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Caserta24oreViaggi. Palermo: dai Saraceni ai Normanni fino ai “Borboni”.

Leggere in piazza Pretoria l’errore in una targa marmorea che ricorda la cacciata dei Borbone fa sorridere. Non se ne sono accorti? Oppure non interessa. Un errore in tutti i sensi: quello di aver sostituito una dinastia con altra dimostratasi peggiore.
Ma questa e’ tutta un’altra storia, con la esse maiuscola. La storia attuale di Palermo, vede una citta’ piena di vitalita’, viva, colorata; ma mal amministrata: strade sporche, manutenzione pubblica inesistente. Il centro storico, pur essendo attrattiva degli itinerari turistici, sembra essere abbandonato. Nei decenni passati i vecchi residenti hanno preferito trasferirsi nei quartieri residenziali, verso Mondello. Il centro nei pressi della stazione ha vissuto anni di decadenza. Oggi grazie agli stranieri vive una sorta di ripopolamento; ma l’impressione di abbandono regna sovrana.
Non è stato sempre così, la citta’ visse il suo massimo splendore coi Normanni, dopo la cacciata dei Saraceni. Ecco le chiese normanne: il complesso chiesastico monastico riprogettato dall’architetto Giacomo Besio, originario di Savona, occupa il cuore della città e testimonia il peso sociale della chiesa.
La chiesa sotterranea dedicata alla Madonna della Provvidenza lo testimonia. La facciata orientale del complesso su via Maqueda, di fronte a piazza Pretoria, è particolarmente curata: due attici balaustrati definiscono il coronamento delle cappelle interne.
La chiesa di San Cataldo sorge accanto alla chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio simbolo della purezza del genio bizantino ortodosso e insieme a essa risulta essere un insieme monumentale di forte capacità attrattiva. Il complesso è utilizzato molto frequentemente come testimonial dell’immagine monumentale della città in età normanna. Lo stile dei monumenti arabo-normanno della citta’ è patrimonio Unesco. La fondazione viene collocata abitualmente negli anni immediatamente successivi alla metà del XII secolo. La realizzazione è tradizionalmente attribuita a Maione da bari. Al suo assassinio, avvenuto nel 1160, le sue proprietà furono vendute. Nel complesso ha trovato sede l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, il più antico degli Ordini sacri e Militari. Ancora oggi i cavalieri e le Dame dell’ordine sparsi nel mondo, sono 22.000 circa, distribuiti in 55 Luogotenenze. I fini dell’Ordine sono quelli di rafforzare nei suoi membri la pratica della vita cristiana.
La visita al Palazzo Reale e alla Cappella Palatina, fondata nel 1130, è obbligatoria. Il Palazzo Reale è noto anche e forse di più, come il Palazzo dei Normanni. La sua costruzione iniziò nel 1072 e terminò nel 1130, dopo l’incoronazione di Ruggiero II di Altavilla ed è divenuto centro nevralgico del potere. E’ il monumento principe della visione culturale e artistica della dinastia normanna. La cappella Palatina, rappresenta il non plus ultra, con i mosaici bizantini, il soffitto ligneo a muqarnas, le pitture, di cultura islamica; il pavimento in opus sectile di matrice bizantina. Anche i Borbone utilizzarono il Palazzo come sede di Governo e tutt’oggi le assemblee della Regione Sicilia si tengono nel palazzo. Famosi sono gli appartamenti reali con la Sala di Ercole, quella di VirreYes dai 21ritratti esposti, la Sala China con temi orientali, la Sala del Vento ubicata nella torre Medioevale e la Sala di Ruggero.
Nei pressi del porto in piazza Marina tutte le domeniche mattine si tiene il mercato dell’antiquariato, in zona Vucciria si trova il quartiere dello street food dove vengono serviti arancina e panini con milza di bovino, il mercato storico di Ballarò non ha bisogno di presentazioni. La domenica i palermitani di mattina passeggiano sul lungomare, il pomeriggio affollano il corso pedonale di via Maqueda e il prolungamento viale della Libertà. Un salto a Mondello è obbligatorio, così come a Monreale dove si trova la Cattedrale, esempio ammirabile di arte bizantino-normanna o siculo-normanna. All’interno si trova il mosaico che occupa una superficie di 6400 metri quadri. Si narra la Storia dalla Genesi con l’abside centrale che ha un chiaro riferimento all’Apocalisse. Segnaliamo la Cappella Roano, il Museo Diocesano e la terrazza della Cattedrale. Esternamente la via Maqueda, la sala del Duca di Montalto, le muraglie Cartaginesi Romane ricordano tappe importanti della storia della città.