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La storia di Elisa. Non riesco a dimenticare i miei due aborti

(Gianluca Martone)ABORTO 3 Nel corso del suo straordinario ministero sacerdotale, il grande San Pio da Pietrelcina disse le seguenti significative affermazioni sull’atroce crimine dell’aborto.
“Il giorno in cui gli uomini, spaventati dal, come si dice, boom economico, dai danni fisici o dai sacrifici economici, perderanno l’orrore dell’aborto, sarà un giorno terribile per l’umanità. Perché è proprio quello il giorno in cui dovrebbero dimostrare di averne orrore. L’aborto non è soltanto omicidio ma pure suicidio della razza umana, se con l’occhio della ragione, si vedesse“la bellezza e la gioia” della terra popolata di vecchi e spopolata di bambini: bruciata come un deserto. Se si riflettesse, allora si comprenderebbe la duplice gravità dell’aborto: con l’aborto si mutila sempre anche la vita dei genitori. Questi genitori vorrei cospargerli con le ceneri dei loro feti distrutti, per inchiodarli alle loro responsabilità e per negare ad essi la possibilità di appello alla propria ignoranza. I resti di un procurato aborto non vanno seppelliti con falsi riguardi e falsa pietà. Sarebbe un abominevole ipocrisia. Quelle ceneri vanno sbattute sulle facce di bronzo dei genitori assassini. Difendere il sopraggiungere dei bambini al mondo è sempre un atto di fede e di speranza nei nostri incontri con Dio sulla terra”. Queste affermazioni sono evidenti in questa testimonianza di una giovane madre di 36 anni di nome Elisa Djust Lubowiecka che, in esclusiva, ha deciso di raccontare la sua vita a “Mezzogiorno Quotidiano- Caserta 24 ore”. Un autentico inno a Dio e alla Vita.

“Sin da quando ero piccola, ho sempre avuto un grande amore per il Signore”- ha cosi affermato Elisa-“ricordo infatti che, quando partecipavo alla Santa Messa con le mie cugine, pregavo con grande fede davanti al Crocifisso. Purtroppo, i miei genitori erano atei e ciò determinò grandi sofferenze nella mia vita. All’età di 11 anni, nel giorno di San Valentino, mio padre abbandonò mia madre, tanto che lei perse il bambino che portava nel grembo, a causa del forte dolore che provò. Si lascio’ completamente andare”.Dopo questa profonda amarezza, per Elisa iniziò un vero e proprio tunnel di dispiaceri e di sbagli, che incisero molto sulla sua esistenza.
“In seguito a questo terribile episodio, che condizionò molto la mia adolescenza, trascorsi 14 anni molto difficili”- ha cosi sottolineato la donna-“ho cercato di compensare la mancanza di amore di mio padre con il cibo, tanto che arrivai a pesare ben 86 Kg. All’età di 14 anni, ho iniziato ad avere i primi rapporti sessuali con i ragazzi anche piu’ grandi di me. A causa del vuoto profondo di affetto che provavo nel mio cuore, caddi sempre piu’ in basso. Non mi sentivo amata neanche da Dio. In quegli anni molto dolorosi, incontrai molti problemi anche a livello scolastico, tanto da essere anche bocciata in terza media. In seguito, in quarta superiore, mi ritirai per motivi di salute. Ero molto insicura e soffrivo di varie forme di fobia, ,legate soprattutto alla paura di essere abbandonata, di non piacere ai ragazzi per il mio peso, di guidare addirittura l’auto, problematica che sto cercando di affrontare e di superare anche attualmente”.Le sofferenze di Elisa proseguirono negli anni successivi in modo sempre piu’ cruento, sino ai due aborti compiuti all’età di 18 anni e di 23 anni, che hanno lasciato un dolore incolmabile nel cuore della donna.“Dopo aver compiuto 18 anni, rimasi incinta”- ha cosi evidenziato la stessa giovane-“il mio fidanzato di allora mi convinse ad abortire e, addirittura, mi accompagnò in ospedale per praticare questo efferato atto, che mi ha causato grandi sofferenze negli anni seguenti, AVEVO UCCISO UNA CREATURA INNOCENTE, LA QUALE AVEVA IL DIRITTO DI NASCERE E DI VIVERE. In seguito, mi ammalai di bulimia, intraprendendo una via che sembrava senza alcuna via d’uscita. All’età di 23 anni, rimasi incinta per la seconda volta. Questa volta, mi rivolsi ad un medico clandestino, il quale mi praticò l’aborto clandestino al prezzo di 750 Euro, convinta anche in quella circostanza dal mio nuovo fidanzato. Intanto, mia madre continuava a soffrire nel silenzio del suo cuore. AVEVO UCCISO UN ALTRO FIGLIO SOLO PER SEGUIRE UN ATTO DI EGOISMO PERSONALE, PENSANDO UNICAMENTE A ME STESSA E ALLA MIA CARRIERA. Questi due episodi cruenti e terribili determinarono la mia dipendenza dall’alcool, che divenne l’unico strumento per fuggire dalla realtà. Ero sempre insoddisfatta della vita”.L’esistenza di Elisa ebbe una grande svolta nel 2004, con il pellegrinaggio a Medjugorje, dove conobbe il suo attuale marito Artur, con il quale ha dato vita ad una splendida famiglia. Dalle macerie dei nostri sbagli, il Signore infinitamente buono e misericordioso, è capace di far sorgere splendide opere meravigliose.“Nel 2004, mi recai in pellegrinaggio a Medjugorje e, in quel luogo caratterizzato da una profonda spiritualità, anche se la Chiesa non si è ancora espressa ufficialmente in merito alle Apparizioni, conobbi mio marito Artur”- ha cosi spiegato la stessa donna-“desideravo dare un significato nuovo alla mia esistenza, sino a quel momento contrassegnata da traumi molto dolorosi. Sul monte Krizevac, provai una profonda pace interiore dopo molto tempo e ho potuto sperimentare per LA PRIMA VOLTA L’IMMENSO AMORE DI DIO PER ME. Da quel momento in poi, ebbe inizio la mia storia d’amore con Artur e, sotto la croce sul monte Krizevac, promettemmo al Signore e alla Beata Vergine Maria che avremmo cercato di costruire una bella famiglia sulle orme della Santa Famiglia di Nazareth. Dopo questa splendida, che cambiò positivamente la mia vita, rimasi incinta del mio primo figlio Gabriel. Nel mio cuore, è scattato subito il desiderio di ringraziare Dio per questo IMMENSO DONO, nonostante i miei grandi sbagli commessi in passato con i due aborti. Alla fine del 2004, io e Artur ci sposammo e nacquero, negli anni successivi, gli altri tre bambini Emanuele, Benedetta e Rachele, creature meravigliose, che hanno riempito di gioia la mia vita”.Al termine di questa bellissima intervista, Elisa ha voluto indirizzare un accorato messaggio pro life a tutte le ragazze.“Vorrei invitare tutte le donne ad amare la Vita”- ha cosi affermato la giovane-“l’aborto è un crimine orrendo, un atto efferato che uccide non solo il bambino,ma anche la mamma. E’ un autentico atto demoniaco. Nonostante i quattro bambini avuti con mio marito Artur, porterò sempre nel mio cuore il profondo dolore per i due aborti commessi in passato. Desidero inoltre invogliare le famiglie a pregare incessantemente Gesu’ e Maria, soprattutto con la preghiera del Santo Rosario, che noi siamo soliti pregare in ginocchio anche con i bambini. Con la sua infinita misericordia, il Signore ha fatto risorgere la mia vita”.
Nella sua Lettera Apostolica “Rosarium Virginis Mariae” scritta nel 2002, San Giovanni Paolo II era solito affermare:” Il Rosario è anche, da sempre, preghiera della famiglia e per la famiglia. Un tempo questa preghiera era particolarmente cara alle famiglie cristiane, e certamente ne favoriva la comunione. Occorre non disperdere questa preziosa eredità. Bisogna tornare a pregare in famiglia e a pregare per le famiglie, utilizzando ancora questa forma di preghiera. La famiglia che prega unita, resta unita. La famiglia che recita insieme il Rosario riproduce un po’ il clima della casa di Nazareth: si pone Gesù al centro, si condividono con lui gioie e dolori, si mettono nelle sue mani bisogni e progetti, si attingono da lui la speranza e la forza per il cammino”