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SPOSE BAMBINE: OCCHI DI SPERANZA

(Francesca Accetta) C’è un tempo per il gioco, un tempo per amarsi ma il tempo del rispetto è sempre.
L’infanzia è la fascia d’età in cui la visione del mondo dovrebbe quasi essere fatata, scandita dalla spensieratezza e dal desiderio di concretizzare le prospettive del futuro. L’adolescenza, una fascia d’età particolarmente delicata e delineata da una profonda sensibilità e dal cambiamento interiore correlato ad un progressivo processo di maturità psichica. Le prime cotte, i primi amori che rimarranno un ricordo inscalfìbile e che formano il bagaglio di esperienze che dovrebbero avvenire in modo spontaneo, seguendo il naturale percorso di vita. Sulla scorta della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, l’Italia ha emanato la legge 112 del 2011, che ha introdotto l’Autorità garante per i diritti dei bambini. La Convenzione di Instanbul ha disciplinato il matrimonio forzato (art.37), stabilendo che “le Parti adottano le misure legislative o di altro tipo necessarie per penalizzare l’atto intenzionale di costringere un adulto o un bambino a contrarre matrimonio”.

Nonostante gli interventi di Amnesty International e le disposizioni normative in merito, in Turchia, in India, in Africa, le spose bambine, usate come fonte di miglioramento sociale per le famiglie di provenienza non abbienti, sovente, pagano con la morte, la decisione di chi avrebbe dovuto invece proteggerle, accudirle, garantendo loro un sereno sviluppo psico – fisico. Auspichiamo interventi più incisivi sul territorio, a cura delle Autorità preposte alla tutela dell’infanzia e a sussidio delle famiglie in difficoltà, contestualmente a sanzioni più severe nei riguardi di chi commette reati verso le fasce deboli.
Accetta Francesca, Esperta in Criminologia e Psicologia Forense, Assistente di Polizia Penitenziaria