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Lettera al Direttore. A proposito del crollo del ponte a Genova

(Da Marco Biffani – Roma) Gentile Direttore, dopo quello ch’è successo a Genova, perché’ non invitare gli Italiani a fotografare col cellulare, tutte le manifestazioni di degrado delle infrastrutture in cemento armato all’interno e nelle vicinanze del loro Paese ed inviarle con nome cognome, tipo di struttura, località e data della foto al Ministero degli Interni Italiano? Mettendole contemporaneamente su Facebook attirerebbero molte condivisioni di conterranei e – diventando magari virali – potrebbero richiamare l’attenzione di chi dovrebbe intervenire. Per evitare il ripetersi di luttuosi fatti analoghi a quelli del Ponte Morandi della nostra Zena, che avrà nefaste conseguenze per l’intero Paese. Sono decine di migliaia i ponti, i cavalcavia, gli impalcati, i sovrappassi, le strutture in cemento armato italiane, su cui milioni di Italiani passano giornalmente affidando la loro vita a queste infrastrutture che dovrebbero essere monitorate e controllate, talora quotidianamente, e che magari non si sa nemmeno che esistono, la data di realizzazione, con che tecniche e in che stato siano.

Sarebbe ora che tutti noi partecipassimo. Per la nostra sicurezza e quella dei nostri cari.
La frequenza delle singole foto degli utilizzatori, sulla stessa struttura, potrebbero richiamare l’attenzione delle autorità preposte ed evidenziare l’urgenza degli interventi di recupero. La condivisione potrebbe contribuire a metterle in sicurezza. Se una Associazione di utenti, o un affermato Studio Ingegneristico gestito magari da specialisti del cemento armato, aprisse e reclamizzasse una piattaforma, un sito, un blog dedicato e invitasse gli Italiani a inviargli tali foto, potrebbe individuare – dalla frequenza e le immagini – situazioni critiche da suggerire alle autorità preposte. O, se fosse lo stesso Ministero delle Infrastrutture a farlo, le potrebbe mettere rapidamente sotto osservazione. Cordialmente Marco Biffani Roma