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Sparanise. Al Foscolo arriva il Camboniano Alex Zanotelli e commenta l’enciclica Laudato si di papa Francesco

(Paolo MESOLELLA) SPARANISE Venerdì 20 gennaio prossimo, a partire dalle ore 10.30, nell’aula magna dell’Isiss “Foscolo” di Sparanise, si terrà un interessante convegno sull’enciclica “Laudato si” di papa Francesco. Alla manifestazione interverranno padre Alex Zanotelli, comboniano, l’ing. Umberto Mandara, il Preside Paolo Mesolella, il prof. Lucio Romano e le classi quarte e quinte del Foscolo di Sparanise.  Nato a Livo, in provincia di Trento, il 26 agosto 1938, Padre Alex Zanotelli è stato ordinato sacerdote nell’Istituto dei missionari comboniani nel 1964, dopo aver completato gli studi di teologia a Cincinnati (Usa). Partito missionario per il Sudan, dopo otto anni viene allontanato dal governo a causa della sua solidarietà con il popolo Nuba e della coraggiosa testimonianza cristiana.
Assume la direzione della rivista Nigrizia nel 1978. Il suo programma di lavoro è ben chiaro fin dall’inizio:”Essere al servizio dell’Africa, in particolare ‘voce dei senza voce’. E’ stato tra i fondatori del movimento “Beati i costruttori di pace”. Negli ultimi otto anni, il lavoro missionario di Padre Zanotelli si è svolto a Korogocho, una delle baraccopoli che attorniano Nairobi, la capitale del Kenya. Nel 1989
torna in missione in Kenia nella baraccopoli di Korogocho. Nella lingua locale il nome Korogocho significa confusione, caos. In questa difficile situazione di degrado umano, dovuto a vari fattori tra i quali AIDS, fame, prostituzione, droga, alcolismo, violenza, ha dato vita ad una cooperativa che si occupava del recupero di rifiuti e dava lavoro a numerosi abitanti. Istituì inoltre Udada, una comunità di ex prostitute che aiuta le donne che vogliono uscire dal giro e, allo stesso tempo, si batté per le riforme sulla distribuzione della terra, uno dei temi-chiave della politica keniota. Oggi Padre Alex Zanotelli vive nel difficile rione Sanità di Napoli, in una piccola casa ricavata dal campanile della chiesa del quartiere. In un contesto diverso, come a Korogocho, ha un solo obiettivo di fondo: “Aiutare la gente a rialzarsi, a riacquistare fiducia”.