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San Giorgio del Sannio. Deriva Gender al camposcuola interparrocchiale

(Gianluca Martone) SAN GIORGIO del SANNIO (Bn) Alcuni giorni fa, si è verificato un episodio clamoroso nella Diocesi di Benevento, precisamente nel campo scuola interparrocchiale di San Giorgio del Sannio guidate dai parroci don Aurelio Capone ( parrocchia San Giorgio Martire), don Giuseppe Mottola (parrocchia Sant’Agnese) e don Gianluca Spagnuolo (parrocchia Ginestra), organizzato dal 7 all’11 agosto presso Sant’Angelo di Conza. Come si puo’ desumere dalle foto pubblicate sulla pagina facebook delle parrocchie https://www.facebook.com/media/set/?set=a.1129736730424337.1073741860.576426582422024&type=3&__mref=message_bubble, sono stati allestiti giochi molto equivoci per i ragazzi e le ragazze, travestiti rispettivamente da femminucce e da maschietti, con palese indottrinamento gender, presentato come un gioco. Ci si domanda: in un ambiente cattolico, si vogliono formare ed educare i giovani in questo modo, che accentua in loro soltanto una confusione sulla loro identità sessuale? Si chiede pertanto un duro intervento e anche provvedimenti esemplari del neo Arcivescovo di Benevento Mons. Felice Accrocca su questa vicenda, che si discosta in modo evidente dalla linea adottata su questa delicata questione dallo stesso Papa Francesco. Lo scorso 15 aprile 2015, nel corso della tradizionale udienza del mercoledi, il Sommo Pontefice è ritornato ancora una volta su questa grave problematica, che sta sconvolgendo le coscienze di tutti i cattolici e non solo, analizzandola nei particolari e nelle sue devastati conseguenze. “1)L’ideologia gender, cioè la teoria secondo cui maschile e femminile sono condizioni intercambiabili, è definita “un passo indietro”. E “espressione di una frustrazione”. C’è chi la considera un mito di progresso, ma è un falso mito di progresso, è regressione e frustrazione. 2) Le conseguenze dell’ideologia gender minano la famiglia: “La rimozione della differenza è il problema, non la soluzione. Con queste basi umane, sostenute dalla grazia di Dio, è possibile progettare l’unione matrimoniale e familiare per tutta la vita”. Dunque, non esiste unione matrimoniale e familiare senza la presenza di un uomo e una donna. E la rimozione della differenza tra uomo e donna, base dell’ideologia gender, è il problema scambiato per soluzione. Il falso spacciato per vero. 3) Il legame matrimoniale e familiare è una cosa seria, lo è per tutti, non solo per i credenti. Vorrei esortare gli intellettuali a non disertare questo tema, come se fosse diventato secondario per l’impegno a favore di una società più libera e più giusta”.

Lo scorso 14 giugno 2015 nel corso del suo discorso all’apertura del convegno ecclesiale della Diocesi di Roma, Papa Francesco è tornato nuovamente a parlare della teoria gender, con un esempio molto significativo.“I nostri ragazzi, ragazzini, che cominciano a sentire queste idee strane, queste colonizzazioni ideologiche che avvelenano l’anima e la famiglia: si deve agire contro questo. Mi diceva, due settimane fa, una persona, un uomo molto cattolico, bravo, giovane, che i suoi ragazzi andavano in prima e seconda elementare e che la sera, lui e la moglie tante volte dovevano ricatechizzare i bambini, i ragazzi,per quello che riportavano da alcuni professori della scuola o per quello che dicevano i libri che davano li’. Queste colonizzazioni ideologiche, che fanno tanto male e distruggono una società, un Paese, una famiglia. E per questo abbiamo bisogno di una vera e propria rinascita spirituale e morale”.
. Nel corso del suo intervento al Bice (Bureau international catholique de l’enfant) l’11 aprile 2014, il Santo Padre affermò “Occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva. Ciò comporta al tempo stesso sostenere il diritto dei genitori all’educazione morale e religiosa dei propri figli. E a questo proposito vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del “pensiero unico”. Mi diceva, poco più di una settimana fa, un grande educatore: “A volte, non si sa se con questi progetti – riferendosi a progetti concreti di educazione – si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione”.
Nel mese di gennaio 2015 nella conferenza stampa, di ritorno dal suo viaggio apostolico nelle Filippine, Papa Francesco fece anche un esempio esaustivo sull’indottrinamento gender nelle scuole. “Venti anni fa, nel 1995, una Ministro dell’Istruzione Pubblica chiese un prestito forte per fare la costruzione di scuole per i poveri. Le concessero il prestito, a condizione che nelle scuole ci fosse un libro per i bambini di un certo livello. Era un libro di scuola, un libro preparato bene didatticamente, dove si insegnava la teoria del gender. Questa donna aveva bisogno dei soldi del prestito, ma quella era la condizione. Furba, ha detto di sì e anche ha fatto fare un altro libro e ha dato i due (libri) e così è riuscita… Questa è la colonizzazione ideologica: entrano in un popolo e mirano a colonizzare il popolo con un’idea che cambia o vuol cambiare una mentalità o una struttura. Durante il Sinodo, i Vescovi africani si lamentavano proprio di questo. Perché dico “colonizzazione ideologica”? Perché prendono proprio il bisogno di un popolo o l’opportunità di entrare e farsi forti, per (mezzo de)i bambini. Ma non è una novità questa. Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso. Sono entrate con la loro dottrina. Pensate ai Balilla, pensate alla Gioventù Hitleriana. Hanno colonizzato il popolo, volevano farlo. Ma quanta sofferenza. I popoli non devono perdere la libertà. Il popolo ha la sua cultura, la sua storia; ogni popolo ha la sua cultura”. Quest’aberrante ideologia si sta diffondendo anche nei nostri asili nido, come si è purtroppo verificato con il famoso “ gioco del rispetto” in 45 scuole dell’infanzia, iniziativa promossa dal comune di Trieste e riportata anche da diversi quotidiani nazionali. Ma in cosa consisteva questo “gioco del rispetto”? Questa attività puntava a verificare le conoscenze e le credenze di bambini e bambine su cosa significhi essere maschi o femmine, a rilevare la presenza di stereotipi di genere e ad attuare un primo intervento, che avrebbe consentito loro di esplicitare e riorganizzare i loro pensieri, offrendo ai bambini anche un punto di vista alternativo rispetto a quello tradizionale. I genitori dei bambini hanno comunque manifestato la loro indignazione soprattutto in merito ai giochi proposti nel progetto e ad alcune frasi riportate nelle schede di gioco contenute nel kit distribuito negli istituti che hanno aderito all’iniziativa. Uno di questi prevede che la maestra, dopo aver fatto fare ai piccoli alunni un po’ di attività fisica, faccia notare che le sensazioni e le percezioni provate dai piccini sono uguali. «Per rinforzare questa sensazione – si leggeva nel manuale a disposizione delle insegnanti – i bambini/e potevano esplorare i corpi dei loro compagni e ascoltare il battito del cuore a vicenda o il respiro». «Ovviamente – si leggeva ancora – i bambini potevano riconoscere che vi erano differenze fisiche che li caratterizzavano, in particolare nell’area genitale». Tra i giochi proposti vi era pure quello del “Se fossi”, durante il quale i bambini utilizzando dei costumi si travestivano e indossavano dei vestiti diversi dal loro genere di appartenenza.
Pertanto, il Santo Padre ha chiesto un impegno fattivo e concreto non soltanto ai cattolici, ma a tutti gli intellettuali e agli uomini di “buona volontà”, per evitare il diffondersi di questa ideologia, che ha come obiettivo soprattutto la manipolazione dei bambini sin dalla nascita, come si puo’ riscontrare in un documento sconosciuto da molti cittadini, che rappresenta il grimaldello principale dei fautori del gender, ossia quello diffuso dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e intitolato “Standard per l’educazione sessuale in Europa”. Ecco il suo contenuto. “Da 0 a 4 anni l’OMS prescrive l’apprendimento del “godimento e piacere quando giochiamo con il nostro corpo: la masturbazione della prima infanzia”. Da 0 a 4 anni è l’età ideale per “la scoperta del corpo e dei genitali”. Da 0 a 4 anni è l’età ideale per “esprimere i bisogni, i desideri e i limiti, ad esempio nel gioco del dottore”. Da 0 a 4 anni è l’età ideale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per “consolidare l’identità di genere”.Da 4 a 6 anni è l’età ideale per la “masturbazione” e si può tranquillamente: “parlare di argomenti inerenti alla sessualità”. Da 4 a 6 anni è l’età ideale per le amicizia e amore “verso persone dello stesso sesso”. Da 6 a 9 anni è l’età ideale per conoscere e difendere i “diritti sessuali di bambini e bambine”. Da 6 a 9 anni è l’età ideale l’“amicizia e amore verso persone dello stesso sesso”. Da 9 a 12 anni è l’età ideale per sapere tutto sulla “riproduzione e pianificazione familiare”, oltreché ai “diversi tipi di contraccettivi” e sui “rischi e conseguenze del sesso non protetto (gravidanze indesiderate)”. Occorre quindi resistere e lottare, per tutelare la dignità e l’innocenza dei nostri figli e difendere i Valori fondamentali del nostro consorzio sociale come la Famiglia e la Vita. Nel corso della recente GMG di Cracovia, il Santo Padre è tornato nuovamente su questa importante questione, urante un incontro privato tenuto conb i Vescovi polacchi, con queste significative parole:”In Occidente ci sono vere colonizzazioni ideologiche. “E una di queste – lo dico chiaramente con “nome e cognome” – è il gender! Oggi ai bambini – ai bambini! – a scuola si insegna questo: che il sesso ognuno lo può scegliere. E perché insegnano questo? Perché i libri sono quelli delle persone e delle istituzioni che ti danno i soldi. Sono le colonizzazioni ideologiche, sostenute anche da Paesi molto influenti. E questo è terribile. Parlando con Papa Benedetto, che sta bene e ha un pensiero chiaro, mi diceva: “Santità, questa è l’epoca del peccato contro Dio Creatore!”. E’ intelligente!”.