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Caserta24oreViaggi. Dublino la capitale dell’isola verde d’Europa: l’Irlanda

Il nome di Dublino deriva da due parole irlandesi: dubh (nero) e Linn (laguna). La laguna nera si forma quando la marea entra nella foce del fiume Liffey. A Dublino si guida a sinistra, attenzione a quando attraversate la strada: guardate a destra. Il centro storico della citta’, che conta piu’ di 500mila abitanti, e’ molto raccolto e ricco di monumenti e quartieri da visitare.

Ma quello quello che bisogna assolutamente ‘vedere’ non e’ un luogo fisico, ma l’atmosfera, che si percepisce parlando con la gente (di tutta Europa), passeggiando lungo il Liffey e sorseggiando una Guinnes nei tanti pub della citta’ nel quartiere di Temple Bar, la zona con piu’ alta densita’ locali. A Dublino e’ vietato consumare alcolici per strada, non tutti i bar sono muniti di licenza per far consumare in loco ai loro clienti alcolici e quelli acquistati al supermercato devono essere categoricamente consumati a casa.
Passeggiando per il centro di Dublino risulta difficile immaginare che 1100 anni fa non c’era nulla, se non un piccolo insediamento, un monastero celtico (poi divenuto cristiano) e qualche traccia di possibile avamposto romano.
Oggi in questa zona, luogo di fondazione della citta’ da parte del re scandinavo Glun Iarainn nel 988, sono concentrati i monumenti principali della citta.
Abbiamo il Castello, la Cattedrale, il ponte Ha Penny costruito nel 1816 e cosi’ ribattezzato perche’ bisognava pagare un pedaggio per attraversare il fiume.

Il suo nome originale era ponte de Wellingston dal nome del quartiere dove si trova.
Storicamente la citta’ e l’isola sono state dominio normanno, poi inglese fino alla guerra civile del 1992, quando l’isola ottenne l’indipendenza. Focolai di guerra sono tutt’ora in corso nell’Irlanda del Nord, con l’organizzazione paramilare dell’IRA che mira all’indipendenza completa di tutta l’isola.
Luoghi da visitare
Tra sacro e profano, tra vichinghi e inglesi, leggende e ribelli a piedi dal centro storico si puo’ scoprire la cultura irlandese e la sua storia, dall’arrivo di San Patrizio fino ai giorni della tigre celtica; la zona storica della grande carestia irlandese che causo’ piu’ di un milione di morti e la conseguente emigrazione di massa.
O’Connel street fu il teatro principale dei conflitti armati durante la rivoluzione del 1916, il “the Irish Emigration Museum” testimonia i viaggi di centinaia di km che poveri emigranti intrapendevano a piedi per raggiungere la citta’ e partire alla volta dell’America del Nord.
Doverosa una foto alla statua di Molly Malone, la protagonista di una canzone tradizionale irlandese dedicata alla leggendaria omonima pescivendola, divenuta l’inno non ufficiale della città irlandese di Dublino. Infine per chi ha qualche giorno in piu’ ricordiamo che Belfast, la capitale dell’Irlanda del Nord, e’ collegata bene in treno e dista poco piu’ di due ore dalla stazione centrale di Dublino.