Crea sito

Don Camillo ci augura una Buona Pasqua

(di Arcangelo Santoro) Non ho mai fatto mistero di essere cresciuto vedendo i film tratti dalle opere di Giovannino GUARESCHI. Fin da piccolo, ogni volta che c’era un loro film in televisione, a casa mia era davvero festa. Si tratta di opere interpretate dall’attore francese Fernandel, nel ruolo dell’energico prete della Bassa Padana, e dal bolognese Gino Cervi, nel ruolo del suo nemico/amico, il sindaco comunista Giuseppe “Peppone” Bottazzi. Nonostante siano state girate tra gli anni ’40 e gli anni ’70, non hanno preso un atomo del loro valore e della loro freschezza. Film che, anche se ormai ne conosco quasi a memoria le battute, o forse proprio per tale motivo, mi dicono e mi danno ancora molto. Ogni volta che li trasmettono (di solito è Rete 4 che li programma) mi fanno TANTO piegare in due dalle risate, QUANTO mi offrono sempre nuovi spunti di riflessione. Inoltre i testi di Guareschi hanno ulteriori ricchezze e potenzialità inespresse. Basti dire che: a) i film non sempre sono stati fedeli ai racconti cui si ispiravano;

b) tutti i film, complessivamente si sono ispirati (più o meno liberamente) a non più di una cinquantina di racconti di quella saga che Guareschi aveva chiamato “Mondo piccolo”. I racconti, pubblicati con protagonista Don Camillo (usciti su varie riviste, tra cui il “Candido”, “Il Borghese”; “Oggi”, lungo un ventennio) sono esattamente 347. Per non parlare di quelli con protagonisti altre figure di tale saga, più quelli ancora inediti. Tra questi alcuni appena abbozzati. Aggiungo che sono anche un appassionato di fumetti. In un prossimo articolo vi parlerò di un fumetto –“non fumetto”, il Principe Valiant, vera opera d’arte. Premesso ciò, quest’estate mi sono proprio vergognato. Ho scoperto che già dal 2011, ovvero da sette anni, esce una serie regolare dedicata a Guareschi ed ai suoi personaggi. Negli USA, quasi ogni successo cinematografico o televisivo diventa presto oggetto di una riduzione a fumetti. In Europa, in particolare in Italia, non abbiamo questa abitudine. Qualche volta avviene l’opposto. Un fumetto di successo diventa film (Tex; Kriminal; Diabolik). Per la precisione, bisogna dire che, nel corso dei più di settanta anni, che sono passati dalla prima uscita su stampa di questi racconti (il primo “Peccato confessato” fu pubblicato la vigilia di Natale del 1946) Giovannino (che qualche fumetto, a suo tempo, lo aveva realizzato pure lui) e poi i suoi figli, hanno ricevuto diverse proposte di trasposizioni a fumetti, ma nessuna di queste li aveva convinti. Nel 2011, in occasione del Salone di Torino, la piccola casa editrice specializzata in fumetti realistici, Re-Noir Comics, pubblica il primo volume di “Don Camillo a fumetti”. Cosa era accaduto? L’iniziativa voluta dall’art director di tale casa editrice Giovanni Ferrario, grazie ai buoni uffici del compianto Mario Palmaro (figura nobilissima di, penso di poterlo dire senza esagerazione, autentico santo, ne riparleremo) riesce ad avere l’approvazione e la supervisione di Alberto e Carlotta Guareschi. Il successo è travolgente, oltre ogni più ottimistica previsione. Dopo il primo volume, ne escono altri. Siamo giunti all’uscita N° 15. In questi anni vince numerosi premi e ne escono le traduzioni in francese, in tedesco e perfino in coreano. Vi sono differenze marcate rispetto ai film. Prima di tutto, gli Autori si sono dati l’ambizioso obbiettivo di realizzare la versione a fumetti dell’Opera Omnia di Guareschi. Per non farsi influenzare, gli Autori hanno deciso che non vedranno più i film. I racconti seguono la cronologia e la numerazione originale. Siamo giunti intorno al racconto N° 100 (più alcuni realizzati eccezionalmente per tale serie, tra cui un albo che vede lo scontro tra Don Camillo e Diabolik). Ciò che salta subito agli occhi, sono i volti dei protagonisti. Per una complessa e contorta questione circa la titolarità dei diritti, non era possibile utilizzare i volti di Fernandel e Gino Cervi. Gli Autori, allora, hanno deciso di fare “di necessità, virtù”. Per le facce, ci si è ispirati proprio allo stesso Guareschi. I film sono ambientati a Brescello. Guareschi non fa mai il nome del Paese in vivono le sue creature. Tale paesello è una sorta di “distillato” ideale tra le caratteristiche tipiche di varie località della Bassa, ovvero della zona tra Parma, Piacenza e Ferrara. La serie a fumetti continua su tale strada.
Sono 73 anni che Don Camillo, Peppone, e tutta la compagnia del “Mondo Piccolo” ci augurano BUONA & SANTA PASQUA.
Arcangelo SANTORO