Crea sito

In Campania si campa 4 anni di meno delle altre 19 regioni italiane

(Giuseppe PACE). Da tempo scrivo su questo mass media di Sud e di Nord, ma anche di Centro Italia. Vivendo al Nord conosco pregi e difetti delle varianti sociali italiane del Sud, del Centro e del Nord. Gli stereotipi, i luoghi comuni tra i fratellastri d’Italia sono ancora troppo presenti nella bocca degli stolti ovunque. Tutti conoscono la Campania come la terra di Gomorra, grazie a Saviani, e della Terra dei Fuochi. Dalla cronaca si sa che ”Nel mese di giugno del 2015 nei pressi di una fabbrica dismessa Pozzi-Iplave e nei terreni adiacenti è stata ritrovata quella che è stata battezzata come la discarica di rifiuti tossici più grande d’Europa. Si trova a pochi chilometri dall’uscita autostradale A1 di Capua direzione nord sull’Appia. Le ruspe della Forestale, incaricata dalla Procura di effettuare i carotaggi, hanno dovuto fermarsi perché per ettari e ettari di terreno ovunque scavassero emergevano residui e fusti contenenti rifiuti tossici e non solo quelli della fabbrica che chiuse i battenti alla fine degli anni ’80. Quello che si teme è che la discarica ex-Pozzi sia quella segretata nei verbali delle dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone, che vedrebbe collusi imprenditori, Servizi di Stato deviati, Massoneria, Camorra e politici. Il sindaco di Calvi Risorta, comune dove si trova la discarica, a più riprese ha chiesto l’istituzione di un tavolo di concertazione al fine di affrontare il problema della bonifica del sito inquinato. Ma per la presidenza della Regione Campania, per la III Commissione Speciale Regione Campania per il controllo delle bonifiche ambientali e i siti di smaltimento rifiuti ed ecomafie, per il Presidente della Provincia di Caserta, la Prefettura di Caserta, l’ASL di Caserta e l’ARPA Campania la discarica più grande d’Europa non è un problema per la salute pubblica. In pratica una sorta di Adelphi bis, senza nemmeno la necessità di iniziare il processo (visti gli esiti)”. Non pochi sostengono che lo Stato è spesso assente nel controllo del territorio meridionale, dando spazio alla malavita organizzata, mentre controlla troppo le attività produttive delle regioni centrosettentrionali, che vedeno l’invadenza statalista sulla libera economia o di mercato, non a caso chiedono più forte più autonomia regionale ed addirittura il separatismo o l’indipendenza, adesso resta solo il Veneto a chiederla con un prossimo referendum. G. Fiorello nel rappresentare in TV Mancini, rappresentante dello Stato morto per inquinamento nella Terra dei Fuochi, ha messo bene in evidenza le connessioni possibili tra apparati malavitosi e pieghe della burocrazia meridionale dove allignano il malaffare, l’illegalità e il servilismo verso i prepotenti. In Provincia di Caserta anche la Chiesa ha i suoi martiri come Don P. Diana, ma i martiri veri sono i pochi cittadini che denunciano in modo circostanziato i misfatti. Peccato che intorno a Caserta l’omertà, abbia trionfato mentre venivano sversati in discariche abusive enormi quantità di rifiuti del Settentrione in prevalenza. Nemmeno in Sicilia, famosa per la paura e l’omertà, si sono mai raggiunte punte così elevate. Un avv., casertano d’adozione, mi dice che in quel territorio nessuno crede alla legalità e le automobili spariscono da dentro i garage come le case sparse vengono prese di mira dai ladri che portano via di tutto. Siamo nel Far West? Ancora di più, perché mancano gli eroi dell’ordinarietà.

rifiuti_tossici_campaniaLe elezioni nella Terra dei Fouchi e dintorni, come nelle cittadine dell’Alto Casertano sono foriere di feudi elettorali consolidati e nemmeno le grandi città, dove esistono di più i voti d’opinione, riescono a modificare un Meridione costretto al declino economico e sociale con allargamento della forbice del PIL pro capite, che in alcune aree del Sud arriva ad un terzo di quello del settentrione. Sempre per TV , dopo la fiction, con G. Fiorello nella Terra dei Fuochi, Bruno Vespa a Porta a Porta ha intervistato lo stesso Fiorello che una rappresentante del Ministero della Salute, la quale ha calmato le acque agitate del presunto allarmismo sociale dichiarando che solo il 3% del territorio campano è inquinato, come nella media nazionale. Le è però quasi sfuggito che in Campania si vive 4 anni in meno rispetto alle altre 19 regioni italiane. Il 16 febbraio c.a. questo mass media riportava l’articolo „Rifiuti tossici di Stato: nel 2064 l’apocalisse in Campania per lo sversamento illegale”. Quale ruolo hanno avuto i servizi deviati e la massoneria? Rifiuti tossici disseminati in diverse Regioni Italiane “Non cercate solo in Campania i rifiuti tossici interrati abusivamente; molti dei veleni sono ancora là dove sono stati prodotti: in qualche cava mai attrezzata o in qualche campo di melanzane o di scarola della Pianura Padana, del Veneto, della Liguria, Toscana e Lazio”. A parlare è Gaetano Vassallo, ‘pentito’ o meglio collaboratore di giustizia per sua stessa ammissione, quando cominciò a ritenere di essere in pericolo di vita, braccato dai clan. Vassallo è stato protagonista dei traffici illeciti di rifiuti che, per anni, hanno trasformato la Campania in pattumiera di rifiuti tossici. Come si smaltiscono i rifiuti tossici. Il meccanismo di smaltimento era semplice: hanno occultato i rifiuti industriali nelle discariche destinate ai rifiuti urbani, quando queste si sono riempite li hanno nascosti nei campi. Scavavano enormi buche, scaricavano i rifiuti, li ricoprivano di terra dove spesso sopra si continuava a coltivare. Altre volte scaricavano i rifiuti sotto edifici in costruzione, nei piloni delle strade, ovunque fosse possibile occultare. Quando lo spazio cominciò ad esaurirsi, cominciarono a bruciare i rifiuti tossici la notte, nei campi, nelle periferie e così nacque la Terra dei Fuochi. “Ma vi assicuro – dichiara Vassallo – che anche gli industriali e i trasportatori del Nord Italia non erano dei santi. Loro facevano sparire i rifiuti con una semplice firma. Ci chiedevano soltanto la certificazione di aver dato via fanghi, amianto e ceneri tossiche che invece restavano là nei loro territori”. Rifiuti tossici nascosti all’opinione pubblica dal Segreto di Stato Della Terra dei Fuochi e di tutti questi misfatti ne erano già a conoscenza le autorità governative Italiane nel 1997, quando i primi pentiti tra cui Carmine Schiavone (deceduto) iniziarono a parlare. Anche quest’anno la speciale classifica del Sole 24 ore riservata alla qualità della vita nelle province italiane ci consegna un paese spaccato a metà con i capoluoghi del Mezzogiorno che occupano le ultime posizioni”. Lo sottolinea in una nota il presidente del Pd campano e consigliere regionale Stefano Graziano che spiega: “Le province di Napoli e Caserta, ed in particolare quest’ultima che occupa la posizione 108 di110, necessitano di una maggiore attenzione in termini di servizi al cittadino, interventi per la sicurezza, i redditi e il rilancio dell’occupazione. E’ leggermente migliore, invece, il dato registrato ad Avellino, Benevento e Salerno anche se non in proporzioni tali da far parlare di una regione a due velocità. Nel complesso emerge una Campania in cui c’è tanto da fare per migliorare la quotidianità delle persone. Molti degli atti dei processi che si sono celebrati negli anni sono stati segretati: perche? Vassallo è stato anche il grande accusatore di Lucio Gelli, il gran maestro della loggia massonica della P2. In una sua pubblicazione lo ha accusato “di aver trattato con camorristi e di aver fatto da intermediario, ha svelato il meccanismo che c’era dietro i traffici: da un lato gli imprenditori interessati a smaltire rifiuti tossici a prezzi stracciati, dall’altro i proprietari delle discariche pronti ad accoglierli. Ed in mezzo proprio lui, il Venerabile Maestro Licio Gelli che gestiva il pacchetto clienti e aveva rapporti con i politici che dovevano fornire le autorizzazioni e la Camorra collaborava ad ammansire gli amministratori e a distribuire tangenti e percentuali sugli utili”. Licio Gelli è uscito indenne dal processo che ne è derivato a suo carico, solo per il fatto che i giudici non sono riusciti a dimostrare che lui sapesse di aver trattato con camorristi. Ma le trattative ci sono state. Il fondatore della Terra dei Fuochi Vassallo nel 2014 in una fitta corrispondenza con una giornalista de “Il Mattino”, (uno dei maggiori giornali quotidiani della Campania) dalla quale è nato il libro “Così vi ho avvelenati” Sperling & Kupfer (Mondadori) 2015, tira in ballo diverse volte l’avvocato Cipriano Chianese, imprenditore nel settore dei rifiuti. Lo tira in ballo sin da quando era riuscito ad accaparrarsi negli anni ’80 lo smaltimento della Indesit, la fabbrica di elettrodomestici che apparteneva a uno dei più importanti gruppi industriali italiani, quello dei Merloni, di Vittorio Merloni, all’epoca leader nazionale di Confindustria. Secondo Vassallo, Chianese è il ‘fondatore’ della Terra dei Fuochi perché bruciava i resti di plastica e bachelite dagli avanzi della lavorazione industriale della Indesit per recuperarne e rivenderne i resti delle carcasse fatte di ferro e schiuma espansa. Chiansese fu coinvolto già nel 1993 nel processo Adelphi (uno dei primi processi per lo smaltimento illecito di rifiuti tossici) nel quale furono emesse dai magistrati della direzione distrettuale antimafia di Napoli complessivamente 116 ordinanze di custodia cautelare. C’era già tutto in quell’inchiesta: la massoneria, gli intermediari, la cupola criminale. Chianese fu assolto anche se il contributo causale reso al traffico illecito di rifiuti “fosse stato pacificamente ammesso”. Chianese è uscito indenne negli anni anche da altri processi: è stato in carcere, ma è stato scarcerato. Solo nel febbraio del 2015 è stato condannato a tre anni e quattro mesi per estorsione nei confronti di un gruppo di imprenditori del nord. Nel 2064 l’Apocalisse per lo sversamento dei rifiuti tossici Chianese è ancora sotto processo perché in una delle sue discariche fino al 2008 sono stati interrati circa 350mila tonnellate di rifiuti pericolosi. Il perito della Procura di Napoli, geologo Giovanni Balestri, al riguardo ha periziato che “al più tardi nel 2064 saranno avvelenate le falde acquifere della piana campana e che l’acqua di falda della Piana Giulianese entro e subito all’intorno degli invasi delle discariche Masseria del Pozzo, Ampliamento Masseria del Pozzo, Schiavi, Novambiente, Resit, Eredi Giuliani, Cava Giuliani, San Giuseppiello è da ritenersi già inquinata. L’utilizzo alimentare dell’acqua di falda in queste zone sia sempre ad alto rischio per l’uomo, qualunque siano le modalità di estrazione. Vi sono inoltre controindicazioni per l’utilizzo dell’acqua in agricoltura e per l’uso alimentare degli animali. Nella fertile pianura campana il suolo agrario è compromesso da anni ed anni di non controllo da parte della Regione Campania soprattutto che ha impiegato fior fiore di parentele e corruttele negli Enti preposti al controllo ambientale. Le forze dell’ordine erano frenate e da sole non bastana a frenare il fenomeno di corruttele nonostante il sacrificio di Mancini rappresentato da Fiorello. Insomma la ex Campania felix si è trasformata in Campania dove si campa 4 anni in meno di altre regioni e si vive anche male con un inquinamento diffuso ovunque, altro che 3%. La stima va fatta per aree territoriali provinciale e subprovinciali non regionali come pare faccia il Ministero della Salute rilevando da registri passivi solo i morti per tumori. Ma quante derrate alimentari sono esportate dalla Campania dei fuochi e hanno alte probabilità di essere cancerogene? Chi lo sa? Al sud, si sa, la percentuale dei laureati è maggiore rispetto al nord, ma la disoccupazione meridionale è stratosferica, mentre la voce di questi giovani provveduti della Terra dei Fochi subisce la tradizione degli sprovveduti, usando i termini di E. De Filippo, e non denuncia, anzi ha paura della propria ombra, non invita neanche Saviano, che avrebbe illustrato”solo” il malaffare! E che doveva illustrare allora: solo e soltanto la bella Napoli e i luoghi comuni duri a morire?. Se Sparta piange Atene non ride e l’Italia repubblicana ha ancora molta strada democratica da fare o riasfaltare, ma c’è bisogno della crescita civile individuale, soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia.