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il miracolo di Moira, sorride dopo 16 anni di vita in coma

(di Paolo Mesolella) “Come mai in Italia Beppe Englaro è diventato un personaggio mediatico, mentre le tremila famiglie con un congiunto in stato vegetativo e che hanno scelto di accudirlo a casa, magari da sole, con tanto sacrificio, sono completamente trascurate? Perchè alle famiglie come la nostra non vengono elargiti neppure i contributi e gli aiuti necessari previsti dal “Libro Bianco” sugli stati vegetativi e di minima coscienza predisposto dal Ministero della salute?” Giovanna e Faustino Quaresmini, i genitori di Moira, da sedici anni lottano per mantenere in vita la loro “bambina”, che da 16 anni appunto vive in uno stato vegetativo. Una vita, quella di Moira, che ha in sè qualcosa di miracoloso per il lungo perodo di tempo in cui è riuscita a vivere e a sorriredere. Quel 12 gennaio 2000
Moira Quaresmini oggi ha 46 anni ma nel 2000, quando il 12 gennaio 2000 è andata con il marito in ospedale per partorire, ne aveva appena 30. Durande il parto, però, un’improvvisa embolia amniotica colpisce Asia, la sua bambina, che muore poco dopo la nascità. Già la notte precedente era stata male: un arresto cardiorespiratorio da embolia amniotica le aveva ridotto l’ossigeno al cervello e aveva reso necessario la chiamata al 118. Poi l’arrivo alle 4 all’ospedale e la rianimazione, ma Moira perde il bambino durante un difficile taglio cesario. E la situazione diventa improvvisamente disperata: Moira cade in uno stato di coma vigile, con gli occhi aperti e le pupille che reagiscono solo allo stimolo della luce.”. Dopo la morte della bambina Moira viene abbandona anche dal marito, sposato a 26 anni e a 31 anni torna a casa, bisognosa di tutto. I genitori la riportano nella loro casa di Nova milanese dove rimane in stato di coma vegetativo per 16 anni fino ad oggi. Moira sta male e loro passano i giorni e le notti vigili per impedire a Moira di morsicarsi. Il Natale 2013

Nel dicembre 2013 Giovanna e Faustino scrivono una lettera al quotidiano “Avvenire” per raccontare il loro Natale. E di essere stati testimoni di un miracolo :
“Nei giorni delle feste di Natale – scrivono al giornale – abbiamo coricato Moira con noi nel lettone per il riposo del pomeriggio. Era la prima volta che lo facevamo. E qui è avvenuto un fatto straordinario: Moira ha iniziato a canticchiare, a sorriderci, i suoi occhi brillavano di gioia e dalla sua bocca usciva la parola, “mamma, mamma”. Noi ci siamo messi a piangere. In tutti questi 14 anni non l’avevamo mai vista così sorridente. E soprattutto ci diceva con i suoi occhi e con l’espressione del suo viso che ci voleva bene. Eravamo felici. Mai avremmo immaginato che il lettone fosse così “miracoloso”. Ha cominciato a stringerci le mani e non ce le lasciava più.”
Hanno ripetuto anche nei giorni seguenti questo gesto. E la sua reazione è stata la stessa:
Moira sorrideva e ascoltava anche se non poteva parlare. I medici hanno detto loro che Moira non era più in stato vegetativo, ma nella fase di minima coscienza. Un vero miracolo. Moira seondo i medici doveva morire, dopo quel 12 gennaio. E invece è ancora viva e sorride. Per papà e mamma Moira è nata per la seconda volta.
All’inizio veniva nutrita tramite PEG, poi, grazie alla pazienza della mamma, iniziò l’alimentazione attraverso la bocca. Adesso Moira viene alimentata con un cucchiaino ed un sottile sondino nasogastrico che viene sostituito tre o 4 volte l’anno. Per evitare infezioni in bocca, dovute alle morsicature, le furono tolti tutti i denti. E poi ogni giorno nasceva un problema: carie, infezioni, polmoniti, coliti, bronchiti. Spiega il dott. Angelo Naddeo, suo medico curante, nel libro di Enrico Viganò “Il sorriso di Moira”: ”Non avrei mai creduto che Moira potesse sopravvvere più di due anni. Si è trattato di un miracolo d’amore. Come medico devo essere obiettvo: la scienza oggi, per persone come Moira non ha conoscenze certe, anche se ha fatto molti progressi. Come uomo e come credente sono convinto che l’amore ha fatto il miracolo e l’ha portata a risultati insperati…”. L’amore di mamma e papà, perchè il marito Gino, dopo due anni dalla perdita, ha chiesto la separazione e anche le amiche si sono allontanate. Le cure dei genitori però l’hanno aiutata a rinascere. Le persone in stato vegetativo, infatti, non possono sorridere ma Moira sorride ai baci dei suoi genitori, i malati in SV si nutrono solo con PEG mentre Moira mangia di tutto, se frullato:: il risotto, la pasta, le patate, l’arrosto, la frutta, il dolce; cambia da sola posizione nel letto, gira la testa se qualcuno la chiama, “canta” e comunica con gli altri .
Spiega Paola la sua fisoterapista:”Se è felice di vedere qualcuno, mostra un viso sereno e sorride, se vuole scherzare o non è d’accordo, mostra la lingua, se è interessata a ciò che si dice, rimane attenta..”
E’ il miracolo dell’amore: prima Moira era una donna in Stato Vegettivo e non rispondeva alle sollecitazioni, ora sorride, si irrigidisce e si rilassa al sentire le voci di chi la circonda ed ama essere accarezzata. MOIRA
Moira è nata il 13 agosto 1969. A vent’anni ha iniziato a fare la parrucchiera, prima in un salone a Paderno Dugnano (Mi) e poi in un negozio tutto suo. A 24 anni l’ incontro con Gino il suo futuro marito e nell’aprile 1999 la gioia della maternità, finchè improvvisamente non perde la sua bimba Asia il 13 gennaio 2000. Il 5 giugno del 2000, il giorno delle dimissioni dall’ospedale di Seregno, i medici le avevano dato due anni di vita. Ma, grazie alle cure dei suoi genitori, ne sono passati sedici. Moira è come Eluana. La situazione clinica era la stessa per cui anche Eluana oggi sarebbe potuta essere ancora in vita .
IL LIBRO “Il sorriso di Moira” di Enrico Viganò, Dehoniana 2012 è un libro che affronta con delicatezza la storia di Moira, dei suoi genitori Giovanna e Faustino, di suo fratello Luigi, della nonna e dei suoi amici: la fisioterapista Paola e la parrucchiera Ornella. Un libro che descrive il “miracolo” delle cure, delle carezze, dei baci e degli abbracci e la loro azione traumaturgica su Moira che l’hanno portata a sorridere, a muoversi e perfino a cantare.