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RENZI HA TRASFORMATO I MEDICI IN BOIA

(Filippo Savarese) Non è un bel risveglio per l’Italia. Ieri il Senato ha approvato in via definitiva il cosiddetto “testamento biologico”, che costringe i medici ad assecondare le richieste potenzialmente suicidiarie di pazienti anche in stato non terminale e anche quando non ci sia alcun accanimento terapeutico. CitizenGO aveva rilanciato proprio in questi giorni una petizione popolare – oltre 30.000 firme – per chiedere a Matteo Renzi e agli altri leader favorevoli alla legge di sospendere immediatamente l’iter del progetto per valutare con obiettività l’enorme danno che avrebbe (e purtroppo ormai ha) arrecato all’ordinamento giuridico e sociale italiano.Da oggi, quindi, lo Stato obbliga i medici a trasformarsi in boia in camice bianco su richiesta dei pazienti: sarà obbligatorio sospendere la somministrazione di acqua e aria lasciando morire di sete e per soffocamento pazienti – ripetiamo – non sottoposti ad alcun accanimento terapeutico. Si chiama, tecnicamente, Eutanasia omissiva. Ed è il primo passo verso la legalizzazione totale del suicidio assistito e dell’omicidio del consenziente. Il primo passo verso quel sistema, già realtà in Europa, in cui il clima culturale eutanasico considera persone “degne di vivere” solo quelle produttive, che rispettano certi standard e che non pesano sulla collettività (anziani, malati, menomati, depressi, soli), e li spinge a chiedere (per “pietà”!) di essere ammazzati prima possibile. Il ruolo decisivo di Matteo Renzi. La legge è stata approvata grazie ai voti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, più quelli della sinistra radicale. Ma il vero autore di questa tragica pagina per la sanità italiana è Matteo Renzi. È lui che, rappresentando il partito di maggioranza relativa in Parlamento, ha imposto a tutti questa agenda mortifera da seguire al termine di questa legislatura.È lui che ha bloccato qualsiasi possibilità di modificare il testo (ad esempio prevedendo l’obiezione coscienza dei medici) pur di avere una legge “di sinistra” da usare nella sua campagna elettorale per risolvere i suoi problemi politici fuori e dentro il Partito Democratico.

Ed è di lui – soprattutto di lui – che tutti noi ci ricorderemo alle prossime elezioni politiche di marzo.
Il 2017 finisce male, molto male. Affinché il 2018 non sia ancora peggiore, e affinché possiamo tornare a far sentire forti le ragioni a difesa della Vita, dovremo essere ancora più uniti e più determinati.
Filippo Savarese
Direttore delle Campagne di CitizenGO Italia