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Telefonia. Cellulari italiani all’estero, ecco come le compagnie aumentano le tariffe

L’Unione Europea ha imposto alle compagnie telefoniche di tutti gli Stati membri delle tariffe standard convenienti ed uguali ovunque. Attualmente ai sensi del regolamento n.2120/2015 sono: 6,1 centesimo al minuto per chiamare l’Italia dall’estero, 1,39 cent. per ricevere, 2,44 centesimi per inviare messaggi e circa 6 centesimi a megabytes per navigare.
Sono delle tariffe oneste, utili sia a chi viaggia sporadicamente, ma anche ai residenti italiani all’estero, magari per ricevere chiamate sul proprio numero di sempre.
Le compagnie italiane per aumentare il costo delle tariffe imposto dall’Unione Europea, si sono inventate questo meccanismo: le tariffe sopra descritte sono valide solo per chi ha tariffe a consumo e non per chi ha tariffe tutto compreso, ovvero la stragrande maggioranza degli italiani. Così chi ha tariffe a tempo, tipo 10 euro al mese in Italia per 500 minuti, 1000 sms e Internet illimitato all’estero si vede applicato automaticamente, anche se non richieste, tariffe simili a questa: 2 euro al giorno più 15 centesimi per chiamare/ricevere/mandare messaggi. Una tariffa per nulla conveniente. Questa tariffa, ripetiamo, applicata automaticamente, può essere disattivata attivandone altre che comunque non sono mai così competitive, come quelle imposte dal nuovo regolamento europeo.

In conclusione all’estero conviene utilizzare un numero di telefono che abbia una tariffa telefonica a consumo in Italia, in modo che all’estero venga applicata quella imposta dal regolamento. Solo che in Italia di tariffe a consumo ne sono rimaste ben poche: Wind Tre ha la tariffa Wind2, la Tim una a secondi; insomma bisogna sempre informarsi e seguire tutto con attenzione perchè in Italia la ‘furbata’ è sempre in agguato (Gianluca Parisi).