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Corrono più i neutrini della luce

(di Giuseppe Pace. Naturalista) Corrono più i neutrini della luce, dopo il secolo della tecnologia scopriremo chi è più veloce ancora. Al tempo di Roma, caput mundi, nei soldati delle legioni nonché un po’ meno nei centurioni e ancora meno nei consoli e delegati di legioni, i mostri fantastici abbondavano nella testa pensante. La storia scritta non solo dal più grande di tutti Tito Livio, il padovano, ci descrive molti di questi mostri dovuti alla cultura dominante dei quel tempo. Al Museo del Bardo di Tunisi vi sono mosaici raffiguranti i principali miti e leggende di Roma. L’Universo è finito, ma illimitato e curvilineo, diceva A. Einstein. Agli studenti liceali, insegnando scienze naturali,chimica e geografia (pure astronomica), ribadivo spesso di soffermarsi sul fatto che l’Universo sia finito per non arrendersi o disperdersi nell’impotenza di chi lo confonde con l’infinito. Se è finito l’Universo va studiato con la razionalità di cui possiamo disporre basandosi su studi in gran parte compiuti dalla Fisica e dalla Meccanica quantistica. Arrendersi di fronte al carattere d’infinito dell’Universo è da sciocchi o da romantici del passato, prima del secolo dei lumi, il 1700. La teoria della relatività del Fisico ebreo, nato ad Ulm, in Germania, A. Einstein, ha insegnato, quasi a tutti, che l’energia è uguale alla massa per la velocità della luce al quadrato. Oggi dovremmo dire per la velocità dei neutrini “quasi” al quadrato? Anche nel calcolo della trasformazione di massa in energia dovremmo modificare la illustre teoria della relatività, di circa un secolo fa, di A. Einstein. Le particelle subatomiche note, forse altre le dobbiamo ancora scoprire, quelle che godono di maggior notorietà sono: elettroni, protoni, neutroni, bosoni e fotoni. Proprio i fotoni sono le particelle subatomiche che compongono la luce. Quanto tempo ci mette la luce del Sole ad arrivare sulla Terra? Solo circa 8 minuti, mentre per coprire la distanza Terra Luna poco più di un secondo. Non è tanto il valore preciso di tempo che ci interessa, ma il fatto che questo non sia zero! Altrimenti significherebbe che la velocità della luce è infinita. Quando ciò si verifica possiamo vivere in eterno? Si perché con il tempo zero possiamo muoverci e vivere in eterno! Ma quando sarà zero il tempo? Vedremo in futuro altri corollari della “vita eterna”. Che bello quando abbiamo imparato e poi insegnato “supponiamo per assurdo”…Nella scienza se si ragiona troppo linearmente si rischia di andare a sbattere in un vicolo cieco per troppi anni sprecando tempo, energie e soldi. Attualmente sappiamo che la Terra si è formata non meno Le conoscenze subatomiche ne sono un esempio e per quasi due millenni abbiamo considerato l’atomo indivisibile. Poi il secolo della scienza, il 1800, ha contribuito a svelarci la di 4,7 miliardi di anni fa, il Sole funziona da non meno di 5 miliardi di anni, l’Universo è in espansione, dopo il big bang, da non meno di 16 miliardi di anni e la vita sulla Terra c’è da circa 3,6 miliardi di anni con la espressione dell’Homo sapiens sapiens da quasi 40 mila anni, mentre “nonna Lucy” da 3,2 milioni di anni. Il 1900, il secolo della tecnologia ha contribuito con altre rivelazione e luce sui segreti naturali. Il 200 sarà appellato secolo della ”globalizzazione del digitale”? Il principio cardine delle moderne teorie della fisica (ad esempio la relatività) considera un valore finito di velocità per la luce: quasi 300 000 km/s. La velocità della luce è stata assunta come limite massimo di velocità raggiungibile dagli oggetti dotati di massa. Come ha postulato Albert Einstein nella sua celebre teoria della relatività ristretta: non può esserci nulla di più veloce della luce. Ne siamo sicuri? Gli ultimi esperimenti della comunità scientifica che potrebbero sconvolgere il mondo della fisica si sono incentrati su nuove particelle subatomiche: i neutrini. Il progetto OPERA (Oscillation Project with Emulsion-tracking Apparatus) ha permesso di calcolare la velocità di queste particolari particelle subatomiche che si è rivelata maggiore di circa 6 mila m/s, ma considerando l’ordine di grandezza della velocità in gioco la differenza non è così netta. A scuola abbiamo insegnato che l’unico modello atomico in accordo con le leggi della meccanica quantistica è quello degli orbitali atomici: esso prevede che il movimento degli elettroni sia descritto da funzioni d’onda (ψ) all’interno dello spazio intorno al nucleo. L’esistenza delle due particelle subatomiche, ovvero protone ed elettrone, era già nota grazie all’esperimento di Thomson, quando nel 1911 fu proposto il modello atomico di Rutherford. La rappresentazione di Rutherford è conosciuta come modello a panettone per la sua caratteristica del posizionamento degli elettroni non dettata da traiettorie su orbite. Quanta Fisica delle particelle subatomiche dobbiamo ancora svelare? Sicuramente non poca, come, invece, erroneamente si continua a credere. Dal tempo degli epicurei e di Democrito, che ardì parlare di atomo, la nostra razionalità è ancora poco utilizzata e soprattutto accantonata a dormire spesso! Il sonno della ragione può generare anche mostri, avvalorare luoghi comuni ed alterare la realtà e la verità!