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Napoli. Vigilante ucciso: responsabili anche famiglie dei minorenni. A Napoli opera una grande arancia meccanica, baby gang divise per zone e per tipologia di reati.

(Caserta24ore) NAPOLI “Ha ragione il figlio del vigilante ucciso nella stazione Metro di Piscinola a puntare il dito contro le famiglie dei minorenni autori del brutale omicidio. Non si può consentire ai genitori dei presunti assassini di scaricare le loro responsabilità sulla collettività o sul caso. Voglio ricordare che la legge italiana prevede l’assunzione di responsabilità fino alla maggiore età. La circostanza che questi soggetti non facessero niente durante l’intera giornata e uscissero di notte in giro soli per la città, e l’omicidio è stato compiuto alle tre del mattino, è un’aggravante che riguarda anche chi aveva il compito di vigilare su di loro. Per questo torno a chiedere per l’ennesima volta l’istituzione del coprifuoco per minori non accompagnati a partire dalle 22.30. A Napoli esiste una grande arancia meccanica che si compone di tante baby gang divise per aree di caccia e per tipologia di reato. Ci sono gruppi che aggrediscono per rapina, altri che vandalizzano, altri ancora che spacciano. La cronache ci hanno riferito di atti di vandalismo contro bus e stazioni dell’ Eav e dell’Anm. Il tavolo di mercoledì prossimo in Prefettura dovrà prendere decisioni concrete e radicali contro questi fenomeni. Sono tutti minorenni senza controllo, spesso legati da parentele con criminali comuni. Non è un caso che uno dei tre assassini fosse figlio di un parcheggiatore abusivo. Altro tema che più volte abbiamo denunciato ascoltando solo improbabili lezioni sociologiche. E’ giunto il momento di fermare le baby gang prima di assistere a nuovi drammi”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli.