Crea sito

Vincenzo e Eduardo Scarpetta dal teatro al cinema muto

(IlMezzogiorno) NAPOLI Giovedì 19 Gennaio 2017 alle ore 16.00 nella Sala Rari della Biblioteca Nazionale di Napoli Piazza Del Plebiscito si terrà la presentazione del libro Pionieri del cinema napoletano. Le  sceneggiature di Vincenzo e i film perduti di Eduardo Scarpetta, a cura di Pasquale Iaccio e Maria  Beatrice Cozzi Scarpetta. Intervengono con i curatori del volume, dopo i saluti della direttrice della Biblioteca Nazionale di Napoli Simonetta Buttò, l’assessore alla cultura del Comune di Napoli Gaetano Daniele, Sergio Bruno della Cineteca Nazionale di Roma, il critico cinematografico Mario Franco, la giornalista Titti Marrone e la responsabile della Sezione Lucchesi Palli, Rosaria Savio. A seguire la proiezione  del film muto di Vincenzo Scarpetta, restaurato dalla Cineteca Nazionale con la collaborazione della Fondazione Eduardo De Filippo,“Il gallo nel pollaio” (1916) con musiche originali dello
stesso autore. Una luce nuova sul cinema di Eduardo e Vincenzo Scarpetta Dopo il restauro della Cineteca Nazionale di due opere di Vincenzo, nel testo si ricostruisce l’iter di  cinque film di Eduardo andati perduti e la ricca produzione del figlio, con la pubblicazione di alcune delle sue sceneggiature, foto e altri documenti inediti. Il volume è curato da Pasquale Iaccio, docente di Storia del cinema dell’Università di Salerno e della Federico II di Napoli e direttore della collana “Cinema e storia” per i tipi di Liguori, e da Maria Beatrice Cozzi Scarpetta, che da anni si dedica allo studio e alla riscoperta dell’ opera di Vincenzo Scarpetta: Dalla Prefazione di Mino Argentieri: “Quando il cinema nacque, la sorpresa, la meraviglia furono grandi per le moltitudini. Sorgeva una nuova epoca e le promesse e le attese erano eccitanti… Uno dei meriti che vanno riconosciuti a Pasquale Iaccio e a Maria Beatrice Cozzi Scarpetta, che ha curato la trascrizione delle sceneggiature, è quello di aver frugato nei ripostigli del vecchio cinema napoletano, prestando

l’attenzione su Scarpetta padre e figlio, che hanno avuto gli occhi degli studiosi teatrali puntati sulla coppia, ma che sono stati completamente e a torto trascurati dagli esegeti cinematografici. In effetti, non si sapeva nulla dei soggetti, dei trattamenti, delle sceneggiature mai tradotti in film e che hanno impegnato Vincenzo Scarpetta, a dispetto delle difficoltà incontrate e delle incomprensioni. Gli autori hanno scoperto una piccola miniera che contribuisce a riprofilare l’opposta attitudine dei due Scarpetta nei riguardi del cinema e le schegge ritrovate e riconsiderate su ciò che Napoli ha dato con il suo ricco entroterra culturale, a una cinematografia che stava misurandosi con un competitore irresistibile, la Hollywood del primo dopoguerra, spesso adottando ricette appassite, generalmente
in uno stato di debolezza strutturale crescente.”