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Campobasso. Al Cardarelli centinaia di aborti l’anno

(ilMezzogiorno) CAMPOBASSO 700 aborti l’anno. Gianluca Martone, 35enne referente per il Sud Italia di ’Ora e labora in difesa della vita’ sta girando in diverse regioni per portare avanti la sua battaglia contro l’aborto. Il 15 settembre è stato davanti all’ospedale di Campobasso per una iniziativa di sensibilizzazione.
Al Cardarelli ogni anno si praticano 700 aborti. E l’età delle ragazze che si rivolgono ai medici si abbassa sempre di più. Qualcuna è poco più di una bambina quando si trova a dover affrontare l’intervento sanitario: ha anche 12, 13 anni. «Bisogna cancellare la legge 194 e chiudere la sala aborti dell’ospedale di Campobasso»: dice Gianluca Martone, referente per il Sud Italia di ‘Ora et Labora in difesa della vita’, nonché collaboratore di Pro Vita. Il giovane volontario ‘pro life’ arriva da Benevento, dove «non ci sono più medici abortisti, ma arrivano comunque da fuori per effettuare gli aborti». Ieri mattina, 15 settembre, la sua iniziativa anti-aborto davanti al presidio sanitario di contrada Tappino. C’è chi si è fermato a ricevere i volantini distribuiti. Altri hanno preferito passare avanti. In Italia nel 2016, a causa delle pillole anticoncezionali, ci sono stati 245mila aborti chimici. «Aggiunti ai 150mila aborti chirurgici, arriviamo a 400mila aborti all’anno», scandisce il giovane volontario. L«Credo che la guerra per la vita è una guerra per Dio», mette in chiaro ricordando poi che il 15 settembre è il giorno in cui la Chiesa cattolica festeggia la Madonna addolorata che è la patrona del Molise, a cui è dedicato il santuario di Castelpetroso. «Io voglio simbolicamente ‘portare’ tutti i bambini ammazzati al Cardarelli nel cuore della Madonna», dice. «Un bambino non è un problema, ma una risorsa», insiste stringendo tra le mani un rosario. «Senza la legge 194, in Italia si sarebbero salvati 2 milioni di bambini. L’articolo 12 consente alle ragazze minorenni di abortire anche senza l’assenso dei genitori. Va abolita subito». «In Molise poi c’è un forte calo delle nascite. Questa legge – scandisce Gianluca Martone – avrebbe potuto evitare lo spopolamento dei paesi che ora sono al collasso e invece ha devastato un tessuto sociale, umano e religioso. Invece di aiutare le giovani coppie e le famiglie investendo sulla vita e non sulla morte, lo Stato investe dai 2000 ai 5000 euro a contribuente (anche quelli che non sono d’accordo) per ammazzare i nostri figli. Rischiamo che fra dieci anni non nasceranno più bambini». Questa legge ha diffuso una cultura della morte e della violenza che è terribile. Ci sono le adozioni a favore di quelle famiglie che non possono avere figli, ad esempio». «Papa Giovanni Paolo II e don Oreste Benzi invitavano a fare quello che sto facendo io. Ho inviato tre mail al vescovo di Campobasso Giancarlo Maria Bregantini e non mi ha risposto. Nessuno è venuto qui davanti all’ospedale a sostenere la mia iniziativa».