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Capua. Antimo Cesaro e l’Elogio della calvizie di Sinesio di Cirene

(Caserta24ore) CAPU4. Domenica 17 giugno 2018 alle ore 19,00 all’interno del Quadriportico della Cattedrale di Capua si terrà la Conversazione senza peli sulla lingua né altrove con Antimo Cesaro docente di Scienza e Filosofia politica ed Ermeneutica del linguaggio politico presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” di Caserta, in occasione della presentazione del volume “Elogio della calvizie” di Sinesio di Cirene, edito dalla Artetetra edizioni di Capua e curato proprio dal prof. Antimo Cesaro. L’incontro, condotto da Luigi Di Lauro, è inserito nel calendario della nuova edizione di Il luogo della lingua festival, iniziato il 14 giugno, che si concluderà proprio domenica 17 giugno.
Antimo Cesaro, coniugando ricerca scientifica e impegno sociale, è stato deputato nella XVII legislatura e Sottosegretario di Stato al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Ha pubblicato vari saggi sul pensiero politico, la filosofia delle scienze sociali e l’estetica dell’età medievale e rinascimentale. La sua più recente attività di studio è orientata alla simbolica politica, una prospettiva di ricerca per la quale ha curato i volumi La spada e il labirinto (Napoli 2008), L’angelo e la fenice (Napoli 2009), Atrium Libertatis (Napoli 2010), nonché i lavori monografici Sguardi in ascolto. Il simbolo tra parola e immagine (Modena 2011, con G. Lombardo), Machina Mundi. Incursioni simbolico-politiche nell’arte federiciana (Milano 2012) e Arcana tabula. Il pittore. La dama. Il liocorno (Capua 2014).

Nato per confutare il perduto Elogio della chioma di Dione di Prusa, Elogio della calvizie è un breve scritto polemico che sarcasticamente respinge ad uno ad uno gli argomenti a sostegno di una folta capigliatura e, con brillanti paradossi, giunge – addirittura – ad esaltare la calvizie. Quando al dramma della caduta dei capelli – di cui cerca faticosamente di farsene una ragione – si aggiunge la beffa di uno scritto polemico (che riaccende un dolore mai del tutto sopito), Sinesio si trova costretto a combattere su due fronti, quello della natura e quello della cultura. Decide così di accettare una sfida davvero difficile: difendere la calvizie e far vergognare i capelluti richiede, infatti, una sottigliezza d’ingegno e un’abilità retorica di gran lunga superiore a quella del suo zazzeruto antagonista. E tuttavia il vescovo-filosofo, convinto del fatto che capelli e intelligenza difficilmente possano coesistere (com’è dimostrato dal fatto che gli animali generalmente ritenuti più stupidi sono anche i più pelosi), ci presenta una serie infinita di argomentazioni – talvolta ai limiti del paradosso – che, facendo arrossire ogni capellone, ci convincono della bontà delle sue tesi.
Sinesio di Cirene (370-413) fu un raffinato uomo di cultura e un protagonista delle vicende politiche e religiose dell’Africa settentrionale tra il IV e il V secolo d.C. Allievo di Ipazia ad Alessandria, completò i suoi studi ad Atene e ad Antiochia. Vastissima la sua cultura filosofica, letteraria e scientifica, arricchita dalla frequentazione dei classici. Prese parte attiva alla difesa della Cirenaica dalle invasioni barbariche e, in virtù dei meriti militari acquisiti e della straordinaria capacità di argomentazione, gli fu affidata, una delicata missione diplomatica a Costantinopoli, dove, nel 399, innanzi all’imperatore Arcadio, pronunciò uno splendido discorso, il De regno, ascrivibile al genere degli specula principum. Ritornato in patria e abbandonata l’amata Cirene, si trasferì a Tolemaide, dove fu acclamato vescovo dal popolo. Dopo molte incertezze, legate alla possibilità di conciliare la sua formazione neoplatonica con alcuni dogmi cristiani, accettò la cattedra episcopale. Della sua vasta produzione di scritti ci restano 156 Lettere, 9 Inni, e varî scritti, tra cui Dione, De insomniis, Gli Egizî o della provvidenza e il sarcastico libello Elogio della calvizie.