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Ricorrenze. Buon compleanno Massimo Troisi!

Nel giorno del compleanno dell’artista napoletano Massimo Troisi, che, se fosse stato ancora in vita, avrebbe compiuto 66 anni, ho tirato fuori dai miei ricordi la fotografia allegata, che mi ritrae con il gruppo de “ La Smorfia “, costituitosi nel 1979 e scioltosi nel 1981 – esordisce Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Nella foto sono con ( partendo da sinistra ) Enzo de Caro, Lello Arena ed il nostro Massimo.
” L’occasione mi consente anche di ricordare uno storico circolo napoletano – aggiunge Capodanno – . Il riferimento è al TTC Club di via Paisiello al Vomero, chiuso purtroppo da diversi anni, e, in anni recenti, trasformato in garage. Sodalizio che, tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80, si distinse per le tante manifestazioni culturali che furono coronate da successi a livello nazionale e internazionale.
” Tra le altre – ricorda Capodanno – la “ Mostra internazionale del Fumetto e del Cinema d’Animazione “, della quale fui uno degli organizzatori, e che si svolse annualmente per ben sei edizioni, con ospiti d’eccezione, tra i quali il creatore di Tartan, Edgar Rice Burroughs, che venne a Napoli per la prima volta. Presenti anche, tra gli italiani, Paolo Del Vaglio, Giorgio Forattini, Attilio Michelutti, Giuliano Rossetti e Renato Calligaro, e, tra i fumettisti di altre nazioni, l’argentino Joaquin Lavado, in arte Quino, il papà di Mafalda e il brasiliano Jo Oliveira “.

” Proprio nell’ambito della Mostra del Fumetto – sottolinea Capodanno -, per dare risalto anche alle attività spettacolari, si decise d’intitolare un premio a un altro grande artista napoletano, purtroppo dimenticato, Alighiero Noschese, morto prematuramente a Roma, a soli 47 anni, nel 1979. In occasione della prima edizione del “premio Alighiero Noschese“, che si svolse appunto al TTC, agli inizi del 1980, fu decisa l’assegnazione a un gruppo emergente, che muoveva allora i suoi primi passi, “La Smorfia“ appunto. E fu così che ebbi occasione di stringere la mano al giovane Massimo Troisi, che allora aveva appena 27 anni e che, una volta terminata l’esperienza nel gruppo, avrebbe iniziato una folgorante carriera artistica, purtroppo interrottasi prematuramente “.