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Capua. Il terminale degli autobus in piazza d’Armi versa in condizioni pietose

Infrastrutture per i trasporti pubblici fatiscenti e con standard che non sono a norma con le direttive europee per il trasporto.
E’ questo il quadro che emergerebbe, se un commissario per i trasporti controllasse lo stato dei trasporti pubblici nella cittadina.

Hai voglia a pubblicizzare le attrattive turistiche della città, se non si è muniti di una valida rete informativa sui trasporti pubblici, nessun turista da Napoli o Caserta raggiungerà la città. Se arrivi alla stazione ferroviaria e vuoi raggiungere il capolinea dei bus neanche il vecchio proverbio “Ca lengua e ca’ freccia vai a tutte parte” ci viene in soccorso (..domandando e guardando le indicazioni puoi raggiungere qualsiasi destinazione ndr.). Alla stazione ferroviaria non un’insegna, nessuna indicazione, solo google maps può essere d’aiuto. Quando arrivi nei pressi di piazza d’Armi fai fatica a districarti: i bus della locale compagnia di trasporti parcheggiati alla rinfusa per evitare le buche che quando piove si riempiono d’acqua. Tutto a cielo aperto; i viaggiatori di devono bagnare d’inverno o sudare per il calore estivo, così come il personale addetto alla biglietteria abbandonato in un gabbiotto-container lasciato in ammollo al caldo asfissiante.

Gli orari sono stampati su manifestini vecchi e sbiaditi, sul sito informazioni eternamente “in fase di miglioramento”. Può capitare che se ti distrai, il bus che stai aspettando da un’ora ti parte davanti senza accorgertene perché l’autista solo all’ultimo momento sa quale mezzo prendere e appone la tratta su un tabellone rigorosamente stampato e non di rado scritto su un cartone a mano. I bus sono accostati e fatichi a capire quale sia il tuo; eppure piazza d’Armi è grande, un terminal dei bus con la T maiuscola sarebbe occasione per produrre reddito, commerci. Basta rendere lo spazio comodo e accogliente, con tettoie aperte per riparare dalla pioggia o dal caldo, con terminal numerati a seconda della tratta, bagni (anche a pagamento), bar, bancarelle… invece siamo al nord del Meridione d’Italia, dove inizia il degrado. Siamo a Capua città ormai abbandonata dove il ponte che collega l’uscita autostradale a nord della città è interdetto alla circolazione dei mezzi pesanti, così i bus sono costretti a ‘guadare’ il fiume Volturno facendo un lungo giro nelle periferie per raggiungere il ponte di Annibale, dal nome dl generale africano di Cartagine che ne costruì uno migliaia di anni fa per scopi militari. Se un commissario per i trasporti dell’Unione Europea, che eroga fondi alla Regione Campania, controllasse lo stato dei trasporti pubblici nella cittadina, cosa accadrebbe?

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