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I 5 Stelle vengono meridionalizzati dalle cassandre provinciali nordiste

(Giuseppe Pace) Padova. Secondo un politologo dell’Università di Padova, la recente e sorprendente crescita elettorale dei Pentastellati al Sud e della Lega al Nord è stata una decisone, senza tentennamenti, degli italiani che erano stanchi di promesse realistiche sia del Pd che di Fi in campagna elettorale. Decisione convinta perché le schede elettorali nulle (somma tra bianche e annullate) sono state, come nel 1948, solo il 2,9% e ciò denota una ferma volontà di cambiamento verso partiti non tradizionali come i 5Stelle al Sud e la Lega al Nord, nel Veneto, con l’effetto Zaia che rivendica a Roma più federalismo, ha superato il 32%. Insomma secondo tale politologo, invitato a relazionare, sui risultati recenti elettorali, da Forza Italia, insieme ad On. eletti di tutti partiti, nella bella sala dell’Hotel “C. Plaza” di Limena, tramite l’Associazione “Realtà Veneta” animata dall’ex Sindaco di un comune dell’alta padovana (dove i Dorotei superavano i voti dei 5Stelle avuti in Campania il 4 marzo c.a.) il Sud ha fatto piazza pulita dei partiti tradizionali a cominciare dalla Sicilia che in poco tempo ha dato una svolta colossale da Musumeci a Di Maio. Poi, esageratamente, ha dato libero sfogo al suo antimeridionalismo, tipico di non poco ceto intellettuale provinciale esistente in Veneto, per offendere i “terroni del Sud”. Egli non conosce il Sud se non per luoghi comuni eppure ha colleghi, nell’università locale, ed ha avuto anche rettori meridionali d’origine e formazione. Ma ha ragione il suddetto prof. che il sistema settentrionale funziona abbastanza bene e quello meridionale no. Se la TV nazionale fa vedere il caso emblematico delle “vacche sacre” in Calabria come si fa a nascondere la verità vistosa del Sud? Nel nostro Sud la malavita la fa ancora da padrone e lo Stato sta a guardare? Si, sta a guardare perché potrebbe prendere l’iniziativa di risolvere autonomamente il problema e non aspettare la querela del medico che poi è stato ammazzato per aver tentato di difendere la propria proprietà privata dallo scorazzare, nel suo orto ben curato, delle vacche della Ndrangheta oppure che in Campania la camorra tratta lo smaltimento dei rifiuti con figli di Governatori, che vengono eletti pare nell’alto casertano dove i feudi elettorali ultradecennali assicurano voti di possibile scambio. Quando al Nord si vedono le processioni delle feste patronali al Sud che permettono di fermarsi davanti alla casa del locale Padrino di turno, cosa devono pensare il cittadino italiano che vive al settentrione da più generazioni? Gli Enti Locali meridionali, se non intervengono nel prevenire le tangenti negli appalti, sono, purtroppo, macchiati troppo del voto di scambio pilotato spesso da frange malavitose anche in aree più provinciali e lontane dalla costa più ricca. Tra Nord e Sud c’è una notevole distanza d’evoluzione sociale e la società meridionale vive in un sistema ad economia più attardata di quella settentrionale nonostante 40 anni di Governi della D.C e poi del Centrosinistra con brevi intervalli del centrodestra. Certo bisogna riconoscere che la Magistratura, soprattutto al Sud funziona eccome quando fa retate di camorristi, ndranghetisti, mafiosi e di politici conniventi negli affari e soprattutto negli appalti di opere pubbliche. Fa piacere leggere su “Il Mezzogiorno Quotidiano di Terra di Lavoro” un articolo, di Mauro Lucio Novelli, sulla scia culturale del pensiero dei Giudici Falcone, Borsellino ed altri eroi meridionali: “La piaga sociale della camorra si combatte e si vince. In prima linea Magistratura e Forze dell’Ordine. Enti pubblici e Scuola hanno un valore importante per le basi di una serena convivenza civile Tolleranza zero al bullismo più strutture sociali per i giovani”. Poi l’articolo informa di un convegno organizzato sull’ambiente e la legalità, da una Pro Loco campana e il Magistrato Pierpaolo Filippelli Procuratore aggiunto a Torre Annunziata già Pubblico Ministero antimafia e anticamorra cosi risponde alla domanda rivoltagli: Com’è attualmente la situazione ambientale nella Regione Campania? “La Regione Campania in questi anni ha subito, per mano della camorra e delle organizzazioni criminali, degli attacchi durissimi all’integrità del proprio ambiente ed alla salute della sua popolazione. Basti pensare: al traffico dei rifiuti che ha devastato larga parte dei territori a cavallo tra le province di Caserta e di Napoli. Una terra tanto ricca e generosa da essere chiamata un tempo Campania Felix e che ora, a causa della violenza, dell’ignoranza e dell’avidità delle organizzazioni criminali, è stata in parte inquinata e sfregiata tanto da essere ormai conosciuta, anche a livello Tolleranza zero al bullismo più strutture sociali per i giovani. Ognuno di noi deve fare la sua parte, perché, senza tema di smentita, posso affermare, alla luce della mia esperienza professionale, che è certamente possibile con l’ impegno di tutti combattere la criminalità organizzata e le varie forme di illegalità che devastano il territorio”. Bisogna riconoscere che molto è stato fatto ma molto c’è ancora da fare soprattutto per i troppi che stanno a guardare soprattutto degli eletti negli Enti Locali, che vedevano e sapevano della “Terra dei Fuochi”, ma nessuno parlava. Una loro segnalazione precisa alla Magistratura era d’obbligo d’ufficio. Poi c’è stato il libro e il film di Gomorra e molto si è saputo anche e soprattutto fuori del nostrano Sud, grazie al campano R. Saviano. Solo le ditte escluse dagli appalti, a volte, querelano la distorsione, le tangenti e le connivenze malavitose. Ma leggiamo ancora chi lavora in uno dei poteri della nostra Repubblica, la Magistratura: “la lotta alla camorra ed all’illegalità si realizza anche e soprattutto sul terreno dello sviluppo economico e del riscatto sociale del nostro Mezzogiorno? A conclusione di questa intervista Dottor Filippelli le scuole sono e devono continuare a essere santuari della “Nostra Civiltà”. Per questo non ritiene che sono sacre laicamente sacre? “Le scuole sono dei fondamentali strumenti per alimentare la speranza di un futuro migliore, per aprire ai giovani le porte alla fiducia, all’ottimismo. Ed attenzione: i pessimisti, quelli che credono che le coso non potranno mai cambiare, mai migliore, sono anche inconsapevolmente, i migliori alleati dei camorristi, dei delinquenti dei collusi e dei corrotti. La scuola e la cultura, assieme alle famiglie, sono i principali strumenti per formare dei buoni cittadini, consapevoli dei propri doveri, ma anche pronti a battersi per i propri diritti. Mentre la camorra e la cattiva politica vorrebbe dei cittadini “ educati” non alla consapevolezza dei propri doveri, ma alla logica dello scambio e della compravendita dei favori”. Ho sempre scritto, in vari mass media, che il Docente non deve apparire un perdente e infondere ottimismo nei Discenti assegnatigli d’ufficio. Che svolta moderna sarebbe se si potesse liberamente scegliere il Docente da parte dei genitori e da parte dei Discenti adulti, compresi i Docenti universitari, molta scuola che attualmente non funziona bene sul piano culturale e di formazione delle coscienze civili verrebbe scalzata da un’altra più efficiente e che sia capace di erogare una cultura da spendere non domani, ma subito. Subito perché, il nostrano Sud in particolare, ha votato per una svolta radicale mandando a casa i partiti tradizionali che non hanno saputo risolvere la Questione Meridionale, anzi l’hanno aggravata perché la forbice Nord-Sud sta divaricando di nuovo e di brutto con direzione di non coesione sociale. Non è il terrone che vota i Pentastellati solo per avere il reddito di cittadinanza, ma il cittadino italiano che vede nei partiti tradizionali il marcio che si riflette negli Enti Locali anche al Nord, sia pure in misura meno eclatante. Forse è il sistema dei partiti da controllare che è secolarizzato o indifferente ai bisogni di democrazia, trasparenza e qualità dei servizi che l’italiano chiede da troppo tempo, invano. I redditi degli onorevoli deputati e senatori in Italia sono, come per i giocatori di serie A, troppo alti o almeno il doppio o il triplo della media europea, è tempo di ridurre loro l’indennità.