Crea sito

Napoli. Rivolta nel carcere di Poggioreale

(ilMezxzogiorno) NAPOLI “Ci risiamo! Oggi è il turno di Napoli Poggioreale, dove in queste ore al padiglione “Salerno”, da primissime e frammentarie notizie che pervengono, pare che i detenuti abbiano preso il sopravvento sulla gestione del presidio detentivo. Sul luogo stanno convergendo rinforzi della Polizia penitenziaria anche da altri istituti per cercare di ristabilire l’ordine e la sicurezza”. A darne notizia è Gennarino De Fazio, per la UILPA Polizia Penitenziaria nazionale, che aggiunge: “solo pochi giorni fa, nel corso del confronto in atto fra amministrazione penitenziaria e organizzazioni sindacali sul dilagare dei disordini, dei tumulti e delle aggressioni alle donne e agli uomini della Polizia penitenziaria, l’abbiamo detto al Capo del DAP Basentini: la fase di studio, analisi e proposte deve essere serrata e rapida e parallelamente è indispensabile introdurre misure che elevino gli standard di sicurezza e correggano le falle nei sistemi custodiali, altrimenti si rischia di arrivare troppo tardi esattamente come nel detto popolare che vuole che nelle more che il medico s’istruisca il malato muoia”. “L’abbiamo detto e ripetuto – chiosa ancora il sindacalista della UIL – non è possibile continuare a gestire una situazione emergenziale come fosse normale e con misure ordinarie; è necessario invece istituire una task force permanente al Ministero della Giustizia e prevedere immediati investimenti sia per l’introduzione e l’implementazione di strumenti e tecnologie sia, e soprattutto, per consentire assunzioni straordinarie di Poliziotti penitenziari che possano colmare i vuoti organici di oltre 4.000 unità”. Altrimenti – conclude De Fazio – pur apprezzando l’apertura al dialogo e persino la ‘buona volontà’ del vertice del DAP, senza un impegno certo del ministro Bonafede e del Governo temiamo che si continuerà a dibattere solo di pannicelli caldi e, con i disordini che ormai si registrano pressoché quotidianamente, l’interrogativo che ora ci si pone non è più sul quando, ma sul dove”.