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GRAZZANISE: RECORD NAZIONALE PER I 55 GRADI PERCEPITI

(Raffaele Raimondo) GRAZZANISE Sul record nazionale del caldo a Grazzanise il giochetto mediatico non ha funzionato. Dopo il 2 agosto è arrivata la Rai, è venuta “la Repubblica”, hanno scritto molte testate online e cartacee… Ma da qualche settimana nessuno parla più di questo torrido paese. Eppure la canicola non si smorza e l’unico fatto certo è l’atterraggio dei Canadair sulla base Nato per rifornimenti e controlli indispensabili ad assicurare la continuità degl’interventi sugl’inarrestabili incendi che ancora devastano colline e pianura dell’ex Campania Felix. Dunque l’arroventato Grazzanise è riuscito perfino a fermare riflettori pronti a sfruttare circostanze e fornire effimere celebrità. Proprio come ha fermato per decenni, in questo secondo dopoguerra, ogni germoglio di sviluppo economico, civile, culturale. Come? Con appiattimenti, terra bruciata intorno al nuovo che l’ha incalzato e l’incalza tuttora, ignoranza diffusa, incapacità di agganciarsi alle centrali provinciali, regionali e nazionali del potere e della finanza (perversa o buona che sia). L’Amministrazione comunale, tuttavia, ha copiaincollato sul sito ufficiale del Comune le istruzioni per fronteggiare l’umidità e le temperature altissime, inaudite. Visto che iniziativa? Per la verità ci aspetta ancora qualche settimana d’afa, ma ognuno qua si rinfresca da sé.

Insomma “Lucifero” è piombato su Grazzanise, lo tiene ancora in ostaggio, lo deprime a più non posso e paradossalmente le reazioni (popolari e soprattutto …giovanili) sono flebili, risibili. Reazioni metaforiche, politiche, s’intende, giacché il “caldo” qui è davvero una “metafora” e, nel contempo, una “contraddizione”: qui “caldo” vuol dire anche “freddo”, “palude”, “abbandono”. Basti ri-leggere con attenzione quanto ha scritto Raffaele Sardo sul quotidiano fondato da Eugenio Scalfari: l’inviato dice “tutto” col “niente” emerso dalla sua visita in paese. Un paese dove non si lègge, dove non si fa politica, dove si attendono per mesi e mesi, anni ed anni, iniziative di informazione, formazione e prevenzione che ancora non vedono la luce. Per fortuna, i Carabinieri del m.llo De Santis continuano ad agire; ma è …repressione che non basta a sedare i fenomeni-cocaina e quant’altro…
Un disastro da tempo annunciato, per dirla in breve. Se ne uscirà, però! Se e quando torneranno ai timoni delle istituzioni locali le persone pronte ad amare questa gente, ad onorare fino in fondo i loro doveri, a fare sacrifici per riscattare una popolazione sostanzialmente inerme eppure adusa a far la cicala di sera davanti ai portoni spalancati, ai bar (troppi) aperti fino a tardi. Se ne uscirà, sì, a patto che vi sia un sussulto di fierezza antica andata perduta, di senso dell’identità e dell’appartenenza! A tal fine, il cammino si profila lungo e forse ripartirà da ottobre, grazie ad un magistrato (Sirignano) che ha adottato Grazzanise e ad altre spinte extra ed endogene di cui v’è gran bisogno. Intanto il 9° Stormo “F.Baracca” (autorevolmente guidato dal col pil Pasquale Di Palma-ndr) non smette di dare aiuto alla campagna anticendi che sembra non finire mai. “L’Aeroporto Militare di Grazzanise – leggiamo in una nota degl’inizi di agosto –prosegue nell’attività di supporto al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco impegnato insieme alla Protezione Civile nelle operazioni di contenimento e spegnimento dei numerosi incendi divampati in Campania e Lazio ed in particolare nel parco nazionale del Vesuvio e nella provincia di Caserta e di Latina. Tra i mesi di giugno e luglio circa una quindicina di velivoli “Canadair” sono a più riprese decollati dalla base aerea casertana con l’obiettivo principale di prevenire l’estensione delle fiamme. Il 9° Stormo ha messo a disposizione per tale attività il supporto di base attraverso il rifornimento di carburante degli aeromobili ed il personale si è prodigato per facilitare al massimo tutte le operazioni di questa intensa attività antincendio”. La vicinanza delle aree militari di decollo ed atterraggio, alle zone d’intervento ha massimizzato l’efficienza delle operazioni condotte senza soluzione di continuità, consentendo di evitare la propagazione delle fiamme sulle molteplici aree interessate”. La stessa nota potrebbe essere ridatata al 3 settembre, poiché purtroppo in questo mese la musica locale cambiata non è.