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Mai più Nonne Peppine

VERBANIA (Francesca Accetta), in collaborazione con Raffaello Cuter affronta il rapporto anziani e burocrazia.
Come risulta dagli ultimi dati ISTAT la prospettiva di vita degli italiani è più longeva. Alla luce di ciò, l’età pensionabile viene immediatamente allontanata, senza calcolare che in Italia, il numero degli anziani è in aumento ed ha necessità di maggiori assistenze. Dalle statistiche della Banca mondiale risulta che l’Italia è al penultimo posto tra i Paesi dell’U.E. circa la facilità di dar vita ad un’impresa, a causa delle procedure amministrative ( il Sole 24 ore). Figuriamoci a che posto saremmo sulla riuscita di una pratica per il contributo di accompagnamento di un invalido. Potremmo definire la burocrazia la nuova peste bubbonica dell’Italia, non più gli untori manzoniani bensì i dipendenti, che si preoccupano esclusivamente del proprio posto di lavoro, spesso più dannosi che utili. I cittadini più bisognosi vivono situazioni di debolezza morale, sociale ed economica perché si trovano di fronte ad un burocrate che si atteggia a figura chiave per il disbrigo delle pratiche. Questa Autorità, legale solo perché creata con leggi da parte di politici che della burocrazia statale hanno fatto un vero e proprio serbatoio per amici, parenti, “leccaculo” e clientele varie, quando si esprime maggiormente nella sua putrida ed inquinante azione? Dove c’è naturale debolezza: gli anziani. Le persone che avrebbero più bisogno di aiuto, vengono seviziate attraverso lungaggini procedurali che spesso si concludono quando l’interessato riceve crisantemi sulla lapide. Un esempio? Nonna Peppina. Oggi grazie ai media ha risolto il problema, ma quante altre Peppine ci sono? Quanti otterranno l’assegno di accompagnamento post mortem?