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Cancello Arnone. Presentazione libro “La gioia di comunicare con la poesia”

(Msatilde Maisto) Cancello ed Arnone – E’ stato programmato per giovedì 12 Aprile 2018 alle ore 17,30, presso l’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo “U. Foscolo” sito in Via Settembrini – Cancello ed Arnone (CE), la presentazione del libro “La gioia di comunicare con la poesia”; l’opuscolo comprende i migliori dieci testi delle tre sezioni inerenti la 3^ edizione del concorso di Poesia “Calliope” 2016/2017. L’evento si articolerà nel modo seguente: Saluti della prof.ssa Maria Martucci, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo “Ugo Foscolo” di Cancello ed Arnone ed a seguire il dottor Pasqualino Emerito, Sindaco del Comune di Cancello ed Arnone.
Intervengono: Matilde Maisto, giornalista organizzatrice dell’evento; Mattia Branco, giornalista presidente dell’evento; Raffaele Raimondo, relatore e componente di Giuria. Le prime tre poesie classificate per le tre sezioni: G 1 (ragazzi dai 10 ai 14 anni); G2 (ragazzi dai 15 ai 18 anni) e le poesie sezione Adulti, verranno lette e recitate da Anna D’Ambrosio e Salvatore Sticca. Le conclusioni saranno affidate al professore Aldo Cervo, Presidente di Giuria del Premio che nella prefazione al volume dice: “Il volumetto promosso dal Comitato organizzatore del Premio letterario “Calliope” operante in Cancello ed Arnone, accoglie complessivamente trenta liriche, precisamente dieci per sezione, ciascuna delle quali esibisce una propria fisionomia che ne attesta l’autenticità: semplice, elementare quella dei Ragazzi; turbata, inquieta quella dei Giovani; ponderata, riflessiva quella degli Adulti. L’impianto linguistico-espressivo è parimenti differenziato offrendosi, per la prima, immediato e trasparente; più tentato da soluzioni temerarie per la seconda; per la terza, infine, misurato e discorsivo. Il tutto, sia chiaro, da intendersi in termini di prevalenza, non mancando, all’interno di ciascuna sezione, spunti e costrutti difformi, diversi per tematiche e veste formale. Ciò detto, è tuttavia reperibile un denominatore comune, che si fa garante dell’unitarietà della silloge. Esso si concretizza e si visualizza sul piano del contenuto in un motivo ispiratore pressoché corale, aperto a problematiche sociali, ma anche del genere soggettivo. Cui prodest – ci si chiede – siffatto lavoro? Intanto è testimonianza di un attivismo culturale del Basso Volturno, i cui frutti già sono visibili nel relativo tessuto sociale. Inoltre rende legittima notorietà a concorrenti che, dissociandosi dalle aspettative della massa, riepilogabili in una banale, ripetitiva quotidianità, ne coltivano una, molto più nobile, che è l’amore per la “parola creativa” che si fa poesia. Il che, considerati i tempi che viviamo, non è cosa da nulla.”