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Napoli, la camorra è arrivata a sparare anche negli ospedali

(ilMezzogiorno) NAPOLI Paura al Pronto Soccorso del Vecchio Pellegrini. Oramai la camorra è fuori controllo. Solo il caso ha voluto che non si verificasse un nuovo caso Noemi. Fermiamoci un attimo a ricostruire cosa è successo: stiamo parlando di una cosa folle. Un ferito da un colpo d’arma da fuoco arriva al Pronto Soccorso, i sicari lo inseguono fino all’ospedale e tentano di finirlo lì, in mezzo a malati e infermieri, aprendo il fuoco ad altezza d’uomo. Prima dicevano che Napoli è una città in guerra. Ma ora siamo oltre. Queste cose non accadono neanche in guerra”. Lo afferma il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli che si è recato subito nell’ospedale per manifestare solidarietà a malati e personale medico e ha incontrato il direttore dell’Asl Napoli 1. “Oramai l’emergenza sicurezza è ad un punto di non ritorno. Si spara nelle strade, negli ospedali, fuori le scuole, in mezzo alla gente. Il prossimo passo quale sarà? Venire a sparare fin dentro le nostre case? Ieri in città c’è stata la visita del ministro dell’Interno. Le solite promesse e rassicurazioni che ripete da mesi. La risposta della camorra è arrivata dopo poche ore. Da tempo chiediamo l’istituzione di postazioni di polizia presso i pronto soccorso degli ospedali. Finora il questore non ci ha dato ascolto ma, stando a quello che succede, è una necessità non rinviabile. Subito dopo i fatti di stanotte ho incontrato il commissario dell’Asl Napoli 1 Verdoliva , occorre un tavolo con questore e prefetto per trovare risposte efficaci sul piano della sicurezza perché le soluzioni in campo purtroppo non funzionano”. “Abbiamo paura a lavorare negli ospedali – spiega Antonio Eliseo, rappresentante sindacale -. Qui succede di tutto e viviamo in un clima di sicurezza. Le aggressioni a medici e infermieri sono all’ordine del giorno. Ora si è arrivato addirittura a sparare nel pronto soccorso. Come si può lavorare in questo modo? E’ inaccettabile che il personale in servizio nei nosocomi arrivi a rischiare la vita per un proiettile”.