Crea sito

Terra dei veleni. I siti inquinati della Campania

Ventisei siti sospetti lungo i Regi Lagni e la Nola-Villa Literno. E, ancora, quelli presenti in tredici comuni della provincia di Napoli. Li hanno mappati ricercatori del Cnr e dell’Arpa Campania in uno studio del 2010 ma avviato due anni prima. E’ un monitoraggio di anomalie termiche al suolo svolto attraverso una comparazione tra: ortofoto del ’94, del 2000 e del 2006 e dati Mivis (quelli che consentono di registrare temperature termiche sul terreno) del 2008 e del 2004 raccolti dalla Regione Campania e di proprietà dell’Arma dei Carabinieri, nell’ambito del programma operativo nazionale per la sicurezza e lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia. «Difficile risalire alle cause perché lo studio non è supportato da osservazioni o dati raccolti sul campo», afferma il gruppo di lavoro nella relazione tecnica e suggerisce «di partire da analisi delle immagini a alta risoluzione spaziale per rilevare abbandoni di materiale oppure per lo studio delle cave, delle discariche e aree adibite a discariche illegali».

Il nome di Castel Volturno ricorre sette volte. Le coordinate riportano in tre siti lungo la Strada statale 7 quater Variante. In uno di questi c’è assenza di copertura vegetale. In un altro si nota, dall’alto, crescita anomala o scarsa vegetazione oltre, ovviamente, a un’anomalia termica al suolo. Quest’ultimo, in base alle coordinate Gps fornite, si trova nei pressi del Golf Club e della Riserva della Forestale. Altri tre sono in via Potenza, zona agricola, via Carducci, via Modica. Uno è localizzato ancora lungo Statale 7 Bis, diramazione 22. I ricercatori comparando i dati dal ’94 al 2006, rilevano una riduzione del laghetto presente, fino a una completa scomparsa nel 2008.

Sempre sulla Statale 7 Bis ma in zona agricola di Villa Literno, lo studio segnala le coordinate di un sito e, nello stesso territorio comunale, ma in via Santa Maria a Cubito, sottolineano come l’area abbia subito trasformazioni tra il ’94 e il 2000 nel senso di un rialzamento del terreno che presenta scarsa vegetazione e crescita non omogenea. Ancora a Villa Literno, Statale 7 Bis, si rileva come in un determinato punto identificato con coordinate Gps, nel corso del tempo, ci siano stati cambiamenti nel tipo di vegetazione concomitanti a una temperatura anomala del suolo. Lungo la stessa direttrice ad un’anomalia di 44 gradi al suolo è segnalata la concomitante assenza di copertura vegetale.
A Casal di Principe i rilievi delle anomalie termiche sono registrati in un sito lungo la SS 7 Bis e in due distinti di via Vaticale. In uno di questi ultimi si rileva, altresì, la realizzazione di un edificio, tra il 2006 e il 2008. Questi luoghi, inoltre, dovrebbero essere tra quelli che in futuro saranno esaminati attraverso gli scavi dal Corpo forestale.

Si passa a Frignano in un luogo identificabile solo dalle coordinate Gps. Temperature rilevate tra i 32 e i 42 gradi al suolo con basso valore di copertura vegetale. Nel territorio di San Tammaro lo studio evidenzia un’anomalia di 51 gradi al suolo e assenza di vegetazione in sito identificato da coordinate ma non identificabile dalla toponomastica mentre, proprio nei pressi del perimetro della reggia di Carditello, sulla Provinciale 230, l’anomalia di 36 gradi al suolo è tracciata su un terreno con crescita di vegetazione non regolare e non omogenea. A Santa Maria la Fossa c’è, invece, un terreno in via Vaticale che presenta un’anomalia termica di 54 gradi. Lì vicino, lo mette in evidenza lo studio, nel corso degli anni un’area è stata adibita a scarico di materiale in superficie.

A Santa Maria Capua Vetere in zona agricola identificabile con Gps ma non censita dalla toponomastica i 45 gradi al suolo sono accompagnati da una colorazione più chiara del terreno rispetto all’area circostante. Segue la mappatura di due aree ad Acerra e Nola. A Succivo il sito si trova lungo la Provinciale 335. E’ segnalato probabile materiale scaricato in superficie ma anche, in area vicina, un’anomalia termica di 59 gradi. Orta di Atella è segnalata con un sito sulla Provinciale 19 dove, la comparazione delle ortofoto negli anni, non evidenzia alcun cambiamento di destinazione d’uso. Infine Marcianise, località tra Carbone I e Carbone II.

L’ultima anomalia termica è a Caivano, proprio nei pressi del Lagno Vecchio che costeggia una parte del parcheggio del Centro Commerciale Campania.
Anomalie. Anomalie che avrebbero bisogno di chiarificazione assoluta, nella mappatura delle zone a rischio ambientale, in provincia di Caserta, che sembra non finire mai l’aggiornamento.