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Interrogazione a risposta immediata alla camera dell’on. Gigli sul gender nelle scuole

(IlMezzogiorno) ROMA Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02947 presentata dall’onorevole
GIGLI Gian Luigi, Martedì 11 aprile 2017, nella seduta n. 778. GIGLI. – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. – Per sapere – Premesso che: in occasione dell’approvazione definitiva da parte della Camera dei deputati della legge 13 luglio 2015, n.  107, cosiddetta «Buona scuola», il Governo ha accolto in data 8 luglio 2015 ben due ordini del giorno in cui  si impegna, «ad escludere ogni interpretazione che apra alle cosiddette teorie del gender, a prevedere che  le disposizioni applicative del comma 16 del provvedimento in esame e delle parti del suddetto piano  destinato alla scuola siano adottate con il concorso di tutti gli attori del mondo scolastico e sociale» (n.  9/02994-B/005), nonché «a promuovere il contrasto alla violenza e ad ogni forma di discriminazione
evitando strumentalizzazioni dell’approccio di genere nella pratica educativa e didattica» (n. 9/2994-B/88);
con la circolare del 15 settembre 2015, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha dato

direttive ai responsabili delle istituzioni scolastiche, affermando che tra le conoscenze che la scuola deve
trasmettere «non rientrano in alcun modo né «ideologie gender», né l’insegnamento di pratiche estranee
al mondo della scuola»; nell’atto di sindacato ispettivo n. 3/01794 del 28 ottobre 2015, si segnalava il finanziamento da parte della  giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, con delibera n. 2182 del 22 novembre 2013, del progetto «A
scuola per conoscerci», promosso dalle associazioni lgbt, con espliciti riferimenti alla teoria gender;
per l’anno scolastico in corso il progetto, rifinanziato dalla regione Friuli Venezia Giulia con 15.000 euro,
viene giustificato con il riferimento al comma 16 della citata legge n. 107 del 2015, come documentato, ad
esempio, dalla circolare emanata nel liceo statale «Francesco Petrarca» di Trieste; in risposta al citato atto n. 3/01794, l’allora Ministro Giannini aveva affermato che alle famiglie spettava il  diritto «di accedere a queste iniziative in maniera facoltativa», intendendo ovviamente con ciò che il  progetto avesse carattere extracurriculare;
nel frattempo si sono aggiunte altre iniziative curricolari che fanno esplicito riferimento alla teoria gender,
come lo spettacolo «Fa’afafine. Mi chiamo Alex e sono un dinosauro», svoltosi il 24 gennaio 2017 nel Teatro
«Verdi» di Pordenone, e successivamente in altre città italiane –:
quali tempestive iniziative intenda adottare, a fronte della situazione rappresentata in premessa, per
garantire il rispetto di quanto stabilito a livello statale nel campo dell’educazione e dell’insegnamento, con
particolare riferimento alle citate direttive, confermando, quantomeno, l’orientamento del Ministero
dell’istruzione, dell’università e della ricerca sulla facoltatività di tali progetti in ambito scolastico. (3-02947)