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Perché cala il silenzio sullo scandalo affidi di Reggio Emilia ?

(ilMezzogiorno) 16 luglio: Reggio Emilia: il PD forza per la legge filo LGBT. Nonostante i legami politici con gli orrori di Bibbiano È un argomento da non lasciar cadere. Ne abbiamo già discusso qui. Ed ora leggo e volentieri condivido da Stilum Curiae. Il nostro impegno sta nel non abbassare la guardia su tutti i fronti e anche nel fare da ripetitore a chi tempestivamente mette a disposizione le sue informazioni e osservazioni (in questo caso Stilum Curiae e Radio Spada). Completa, a seguire, un precedente articolo di Raffaella Frullone
In Emilia Romagna quella che è stata a buona ragione definita una legge liberticida “Contro le Discriminazioni” è passata in commissione Parità. Stilum Curiae se ne è occupato nei giorni scorsi: qui.
Ma questo progetto di legge oltre a presentare problemi in sé, come si evidenzia dal fatto che sia accompagnato da oltre trecento emendamenti, e dal fatto che Lega e Fratelli d’Italia siano usciti e non abbiano voluto partecipare alla votazione degli emendamenti , “per lasciare traccia della nostra completa contrarietà a questa legge”, come ha chiarito un esponente di minoranza, avviene in un quadro fortemente inquinato dallo scandalo di Bibbiano, della Val d’Enza, e con pesanti ombre politiche e sociali che toccano il Partito Democratico e la prima relatrice di questa legge, Roberta Mori. È straordinario – o forse non lo è affatto, vista la funzione fiancheggiatrice del Partito Democratico in particolare e della sinistra in generale svolta dai maggiori giornali, Corriere, Stampa e Repubblica, e dai canali televisivi – che le implicazioni politiche dello scandalo affidi non vengano evidenziate. E in questo senso bisogna fare tanto di cappello al lavoro giornalistico svolto da “Radio Spada”, che invece continua a scavare in quella miniera degli orrori. Vi rimandiamo a un loro ultimo aggiornamento citando però i primi paragrafi, che mettono in chiaro le vicinanze politiche di Roberta Mori con alcuni dei protagonisti dello scandalo: “Chiariamo subito, per evitare la girandola di polemiche: qui non si parla né di responsabilità penali, né di connivenze nelle intenzioni. Ma la questione politico-sociale ormai è ineludibile ed esige una rapida e completa spiegazione da parte del Partito Democratico e della stessa Mori.

Roberta Mori è la presidente (PD) della Commissione Parità della Regione Emilia Romagna e la relatrice della proposta di legge regionale contro l’omotransnegatività (per altre informazioni: qui).
Nel 2015, presso la sua commissione regionale, si facevano intervenire Federica Anghinolfi e il sindaco Carletti: lì presentavano il “modello Val’Enza” che risulta essere stato giudicato esemplare dalla stessa Mori: lasciamo valutare i contenuti qui. Nel maggio 2016, partecipava come relatrice al convegno – presso Bibbiano – Quando la notte abita il giorno: l’ascolto del minore vittima di abuso sessuale e maltrattamento. Sospetto, rivelazione, assistenza, giustizia. Oltre alla presenza nello stesso di molteplici relazioni di indagati nella vicenda (si vedano i nomi dell’immagine qua sotto), la Mori coglieva l’occasione per dire che quella due-giorni era più di “un approfondimento e uno studio”, ma “un esempio concreto di quello che è praticare la prevenzione e il contrasto alla violenza“. Passando poi a rivendicare l’audizione del 2015, citata poco fa, arrivava a sostenere di voler essere come regione “partner e sponda rispetto ad un’esperienza che noi riteniamo esemplare per tutta l’Emilia Romagna“.
Ma leggete il reportage di Radio Spada [archivio completo qui], tanto più interessante perché stranamente da Wikipedia è scomparsa la voce “Angeli e Demoni” relativa all’inchiesta.
Sembra straordinario però che da parte della maggioranza in Emilia Romagna si abbia l’impudenza, alla luce di quanto sta venendo alla luce, di insistere con un progetto di legge che violerà libertà di opinione, espressione, e anche di religione, visto quello che San Paolo in particolare e la Bibbia in generale dicono in proposito; per non parlare del Catechismo della Chiesa cattolica. Sbalordisce a questo proposito il silenzio della gerarchia della regione, così vocale quando si tocca il business dei migranti. In coda all’articolo vi offriamo qualche spunto fotografico [che non ho ripreso, tanto è schifoso; ma chi vuole può trovarlo dal link sopra – ndr] riassuntivo delle manifestazioni svoltesi in difesa dei “diritti” omosessuali in varie città italiane. E inoltre alcune foto di una “Drag Queen Storytime” che si è svolta negli USA, e di cui trovate il resoconto su questo sito. Infine dettagli di messe “pre-pride” in USA.
Cala il silenzio sullo scandalo affidi di Reggio Emilia
Il motivo? Semplice… non si vuole chiamare per nome il sistema (che oggi comanda) per cui ogni desiderio è un diritto e un bambino non è che un mezzo per soddisfare quel desiderio
Lo scandalo di Reggio Emilia sembra scomparso dai quotidiani così come dalle scalette dei telegiornali. Eppure l’inchiesta, non a caso denominata “Angeli e Demoni”, parla di bambini allontanati in modo illegittimo dalle loro famiglie, di pressioni psicologiche per generare in loro falsi ricordi, abusi in famiglia mai avvenuti, minori strappati al nucleo di origine per essere affidati ad amici, conoscenti o ex amanti degli operatori dei servizi sociali – tra cui titolari di sexy shop e una coppia di donne omosessuali – e poi ancora violenze sessuali in due casi da parte del nucleo affidatario, truffe, raggiri. Sono coinvolti a vario titolo medici, assistenti sociali, psicologi, psicoterapeuti, operatori di case famiglia, la Onlus di Moncalieri Hansel & Gretel e anche il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, del Pd, in provincia di Reggio Emilia.
In soldoni esistono nel nostro Paese dei genitori che si sono visti strappare i figli da un giorno all’altro senza più avere la possibilità di vederli e ora scoprono che, oltre all’atrocità dell’allontanamento illegittimo, questi bambini hanno subito violenze da parte di chi si era arrogato il diritto di prendersene cura.
NOTIZIA SPARITA DAI TG La vicenda è così agghiacciante e sfaccettata che si potrebbe scriverne per giorni, settimane, come è accaduto per altri fatti similari come il caso di Rignano Flaminio o dell’asilo nido “Cip e Ciop” di Pistoia. Eppure domenica, soltanto tre giorni dopo l’emersione dello scandalo, per i quotidiani italiani e i Tg le principali notizie sono state: gli sviluppi dello sbarco della Sea Watch e della capitana Carola, i trecentomila, secondo gli organizzatori, partecipanti del Gay Pride di Milano e le imperdibili vicende dell’orso M49, per evitare la cui cattura si è mobilitato anche il ministro dell’ambiente, Sergio Costa. Poche le eccezioni a questo silenzio. Non è andata meglio ieri, quando sui giornali è stata ancora la capitana Carola a farla da padrone, e ai fatti di Reggio in pochissimi hanno dato spazio. Come mai? Eppure, quando si parla di violenza sui bambini paiono in genere così attenti, presenti, pronti. La ragione sta forse nel fatto che qui c’è in gioco qualcosa di più. Perché non si può ridurre la vicenda alla figura, pur criminale se le accuse verranno confermate, della dirigente del Servizio di assistenza sociale dell’Unione Comuni Val D’Enza, omosessuale e già legata ad alcune donne a cui aveva affidato minorenni. Federica Anghinolfi, secondo il giudice per la «sua stessa condizione personale» e per le «sue profonde convinzioni», è stata «portata a sostenere con erinnica perseveranza la “causa” dell’abuso da dimostrarsi “ad ogni costo”». Non siamo qui in presenza di uno o più “mostri” che agiscono per vantaggi di tipo economico e non solo, ma di un vero e proprio sistema ideologico che reifica il bambino.
STESSA LOGICA: OGNI DESIDERIO È UN DIRITTO
È la stessa logica della fecondazione artificiale e dell’utero in affitto, per cui qualcuno arriva a rivendicare il “diritto al figlio”, è la logica della cosiddetta educazione sessuale nelle scuole, che pretende di far diventare normale la sessualizzazione precoce dei bambini (se l’amore è amore, perché l’età dovrebbe essere un ostacolo?), è la logica di chi considera legittimo “terminare” una vita perché imperfetta, o indegna, attraverso l’aborto o l’eutanasia infantile. Ecco perché lo scandalo di Reggio Emilia sta uscendo di scena in sordina, perché guardarlo in faccia significherebbe chiamare per nome quel sistema che oggi comanda, per cui ogni desiderio è un diritto e un bambino non è che un mezzo per soddisfare quel desiderio, di cui i media mainstream – proprio quelli che ora tacciono – fanno da cassa di risonanza. Qualcuno diceva: «[…] molto meglio che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare». (Raffaella Frullone – Fonte)
16 luglio 2019 08:29 Anonimo ha detto…
BIBBIANO (Reggio Emilia) – E’ in programma sabato prossimo una fiaccolata organizzata da un gruppo di genitori lombardi che attraverserà le strade del Comune di Bibbiano. Lo scopo della manifestazione è di mantenere viva l’attenzione dei cittadini, delle autorità e dei media sull’inchiesta “Angeli e Demoni” in cui sono coinvolti politici, medici, assistenti sociali e liberi professionisti.
Il ritrovo è alle 20 di sabato a parco Manara, con inizio fiaccolata alle 20.30, arrivo in Comune alle 21.30 e presidio fino alle 22.30.