della malavita organizzata laddove si muovono cospicue masse di euro, l’agricoltura con sempre più bassi redditi, l’esodo quasi biblico dell’emigrazione come negli anni Cinquanta, e, come se non bastasse la poca fortuna, in non pochi dei suoi Municipi pare che ancora ci siano personaggi forieri di nepotismo come scriveva il Sottoprefetto alifano, Pietro Farina, nei primi decenni del secolo e millennio scorso. Quando leggo la epica dedica sull’esterno della sua casa alifana, passeggiandovi davanti d’estate, ne ammiro la sua operosità, la lungimiranza, la sua famiglia numerosa di prole, la solida cultura, anche come divulgatore, e di uomo onesto.