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Mega discarica di Calvi Risorta. La Stupidaggine più grande d’Europa

giuseppeborrelli-300x294(di Giuseppe Borrelli). Chiariamo una cosa, a scanso di equivoci.
Seppellire vernici, solventi e diluenti, è reato penale.
E come tale, va perseguito, accertandone i responsabili e condannandone le condotte.
Ma chi semina terrore e paura in una comunità, senza avere dati certi ed analisi ufficiali, è parimenti un criminale.
Chi dipinge il marchio dell’infamia su di un’intera comunità, solo perché si è rinvenuta una discarica abusiva, è un untore di menzogne e di infamia.
A leggere i siti internet, e mentre si ascoltano i resoconti di alcuni telegiornali, sembra che su Calvi sia piovuto il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki messi insieme.
Sui social network piovono critiche e condanne, a danno della popolazione, che secondo questi yezbollah ambientali, non avrebbe vigilato adeguatamente sulla propria terra.

Manca solo che qualcuno pronunci una fatwa e condanni l’intero popolo caleno a morte.
Per quanto mi riguarda, sarà guerra totale contro chiunque proverà ad infamare la mia comunità.
E se alla fine delle verifiche; tutta questa storia si rivelerà essere solo una delle tante discariche abusive che ci sono in giro; allora un Vaff…….. generale non lo risparmierò a nessuno.
Il nemico numero uno sulla mia lista è Legambiente, la quale, nel caleidoscopio di dichiarazioni sensazionali e iperboliche ha raggiunto il top.
A dire il vero, le dichiarazioni che abbiamo dovuto ascoltare su telegiornali e siti di informazione sono, quantomeno, sensazionalistiche; per non dire altro.
In particolare, come dicevo, Legambiente se ne è uscita con un “ …..Calvi Risorta come Chernobyl…..”.
Senza aspettare dati ufficiali, senza aspettare analisi; quindi, si paragonano delle emissioni di radioattività da collasso atomico, come avvenuto alla centrale russa, a dei barili di pittura per tubi in polvere.
Se non siamo di fronte a fanatismo ambientalista, ci manca poco.
La più grossa che ho sentito, però, parrebbe provenire da ambienti ufficiali.
Da autorità, cioè, impegnate nella riemersione della discarica abusiva; ed è stata rimbalzata dal tg2 di ieri sera.
Ebbene, secondo questa informazione, che a detta dello speaker del servizio televisivo, sarebbe trapelata dagli stessi inquirenti: “ …la discarica coprirebbe un area di 2 milioni di metri cubi…”.
Ora, chi vi scrive non è molto ferrato in matematica, ma proviamo a fare 2 conti, li farò prima in metri lineari, per dare la proporzione, poi in metri cubi: Mille metri cubi se fossero lineari sarebbero sono un km.
100mila metri, allora, sono 100 km; ne consegue che 1milione di metri equivalgono a 1000 km, e 2 milioni a 2000 km.
Quindi a Calvi Risorta, se si ragionasse in metri lineari, avremmo una discarica di 2000 km di estensione.
La distanza tra la crosta terrestre ed il nucleo del pianeta è di 6000 km.
La discarica di Calvi, quindi, in profondità giungerebbe fino ad un terzo della distanza tra la superficie del pianeta ed il suo nucleo.
Oltre che in profondità, poi, essendo un area cubica, tale discarica, quindi, si propagherebbe in tutte le direzioni per 2000 km.
Fino a Parigi, a Nord, ed oltre il Mediterraneo a Sud.
Ora entriamo, un po’di più nell’aspetto tecnico, nei metri cubi, e per questo mi sono fatto aiutare da un ingegnere nucleare del torinese.
2 milioni di metri cubi, infatti, equivalgono a 0,002 km cubi; che detto così, sembra poca cosa.
Ma un cubo di 2 milioni di metri è la quantità di acqua che bevono 50mila famiglie in un anno.
Un cubo di 2 milioni di metri equivale a circa 10mila piscine olimpioniche.
Per rendere l’immagine di una tale estensione, questo ingegnere torinese, ha richiamato il fatto che 2 milioni di metri cubi, sono l’esatta metà della portata del lago piccolo di Avigliana in Piemonte.
Penso di aver dato la proporzione “ spropositata” di quanto si va raccontando su Calvi.
Credo che un po’ di calma sarebbe opportuna da parte dei difensori dell’ambiente.
Anche per tutte quelle persone, calene e non, che hanno lavorato per anni alla Pozzi e che ora, sentendo alla TV queste “encicliche” su armi di distruzione di massa che sarebbero state maneggiate in quel sito; si sentono gelare il sangue.
La Pozzi era un normale sito manifatturiero che produceva e lavorava nel campo dell’ edilizia, delle vernici e delle tubature.
Dai laterizia alle vernici, quindi, in quel sito si lavorava su tutto ciò che le persone utilizzano per costruirsi casa.
Quindi la si smetta di criminalizzare l’industria ed il lavoro.
Molto meno normale è, invece, seppellire bidoni con vernici e diluenti.
Però, anche in questo caso, prima di seppellire anche la nostra ragione, aspettiamo di vedere a quando risale questa pratica criminale; chi l’ha perpetrata e chi ne è responsabile, ad ogni titolo.
Ma basta speculazioni e condanne preventive.
Basta carriere politiche costruite sulla menzogna e sul terrore.
Già sento dire da alcuni esponenti politici locali che si deve ritornare alla vocazione agricola di Calvi Risorta.
Chiedo, allora, a questi politici di leggere, e di fornire, i dati ufficiali su quante famiglie a Calvi danno da mangiare ai propri figli, lavorando la terra.
Forse nemmeno l’1% della popolazione.
I terreni agricoli sono, infatti, dalle nostre parti, lavorati da dipendenti statali che curano la pressione piantando verza, invece di prendere pillole.
Negli scorsi mesi, però, seguendo questa pretesa regressione agricola che graverebbe sulla nostra comunità, abbiamo fatto scappare via la Ferrarelle, la quale voleva insediare un suo impianto con decine di posti di lavoro, nell’area del Piano di Insediamento Produttivo.
Al posto del suddetto opificio, ora, invece, sarà costruito un cortile su cui ammassare frigoriferi e televisori usati.
Con una ricaduta occupazionale di due, massimo tre lavoratori.
Questo sviluppo negato è figlio della paura senza senso, della paura di cose che utilizziamo normalmente nella vita quotidiana.
Questo sviluppo negato è anche figlio della paura di patologie terribili, le quali, troppo spesso, vengono erroneamente associate al lavoro; mentre invece, sono causate dalle onde elettromagnetiche dei telefonini e dalle vernici dei vestiti cinesi che vengono inalate, portando addosso tali indumenti, a contatto con la pelle.
Quindi lasciamo che le autorità facciano il loro dovere, tanto nell’accertamento delle responsabilità di coloro i quali sono gli autori di questo sversamento, che nello smaltimento di questi barili di pittura.
Ma colleghiamo il cervello prima di parlare di apocalissi atomiche o di discariche di estensione planetaria.