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POMPEI. RETE PRO VITA E FAMIGLIA CONTRO IL GAY PRIDE DAVANTI AL SANTUARIO. CI SAREMO ANCHE NOI IL 30 GIUGNO

(di Paolo Mesolella) POMPEI Ieri, Domenica 17 giugno, una cinquantina di volontari della Rete Pro Vita e Famiglia Campania, hanno distribuito centinaia di volantini davanti al Santuario della Madonna di Pompei. Lo scopo è stato quello di sensibilizzare i passanti e i fedeli sulla gravità della sfilata Gay Pride davanti al luogo Sacro. L’evento, organizzato dalla Rete Pro vita e Famiglia, coordinata dal Presidente Gigi Mercogliano è stato programmato proprio in vista del Gay Pride del 30 giugno prossimo. Slogan della manifestazione, cui hanno partecipato anche volontari delle Le Sentinelle Vesuviane, del movimento NO194 e di Forza Nuova, , è stato “Noi non resteremo indifferenti”. La Rete Pro Vita w Famiglia della Campania, spiega il coordinato regionale Mercogliano ritiene inalienabile il diritto alla libertà di espressione, ciò nonostante contesta con fermezza l’imposizione del pensiero. Pertanto considera una provocazione ed un affronto alla sacra istituzione religiosa Mariana della Basilica della Beata Verine del Rosario di Pompei la decisione di Arcigay e delle associazioni omosessualiste di sfilare in corteo il giorno 30 giugno dinanzi alla Sacra Statua della Beata Vergine del Rosario e dinanzi ai pellegrini in cammino. “Nei cortei del Gay Pride – spiega un volantino distribuito dai volontari davanti alla basilica – taluni giovanotti sfilano seminudi, o nudi, su un carro, conducono danze con ostentato dimenarsi e ammiccamenti sessuali, assumendo pose che esaltano la sfera genitale, non di rado mancando di rispetto ai simboli della religione cattolica (dalla Croce, alla Madonna, al Santo Padre), mostrati con oscena blasfemia. All’interno dei Gay Pride vi è molto di offensivo per il buon senso e per la morale. E poi non è giusto portarvi centinaia bimbi innocenti, non è giusto ostentare simboli fallici dinanzi alla pura castità della Vergine Maria. Non è giusto che a Pompei le associazioni cattoliche non siano state neppure ricevute dal sindaco per esporre questi ed altri dubbi, il quale ha autorizzato il tragitto del corteo e persino dato il patrocinio. “A nostro avviso – spiega il Presidente della Rete Luigi Mercogliano , tutto ciò è un fatto gravissimo, perciò il 30 giugno prossimo saremo in piazza come fedeli in ordine sparso per pregare con il santo rosario stretto tra le mani, simbolo della nostra fede, dei nostri valori, della nostra identità. Invitiamo tutta la cittadinanza a pregare insieme a noi al passaggio del corteo offensivo: la nostra preghiera di riparazione sia di riparazione per le offese alla Vergine e possa risvegliare al bene e al bello ogni coscienza.