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Bojano spende 8 milioni in 10 anni e il bilancio di previsione non decolla.

(Giuseppe PACE). BOJANO (CB). Bojano ha una piazza che è l’Agorà dei moderni Sanniti Pentri. La frequentano una cinquantina di “opinionisti”, che influenzano, solo in parte, anche le elezioni ricorrenti con il cambio di Sindaco, Giunta e Consiglio comunale. L’attuale Sindaco sembra avere i giorni contati dall’instabilità della sua maggioranza, che a pezzi comincia a cambiare schieramento democratico. Ma a Bojano la vivacità delle “tribù sannitiche” è risaputa, e, a differenza della analoga cittadina matesina, Piedimonte Matese, posta a sud del sistema di monti (sacri ai Sanniti) che divide Molise e Campania, riesce a cambiare spesso Sindaco e consiglieri comunali. Sono finiti i tempi bojanesi dell’Amministrazione Gino Di Biase, che era più stabile nel tempo, il figlio M. Di Biase, attuale Sindaco, vive altri tempi politici molisani. Meno del padre forse riesce a mantenere il collante tra le parti in lotta, o “tribù bojanesi” per il controllo municipale. Usando eufemismi storici e leggendari si potrebbe anche dire che tra le moderne tribù dei Sanniti, che hanno inglobato anche i famosi nemici conquistatori di Caput mundi, i Romani/o locali, sembra quasi esserci una lotta a singolare tensone. Nello spazio suggestivo dell’Agorà, di lato al Corso dei Pentri e vicino al Caffè dei Pentri, si consumano le strade per lo struscio diuturno delle circa 50 persone che passeggiano e parlano di quasi tutto, stando attenti che l’altro vada a riferire al suo “padrino” rischiando poi il tanto promesso ed accarezzato favore o addirittura il posto al figlio/a, oggi tanto più prezioso per la notevole disoccupazione dei molti diplomati e laureati bojanesi dop. Qualcuno dei passeggiatori, soprattutto estivo, dell’Agorà bojanese, autore anche di un romanzo giallo, ha proposto, provocatoriamente e per riderci sopra, di porre dei parchimetri vicino alle solide panchine dell’Agorà e ha stabilito anche un prezzario a seconda dei frequentatori assidui o meno nonché con maggiorazioni festive ed agostane. Bojano comunque, al di là della vivacità politica locale, da un po’ di anni è in degrado, ultimo è il sopraggiungere di oltre 200 immigrati che creano altri problemi a scapito dei più per il guadagno di pochi. Ma andiamo nei meandri burocratici municipali, dove anche gli esperti non navigano facilmente e il bizantinismo raggiunge livelli difficili da raggiungere in altre cittadine italiane del sud, del centro e del nord. L’Amministrazione di Bojano ha preso nella dovuta considerazione la Deliberazione della Corte dei Conti n. 150/2016, ma sia il Responsabile del Settore Bilancio e sia il Revisore dei Conti rassicuravano il Sindaco che il calcolo del F.C.D.E. sviluppato dal Comune era corretto e, nel contempo, consigliavano di impugnare e proporre ricorso contro la deliberazione della Corte. L’amministrazione rimaneva sulla propria posizione e con la nota prot. int. n. 502/2017 del 12.01.2017, a firma del Sindaco, si imponeva al Responsabile del Settore Il, a pena di revoca della responsabilità del Settore Il e segnalazione all’Ufficio Procedimenti Disciplinari, di predisporre una proposta di deliberazione per l’annullamento in autotutela della deliberazione di Giunta Comunale n. 48/2015, sulla base dell’istruttoria esperita nella relazione prot. n. 2105/2016 a firma dei componenti dell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco. Nella stessa nota il Sindaco precisava al Responsabile del Settore Il che “rientra nelle prerogative della S.V. esporre nella redigenda proposta i presupposti di fatto e le ragioni di diritto da cui desumere l’eventuale erroneità delle determinazioni a cui sarebbe giunta la Corte dei Conti e la consequenziale legittimità delle risultanze di cui alla deliberazione in oggetto”. Con nota prot. int. n. 1353/2016 del25.01.2017 indirizzata al Sindaco, il Responsabile del Settore II pur ribadendo ancora una volta l’inopportunità di annullare in autotutela la deliberazione n. 48/2015 per le ragioni esplicitate nella propria nota prot. int. 2222/2016 ha trasmesso, in allegato, la proposta di deliberazione n. 3 del 23.01.2017 richiesta seguendo le indicazioni dettate e discendenti dall’ordine impartito con annessa minaccia di revoca della Responsabilità del Settore II e per timore di essere sottoposto a procedimento disciplinare (entrambi coercitivi che hanno impedito al responsabile di Settore che impediscono di potersi sottrarre all’ordine perentorio). Nella proposta di deliberazione n. 3 del 23.1 .2017 si lasciava alla Giunta Comunale la facoltà e la prerogativa di deliberare secondo una duplice opzione: 1) impugnare per le vie legali la Deliberazione della Corte dei Conti del Molise n. 150/2016; 2) annullare in autotutela la Deliberazione della Giunta Comunale n. 48/2015 (quella del riaccertamento straordinario dei residui). La proposta di giunta n. 3 del 23.01.2017 è munita del parere favorevole del Responsabile Tommaso Ramacciato espresso ai sensi dell’art. 49 del TUEL 267/20001. Tale proposta non è mai stata adottata dall’organo esecutivo ma, ciò nonostante, nella Deliberazione di Giunta Comunale n. 18 del10.4.2017 (che restituisce al mittente Tommaso Ramacciato la bozza di bilancio tecnico da egli elaborata) si precisa tuttora che la soluzione per superare le criticità della Corte dei Conti n. 150/2016 consistono nell’annullamento in autotutela della Deliberazione di giunta Comunale n. 48/2015. È evidente che qualcosa non quadra: se la soluzione (o l’alleviamento) dei presunti problemi finanziari del Comune consiste nell’annullamento in autotutela della Deliberazione n. 48/2015 per quale ragione l’organo esecutivo non ha mai deliberato in proposito pur avendo diffidato e ordinato a Tommaso Ramacciato di predisporre la relativa proposta di delibera di annullamento in autotutela che poteva anche essere predisposta autonomamente dal Sindaco che all’epoca manteneva per sé la delega al Bilancio? Ma soprattutto: perché la Giunta Comunale con la Delibera n. 18 del 2017 restituisce al mittente la bozza di bilancio tecnico 2017 facendo leva sulla necessità di fare chiarezza sul F.C.D.E.? Forse (e chi?) l’esecutivo comunale non ha voluto assumersi la responsabilità di annullare in autotutela la Deliberazione n. 48/2015? Forse l’esecutivo vuole scaricare addosso al Commissario Prefettizio qualsiasi responsabilità? Dulcis in fundo: se la bozza di bilancio tecnico predisposta da Ramacciato non era gradita perché la Giunta Comunale non ha predisposto lo schema di bilancio di previsione cosi come prevede la legge? La situazione è senz’altro intricata se si considera che, a detta del Dirigente del Settore, con il pagamento di oltre otto milioni di addendum derivanti dal D.L. n. 35/2013 sono stati soddisfatti al 90% tutti i creditori dell’Ente dell’ultimo decennio e che il bilancio, ad oggi, è in una situazione di sostanziale pareggio strutturale. Nella propria Determina Ramacciato precisa che, attesa l’inerzia della Giunta Comunale, per alto senso del dovere e a tutela della cittadinanza bojanese, ha predisposto ben due bozze di proposte di bilancio (n. 15 del 21 marzo 2017 e n. 23 del 09 aprile 2017) di cui la seconda è scaturita da un breve contraddittorio con il neo assessore al Bilancio il quale, con nota del 7 aprile 2017, chiedeva a Ramacciato il massimo sforzo per procedere, entro e non oltre il lunedì susseguente 10.04.2017, con l’approvazione in Giunta di tutti gli atti necessari per la convocazione immediata del Consiglio Comunale dandone notizia urgente alla Prefettura di Campobasso. La Giunta boccia il bilancio tecnico predisposto dalla struttura affermando che bisogna fare chiarezza e, fra le righe, quale elemento impeditivo e ostativo alla sua approvazione tira in ballo il F.C.D.E. e quindi la deliberazione della Corte di Conti n. 150/2016, ma afferma anche che la soluzione era stata individuata nell’annullamento in autotutela della Deliberazione n. 48/2015. Di chiarezza ne è stata fatta a iosa e in maniera esaustiva e nonostante avesse a sua disposizione l’arma (a suo dire) risolutrice (la proposta di delibera n. 3/2017 di annullamento in autotutela della Delibera di Giunta n. 48/2015), la Giunta Comunale di Bojano non si è assunta questa responsabilità e ha restituito gli atti al mittente. Chi legge la Delibera n. 18/2017 potrebbe essere erroneamente indotto a pensare che la Giunta ha bocciato il bilancio di Tommaso Ramacciato quando, al contrario, la legge (art. 174 del Testo Unico degli Enti Locali) prevede che lo schema di bilancio di previsione deve essere predisposto dalla Giunta Comunale. Tommaso Ramacciato, Responsabile del Comune di Bojano, del Bilancio, ecc. si è sentito in dovere di rappresentare la vicenda ad onor del vero affinché la chiarezza venga fatta dalla Procura della Repubblica di Campobasso, dalla Procura Regionale presso la Corte dei Conti del Molise, dalla Prefettura di Campobasso e dal Ministro dell’Interno. Restano tanti fattori che frenano il sistema Italia. E tra questi per la Corte dei Conti c’è certamente la pressione fiscale che è «tra le più elevate dei Paesi dell’Unione europea (42,9% del Pil), il “Total tax rate” stimato per un’impresa di medie dimensioni, testimonia di un carico fiscale complessivo (societario, contributivo, per tasse e imposte indirette) che penalizza l’operatore italiano in misura (64,8%) eccedente quasi 25 punti l’onere per l’omologo imprenditore dell’area UE/Efta. A sua volta, il cuneo fiscale, riferito alla situazione media di un dipendente dell’industria, colloca al livello più alto la differenza fra il costo del lavoro a carico dell’imprenditore e il reddito netto che rimane in busta paga al lavoratore: il 49% prelevato a titolo di contributi (su entrambi) e di imposte (a carico del lavoratore) eccede di ben 10 punti l’onere che si registra mediamente nel resto d’Europa. Anche i costi di adempimento degli obblighi tributari che il medio imprenditore italiano è chiamato ad affrontare, sono significativi: il 55% in più di quanto richiesto al suo competitore europeo. Sulla difficile situazione del debito pubblico, la Corte dei Conti ha sottolineato «Occorre porre il debito su un sentiero discendente, non troppo ripido ma costante, procedendo speditamente alle azioni di riforme strutturali per sostenere la crescita e migliorare le condizioni di sostenibilità della finanza pubblica». La Magistratura contabile da anni registra la Corruzione nella PP.AA. (60 miliardi annui) e l’eccesso di tassazione. La relazione dei magistrati contabili conferma quanto da sempre detto da parte degli imprenditori, specie di quelli più piccoli che non delocalizzano e che non hanno holding nei paradisi fiscali: per il presidente di Confapi «la Corte dei Conti ha certificato quello che denunciamo, inascoltati, da anni: l’economia del Paese non può ripartire se le nostre Pmi sono costrette a pagare allo Stato il 64,8% dei loro guadagni. Le tasse vanno ovviamente pagate. ma è impensabile continuare a comprimere il bisogno delle famiglie e degli imprenditori impossibilitati a utilizzare pienamente il frutto del loro lavoro. Sulle spalle delle piccole e medie imprese italiane, costrette a far fronte anche a una grande difficoltà di accesso al credito, c’è un eccessivo peso fiscale che le scoraggia a investire, ad assumere e, spesso, addirittura impedisce di poter continuare la propria attività». Le imposte sui redditi da lavoro e da pensioni vanno alleggerite per incidere sul cuneo fiscale e dare così prospettive alle imprese. Sui 3 anni del Governo Renzi, interviene l’opposizione «la narrazione renziana è in realtà un film horror. Le chiacchiere stanno a zero e la Corte dei Conti ci dice realmente come stanno le cose: cuneo fiscale troppo alto, salari schiacciati, “Total tax rate” sulle Pmi al 65% circa, contro il 40% medio della Ue. E’ un disastro». Per l’opposizione: «Renzi, Gentiloni e Padoan possono cantarsela come vogliono. Il re è nudo. E guardarlo non è esattamente un bello spettacolo. L’evasione fiscale resta altissima e i messaggi inviati dagli ultimi governi sono a dir poco contraddittori, soprattutto se consideriamo i ripetuti condoni come la “voluntary disclosur”e e la depenalizzazione di alcune condotte sul fronte tributario – insistono alcuni oppositori-. Ma la Corte dei Conti ci dice anche che usare il presunto recupero dell’evasione per coprire manovre di bilancio significa ricorrere a coperture aleatorie e incerte. In pratica, la Magistratura contabile spiega chiaramente che la manovra correttiva da 3,4 miliardi su cui sta ragionando l’esecutivo è aria fritta. E l’Europa, cui noi contestiamo in radice l’approccio basato sull’austerity, non tarderà comunque ad accorgersene». L’U.e. ci richiama a ridurre il deficit, ma il populismo degli ultimi Governi italiani è da bizantinismo esasperato. Troppe spese governative, regionali e comunali per accrescere il consenso elettorale con troppi rivoli di spesa (e con appalti truccati), troppe tasse sui pensionati e sulle imprese che producono reddito, questi sono i principali problemi italiani. A Bojano 8 milioni sono stati spesi in una decade, ad Alife (CE), pure con storia notevole dei Sanniti, il Sindaco-anch’egli in instabile equilibrio politico, S. Cirioli, ha chiesto il default finanziario per una somma analoga. Significa che in futuro il Bilancio di previsione va fatto meglio, affinchè quello consuntivo sia più vicino al reale e i nuovi Sindaci temono “i numeri, che non mentono mai, ma chi li usa può mentire meglio”, diceva sempre il mio ex collega prof. ing. F. Maretto. Dentro ed attorno il territorio di Bojano vi sono non pochi interessi milionari, che stimolano l’appetito anche di professionisti delle ”creste” di bilancio e delle possibili, non piccole, truffe. Elechiamo alcuni dei lavori milionari del recente passato, presente e futuro prossimo: abbellimento e rifacimento con muri a secco delle rive del Biferno cittadino bojanese; fogne rifatte in strade e stradine bojanesi e delle 3 frazioni; scuola antisismica bojanese ma anche per altri 5 comuni viciniori; filiera avicola da far ripartire con 40% di contributi pubblici sui quasi 40 milioni d’investimento (senza garanzie di salvaguardare gran parte degli oltre 250 dipendenti); nucleo industriale CB-Bojano con numerose aziende chiuse ed in crisi a Capochiaro (CB); ecc.. Dunque, in Molise, ma anche altrove, di soldi pubblici ne vengono spesi non pochi ed è quasi normale una vivacità di dibattito democratico intorno al fare e al non fare del Sindaco di Bojano, della Giunta esecutiva e del Consiglio comunale di una così splendida cittadina, che vorrebbe brillare anche per l’onestà, almeno quella intellettuale, che si manifesta durante la preparazione del Ver Sacrum, che lo scorso agosto ha visto moltissimi bojanesi partecipare, gratis, alla XVII edizione.