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Treni. Passeggero fa scappare intero scompartimento per ‘puzzo’ nauseabondo

(di Daniele Palazzo). Quando per un motivo, quando per un altro, la linea ferroviaria Napoli-Roma, cosiddetta “Direttissima”, spesso e volentieri, al centro delle cronache. Questa volta, gli atavici problemi tecnici che, praticamente, da sempre, affliggono la medesima tratta ferrata, non c’entrano proprio un bel niente. Il nuovo episodio di disagio per i passeggeri, a causa di del fetore nauseabondo che, a dire di alcuni passeggeri, quelli che, sistematisi nello scompartimento Nr 12, occupavano i posti assegnatigli in fase di prenotazione, emanava un viaggiatore. Proprio per l’afrore e il puzzo, a loro dire, insopportabili, che aleggiavano nell’aria del “12”, uno dopo l’altro, gli occupanti lo scompartimento stesso, se ne sono allontanati. Non prima, però, di avvertire il Capotreno dell’accaduto. Il treno “incriminato” era patito, nella notte, da Torino per Napoli Centrale, dove è giunto alle ore 10.12 di questa mattina. Ma, andiamo per gradi. Nella stazione di Colleferro, è salito un giovane senegalese che, notato che nello scompartimento Nr. 12, c’era un posto libero, vi ci si è seduto. Non l’avesse mai fatto! Tutti gli i viaggiatori che sedevano nelle sue vicinanze, ritenendo che l’appestatore dell’aria fosse lui, lo hanno lasciato solo, andando a cercare, con la speranza di trovarne di più consone ai loro delicati sistemi olfattivi, altre sistemazioni. Dopo pochi minuti, il giovane in parola è stato avvicinato da un controllore, che, tra l’atro, ha scoperto che il ragazzo viaggiava senza biglietto. In condizioni normali, il convoglio in questione sarebbe stato fermato nella stazione successiva e l’uomo consegnato nelle mani della Polferr ivi operante. Senonchè, la stazione successiva era proprio quella di Napoli Centrale. Quì, il ragazzo, che era stato costretto a stare fuori dello scompartimento dello “scandalo” per tutto il tragitto, è sceso, con mossa fulminea, dal treno, dileguandosi tra la folla. Davanti ad una notizia del genere, i soliti benpensanti, quelli che, per intenderci, non la fanno buona a nessuno, avranno già tratto le loro miopi e misere conclusioni. A nostro modesto parere, però, è sempre bene fare un doveroso distinguo. Chi siamo noi, infatti, per distribuire, a destra e a manca, sentenze di condanna, magari generalizzanti, senza prima mettersi nei panni di chi, qui, da noi, è costretto a condizioni di vita ai limiti della decenza umana ed anche al di sotto di quella? Quanti di noi, pur consapevoli che i nostri avi, emigranti per necessità lavorative e che, in condizioni simili, sono stati trattati anche peggio di quello che noi, oggi, gridando falsamente all’“untore”, preferiamo “dimenticarci” delle nostre origini cristiane, dando corso a diaboliche e mortificanti sceneggiate che a tutto si ispirano tranne che ai dettami evangelici e ai continui moniti di Papa Francesco ad essere più vicino al nostro prossimo e al bellissimo e santificante messaggio d’Amore Universale che, ogni giorno, attraverso i magnifici e santificanti esempi di vita, vera e spiritualmente pregna, ci giungono da Dio Padre, dal suo Divino Figliolo e dalla Vergine sua Madre? Si ricordino i nostri lettori che, anche se, apparentemente, si vive meglio pensandola come certi soggetti politici, italiani e europei ed extraeuropei, noi apparteniamo all’Esercito dei “Figli della Luce”, non all’“Armata delle Tenebre!”