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Politica. Una legge per regolamentare il gioco d’azzardo patologico

Compiaciuta dell’adesione di Giulia Abbate all’invito del Coordinamento regionale campano che sostiene la “Campagna Mettiamoci in Gioco” sottoscrivendo l’appello per approvare, nella prossima legislatura, una legge nazionale che regolamenti il gioco d’azzardo in Italia e i disturbi da azzardo patologico (GAP, per altro, e non DAP come riportato nei comunicati), sono però perplessa ricordando quanto fatto (e non fatto) dal partito di appartenenza della stessa sulla questione nel corso degli anni. Malgrado i dati allarmanti, pur riportati dalla Abbate, che dicono di una vera e propria “pandemia” (soprattutto nel Sud e in particolare a Benevento), il PD non solo non ha mai toccato il fiorentissimo mercato VLT-Videolottery ma ha prolungato, alla fine del 2017, di un altro anno la possibilità di rilasciare nulla osta per nuove slot-machine, come denunziato dai parlamentari del M5S. Dunque l’adesione della Abbate appare il classico specchietto per le allodole all’interno di un partito schieratosi apertamente e sfacciatamente dalla parte del gioco d’azzardo. Né il governatore De Luca ha mai mosso un dito (sul modello di altri governatori che hanno approvato leggi regionali) rispetto all’emergenza, malgrado le sollecitazioni ricevute con un emendamento del Movimento che prevedeva la nascita di un Osservatorio regionale sulla dipendenza da gioco d’azzardo con la redazione dell’elenco pubblico di esercizi commerciali che hanno scelto di non dotarsi di macchinette del gioco d’azzardo rimasto inattuato.

È bene ricordare che, se Sparta piange Atene non ride. Infatti, a Benevento il Sindaco Mastella (autorità sanitaria!), malgrado le ripetute sollecitazioni dei portavoce Farese e Sguera, della Caritas e addirittura del Vescovo nella sua lettera natalizia, non ha approvato nessuna misura di contrasto al GAP, addirittura presenziando all’inaugurazione di una sala VLT resa poi famigerata dalle “Iene”.

Insomma, l’unica forza che da anni e con rigore contrasta questa emergenza sanitaria è il M5S che, non a caso, nel “Programma” alla voce “Salute” scrive: «L’azzardo è una industria di massa che coinvolge ormai 30 milioni di Italiani. Il boom è avvenuto per una serie di fattori: la selvaggia liberalizzazione, la crisi economica (che ha spinto molte persone a sfidare la sorte per cercare una soluzione alla perdita di reddito) e anche la massiccia pressione pubblicitaria sulle ricche vincite. Non possiamo accettare uno Stato che si comporta da biscazziere, che spinge le persone a giocare creando artificialmente la domanda di azzardo, quello stesso Stato che poi riconosce la ludopatia come una patologia da curare».

Plaudo, invece, all’iniziativa della Diocesi di Cerreto Sannita, guidata da don Mimmo Battaglia che, nei giorni scorsi, con i 27 sindaci dei Comuni in essa ricadenti, ha firmato un protocollo d’intesa nel quale si prova a limitare il gioco d’azzardo, riconoscendolo quale “fenomeno dilagante al quale va posto un freno anche per scongiurare la possibilità di innescare ulteriori percorsi senza uscita quale può essere l’usura”.

Danila De Lucia

Candidata al Senato nel collegio uninominale Campania 1

Benevento-S. Maria Capua Vetere