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Caserta. 40 anni fa, moriva a Caserta Teresa Musco, abbiamo incontrato il Biologo Guarino e la sorella Dorina

(di Paolo Mesolella) CASERTA. Il 19 agosto 1976, moriva a Caserta la mistica Teresa Musco, definita dal vescovo Hnilica, la quarta pastorella di Fatima: aveva le stimmate, le visioni e nella sua casa di Caserta le immagini sacre, i banbinelli e le madonne piangevano sangue. Abbiamo incontrato la sorella Suor Dorina che ci ha raccontato il loro viaggio a Lourdes ed il biologo Franco Guarino che ha analizzato il sangue e le lacrimeSuor Dorina Musco è una suorina minuta di ottant’anni, con un carattere dolce e schivo ed una sorella in odore di santità: Teresa Musco, morta quarant’anni fa a Caserta, il 19 agosto 1976. Aveva 33 anni, la stessa età di Cristo. Dopo l’ultima dialisi fatta a Napoli muore la sera sulla strada del ritorno a Caserta. I funerali furono un’apoteosi: la folla applaudi ininterrottamente come ad un trionfo. Nella sua breve vita Teresa è stata una delle mistiche più amate, per la sua vita di sofferenza, per la sua umiltà e per i tanti prodigi che accompagnarono la sua esistenza: le stimmate, le visioni, le voci e tanti fenomeni prodigiosi che avvenivano nella sua casa: bambinelli, statuette della Madonna, quadri, Crocifissi e immagini sacre che piangevano lacrime di sangue. Piangevano con una frequenza che lasciava sconcertati. I fenomeni dell’ ematidrosi, (sudore di sangue) e l’oftalmorragia (le lacrime di sangue) non si manifestavano soltanto nella suo fisico ma anche nelle immagini o nelle statuette sacre che toccava. Un’abbondanza di manifestazioni prodigiose che lascia senza parole, per l’autenticità dei fenomeni (sono ancora vivi i fratelli Domenico, Stefano e Pietro e la sorella suora Fortunata), per la quantità del sangue versato e perché le lacrimazioni si sono ripetute anche dopo la sua morte.

Il biologo Franco Guarino – A quarant’anni di distanza dalla morte di Teresa siamo venuti a Caserta per incontrare il biologo Franco Guarino che per primo ha analizzato le lacrimazioni e per ascoltare suor Dorina la sorella che l’ha accompagnata a Lourdes. Il primo lo abbiamo incontrato nella casa dove Teresa visse gli ultimi snni della sua vita in via Battistessa 24 a Caserta, suor Dorina, presso l’Istituto Sant’Antantida.
“L’analisi del sangue del Bambinello, del Crocifisso e del Sacro Cuore, ci spiega Guarino che ha studiato le lacrimazioni, ha dato risultati sbalorditivi: è sangue umano, O RH +, un sangue diverso da quello di Teresa. E da che mondo e mondo non si è mai saputo che un’immagine di carta o una statuetta di gesso possano versare sangue umano. La scienza deve arrestarsi di fronte al fenomeno e confessare la propria impotenza. Io ho conosciuto Teresa dal 1972 al 1976 e facevo l’analista presso l’ospedale di Capua. Ho assistito a numerose lacrimazioni, come quella del 14 gennaio 1976 che iniziò alle 9 di mattina e terminò alle 12. All’inizio uscivano lacrime di sangue, poi quelle bianche che ripulivano il sangue dal volto della madonnina o del bambinello. Le lacrimazioni in quel periodo, avvenivano quasi tutti i giorni e anche più volte al giorno. Un video realizzato da me e da don Franco documenta tutto per ore ed ore. Anche a me è capitato di vedere, piangere sangue, i fiori gocciolare acqua e sentire un intenso profumo di fiori quando passava. Teresa mi chiamava “Tommaso” perchè all’inizio era scettico su quanto accadeva. Nell’aprile del 1976 mi disse:” Gesù piange tantissimo e la gente non capisce che le lacrime sono un segno, sono un richiamo all’uomo per il sangue versato nel mondo. E’ importante infatti sottolineare la sua grande spiritualità ed il suo amore per Cristo Crocifisso, le lacrimazioni sono solo dei segni. Il vescovo di Rosada ed ambascioatore di Papa Woityla, Paolo Maria Hnilica, disse che Teresa si può considerare la quarta pastorella di Fatima, perchè ci ricorda che sono l’odio, la violenza, il terrorismo e la corruzione dei costumi e della famiglia che fanno sanguinare Cristo.
Suor Dorina Musco – Nell’istituto di Via S. Antida 27, invece, abbiamo incontrato suor Dorina, la sorella secondogenita, che vive tra i bambini della scuola primaria. Le chiediamo: Cosa ricorda di Teresa? Delle stimmate? delle apparizioni? delle lacrimazioni? della sua sofferenza?. Suor Dorina ascolta con attenzione e risponde visibilmente emozionata. Oggi, suor Dorina, si trova nell’istituto delle Suore della Carità di S. Giavanna Antida Thouret a Caserta, ma ha lasciato presto la casa paterna per seguire la sua vocazione: a 11 anni va dalle suore a Caiazzo, a 19 anni va a Napoli per il noviziato e poi va a Catanzaro come responsabile della cucina e della dispensa.
A Lourdes- Ricorda:” Mia sorella Teresa lamentava sempre forti dolori alle mani e al petto e per questo fu più volte operata. Aveva febbre alta, coliche renali, gonfiori alle gambe martoriate dal pus, dolori inspiegabili, cefalee e svenimenti continui, tanto da convincersi di andare a Lourdes per chiedere aiuto alla Madonna. Chiese a me di accompagnarla. Aveva 25 anni e quando è entrata nella grotta per fare il bagno in piscina non si è sentita bene. L’ho vista turbata e le ho chiesto cosa fosse successo. Lei mi disse di aver visto la Madonnina diventare luminosissima. Dopodiché le ferite che portava sul corpo si sanarono e pian piano scomparvero. Prima, infatti, aveva dei tagli profondi sulla braccia e sulle gambe e delle macchi rosse che portavano febbre alta. Poiché poi le ferite non si citratizzavano aveva bisogno di continui interventi operatori. Erano ferite secernenti che apparvero da quando aveva 9 anni. Dopo il bagno a Lourdes – spiega suor Dorina – le ferite che andavano in supporazione scomparvero ed io ne sono testimone.
Si chiusero le due ferite alle gambe e quella all’addome e lei, nel diario definì il fatto “un miracolo grandissimo”(1917). Anche i giornali parlarono della sua guarigione.
Quando Teresa era viva – conyinua suor Dorina – capitava anche che in casa i fiori posti davanti alle statuette si riempivano di rugiada e lacrimavano goccia a goccia: lei raccoglieva l’acqua con i bicchieri e la distribuiva ai presenti. Anche dopo la sua morte, questo fenomeno capitava al cimitero: i fiori si riempivano di rugiada e le persone la raccoglievano in un bicchiere e la bevevano come un segno che Teresa dava loro per ringraziarli della preghiera. Anche a me è capitato di assistere a questo insolito prodigio al cimitero di Caserta dov’è sepolta Teresa. Ma c’è ancora un atto di eroismo che indica la santità di Teresa, la stessa di Maria Goretti: un giorno quando fu ricoverata in clinica, un medico tentò più volte di possederla e vistosi respinto la schiaffeggiò, lei con un’energia imprevedibile scappò dalla barella e dal suo studio di medico vigliacco.
La vita di Teresa è stato un calvario di dolore (cefalee, febbri alte, coliche renali, spasmi lancinanti all’addome), ciò nonostante colpiva la sua bontà, la sua dolcezza. I dolori alle mani, ai piedi e al costato, diventavano lividi con gonfiori sangunolenti. A volte poi, soprattutto durante le estasi, si verificava il fenomeno della glossolalia e parlava una lingua sconosciuta.
Le apparizioni – A cinque anni, il 5 dicembre 1948, gli apparve un angelo che le annunciava le sofferenze di Cristo. A sei anni, il 20 giugno 1949, vede Gesù Bambino che la prende per mano, la guarda fisso negli occhi e le parla. A otto anni, l’8 maggio 1951, il giorno della sua prima Comunione, allo spezzar dell’ostia, vede sgogare sangue e la Madonna che gli confida:”Io sono la vergine Immacolata e madre tua, conserva tutto ciò che ti faccio scrivere…”. Ebbe anche numerose visioni di Padre Pio che le preannunciò le stimmate. La prima visione l’ebbe nella chiesa di San Pietro a Caiazzo. Ricorda nel Diario che il frate le disse “Tu un giorno sarai come me, guarda, e le mostrò le stimmate”. Poi le altre visioni diventarono frequenti e notturne. Lei si meravigliava che il frate venisse dal convento in ore notturne e che i suoi genitori non lo vedessero.
Il 13 agosto 1951 gli appare la Madonna Immacolata e la visione dell’inferno.
Il 1 gennaio 1952, a nove anni, la Madonna gli profetizza il pellegrinaggio di papa Paolo VI a Fatima, l ‘attentato di Manila, il terremoto del Belice e quello in Friuli. Il 25 gennaio 1953, davanti al padre moribondo, invoca la Madonna che le appare mentre sfiora con la mano i capelli del padre che si addormenta guarito. Ai primi di maggio 1958 le apparve la Madonna che le porge una rosa bianca piena di spine.Il primo gennaio 1959 la Madonna le rivela che Tonino il suo “ragazzo” dovrà morire schiacciato da un camion con i freni spezzati. L’8 dicembre 1960 in chiesa, sull’altare, vide Cristo misericordioso e sentì la sua voce:”Teresa, voglio servirmi di te come uno strumento della mia misericordia per le anime”.In un angolo della sua casa vide anche “quel disgraziato di Satana che insidiava tutti” (1616). Altre volte satana le diede dei ceffoni. Il giovedì Santo 1969, in estasi vide ancora una volta Gesù che le riappare di nuovo la notte di Natale nella chiesa dei Salesiani a Caserta. Il 13 ottobre 1973 la Madonna versa lacrime di sangue addolorata dalle “messe nere”. Nel novembre 1975, infine, Teresa vede un Gesù “senza cuore nel petto, il suo corpo diventato scheletro, i suoi occhi che piangevano”.
Le voci interiori -Alle apparizioni si univano le voci interiori, non solo di Gesù e della Madonna, anche dell’angelo, di Sant’Anna, di S. Gemma Galgani, del diavolo e di anime defunte. Poi la Madonna, grazie alle sue preghiere, guarisce una bambina leucemica. Teresa ha anche il dono della profezia come quando avvisa don Borra dell’iminente morte del padre. Negli ultimi anni Satana l’aggredisce con tentazioni disgustose, parole triviali, bugie.
A Caserta -L’8 gennaio del 1968, Teresa a 25 anni, lascia Caiazzo, il suo paese nativo, per trasfersì a Caserta, con la madre ed il fratello Pietro, senza denaro e senza lavoro. Le incomprensioni verso il padre ed il suo desiderio di aiutare la madre nel difficile rapporto con il marito Salvatore, le fecero decidere di venire a Caserta dove rimase fino al 1976. L’aiutava “zia Antonietta” Dionisi, che le pagava anche l’affitto e le faceva compagnia. Intanto continuano le sue sofferenze. Il suo giovane corpo dovette sopportare ben 117 tagli chirurgici in diversi ospedali: al Cardarelli, nella clinica San Luca e all’ospedale a Caserta, nella clinica dei Gerani a Napoli, a Pisa, a Mercato S. Severino.
La casa di via Battistessa -L’appartamento di via Battistessa 24 a Caserta è costituito da due stanze: la sala pranzo- soggiorno (dove dormiva qualche sacerdote di passaggio o zia Antonietta) e dalla camera da letto umida e fredda dove di notte teresa rimaneva a pregare inginocchiata per ore. La casa era diventata un luogo di preghiera, pieno di fiori, statuette e immagini sacre. Nella casa, accanto al letto, c’è ancora la sedia dove siedeva la Madonna quando le appariva. C’è il Bambinello che ha pianto lacrime di sangue, il quadro con la foto del Cuore di Gesù che ha lacrimato e la statuina della Madonna di Lourdes che ha pianto lacrime naturali e di sangue. Un altro quadro della Madonna del Rosario che ha pianto si trova conservato nella casa natale di Caiazzo, mentre un altro bambinello che piange sangue Teresa lo donò a don Franco D’Amico perché incominciò a piangere quando andò a trovarlo a Castelvolturno. Il Bambinello oggi conservato presso il santuario di Leporano.
Nella sua casa di via Battistessa a Caserta il 26 febbraio 1975 incominciò a lacrimare sangue l’immagine del Volto Santo della Sindone che si trovava in un quadretto portato dallla casa di Caiazzo
poi sarà un moltiplicarsi di lacrimazioni:un Bambinello con le nanine al volto, un Bambinello di Betlemme portato da un sacerdote dalla Terra Santa.un Crocifisso, una statuetta dell’Ecce Homo, il 3 aprile 1976 la Madonna di Lourdes ed una statuetta della Madonna Addolorata. Oggetti che sono ancora conservati nelle cristalliere. Le lacrimazioni si sono avute nell’arco di 19 mesi, dal 26 febbraio 1975 al 19 agosto 1976.
Una Madonna di Fatima piange un paio d’anni, gli ultimi, anche a casa del fratello Luigi a Castel San Lorenzo ed un Bambinello di Gerusalemme che Teresa aveva portato al suo padre spirituale Don Franco Amico a Castelvolturno per il presepe piange lacrime di sangue. Il 25 ottobre del 1968, a 25 anni, gli apparvero le stimmate e i fori alle mani e ai piedi, poi, nel 1971 apparvero la ferita al costato, un cerchio sanguinoso e doloroso alla testa ed il dolore della flagellazione.
Teresa Musco nacque a Caiazzo (Ce) il 7 giugno 1943 da una famiglia contadina. Era la quinta di sei figli. E doveva alzarsi, a cinque anni, alle 5 del mattino per accompagnare la mamma a vendere la verdura nei paesi vicini. Il padre era freddo e violento.
A 13 anni conosce Tonino, ma presto lo perderà investito da un camion. Il 15 ottobre 1963, dopo 13 ani di sofferenze, a vent’anni, consacra a Dio la sua verginità. Oggi in sua memoria sono nati una fondazione che è possibile scoprire in rete all’indirizzo fondazioneteresanusco.it ed un gruppo di preghiera guidato dal suor Dorina ed il biologo Guarino che si incontra nella sua casa di via Battistessa n.24 a Caserta, il sabato dalle ore 16.30 alle 18.30. Come tradizione il 19 agosto di ogni anno Teresa viene ricordata con una Messa celebrata dal vescovo nella cattedrale di Caserta e solo il 19 settembre è possibile visitare la sua casa natale a Caiazzo.
Presso il santuario della Madonna delle Grazie di Leporano (Ce) vi è il Bambinello che Teresa aveva donato al suo padre spirituale Don Franco Amico, e che presenta ancora i segni del sangue intorno al viso. Nello santuario c’è il prezioso affresco della Madonna di XI sec. Secondo la tradizione è stato eseguito in seguito ad un miracolo: e qui il 30 giugno 1971 Teresa, in abito da sposa (lo stesso con cui è stata sepolta) volle consacrarsi vittima per la salvezza dei peccatori. Il Diario Spirituale
Teresa ci ha lasciato un Diario spirituale che conta più di tremila pagine (2601 scritte di suo pugno e 566 scritte dal suo fratello spirituale don Franco Amico. A dodici anni incomincia a raccogliere sistematicamente in un quaderno i fogli in cui aveva segnato quanto le era stato dettato dalla Madonna all’età di sette – otto anni.