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Caserta. Lettera aperta per il gay pride. Evitiamo vetrine poco edificanti.

(Caserta24ore) CASERTA Al Sig. Ministro dell’Interno p. t. Dr. Matteo Salvini, Al Sig. Questore p. t. di Caserta Dr. Antonio Borrelli, Ai Vescovi delle Diocesi di Caserta, Capua, Teano-Calvi, Sessa Aurunca, S.E. Mons. Giovanni D’Alise, S.E. Mons. Salvatore Visco, S.E. Mons. Giacomo Cirulli, S.E. Mons. Orazio Francesco Piazza,Ai Sacerdoti di Caserta. Domenica 16 giugno di quest’anno la nostra amata città di Caserta sarà invasa dal gay pride (come nel passato con il patrocinio e l’avallo del Sindaco Carlo Marino e della Provincia di Caserta), come accaduto per Roma di recente e come accadrà – ahinoi – anche per la città di Pompei. Si tratta di un corteo la cui natura non necessita di commento alcuno, se solo si osservano le immagini cui ci vogliono abituare da anni. Ma noi non ci abituiamo. Noi vogliamo perseverare nel difendere i nostri figli, la famiglia, le fondamenta della natura umana, della legge naturale, del buon senso e delle leggi ancora vigenti. Già due anni or sono avevamo ricordato, e lo facciamo ancora, che nel corso di simili pubbliche manifestazioni non ci si limita a esternare il proprio pensiero, ma ci si lascia anche andare da parte di taluni e nelle pubbliche vie, ad atti volgari e osceni. Le foto di pochi giorni or sono, del gay pride romano, hanno ancora una volta dimostrato che è concreto il rischio di esposizione dei minori a scene in non pochi casi davvero disgustose e comunque tali da ledere la pubblica moralità se non addirittura costituire in qualche caso fatti penalmente rilevanti. Pertanto al Sig. Questore di Caserta si chiede di valutare la reale portata della manifestazione, per la quale verosimilmente sarà intervenuta la prescritta comunicazione di cui al T.U.L.P.S. (R.D. 18 giugno 1931, n. 773). Da parte delle sigle LGBT, che intendono realizzare il corteo e di conseguenza impedire che, nel corso della manifestazione di sabato, possa in alcun modo essere violato l’ordine pubblico o la moralità pubblica (ad impedire ciò valga quanto statuito dall’art. 18 T.U.L.P.S.) e prevenire in ogni caso anche l’astratta possibilità che taluno, foss’anche isolatamente, possa realizzare atti penalmente rilevanti. Infine, ma non per ultimo, ci rivolgiamo ai nostri amati Pastori, alle Congregazioni della Santa Sede (per le loro specifiche competenze) ai Vescovi quali guide dei fedeli casertani (e ai Sacerdoti della Chiesa Cattolica): Un variegato mondo associativo trasversale si fa portavoce di quella rivoluzione antropologica, voluta anche da potenti lobbies internazionali e – tra gli altri – dal banchiere Georg Soros. La gravità del contesto, caratterizzata dal “Pensiero Unico” di cui parla il Papa, è giunta al punto da coinvolgere pezzi di associazioni in qualche modo vicine alla Chiesa. Quest’anno a patrocinare una manifestazione contro il disegno di dio Creatore e contro la verità dell’uomo, quale è il “gay pride”, si fanno avanti l’associazione “Libera” di Don Luigi Ciotti e il “comitato Don Peppe Diana”, come si evince anche dal sito ufficiale https://www.casertapride.it/manifesto/ e dai manifesti affissi in varie località oltre che nel capoluogo casertano. Supplichiamo i Pastori e i Sacerdoti, come loro figli devoti seppur preoccupati, che prendano atto della “marea nera” antropologica che incombe a disdoro delle giovani generazioni e che non mancherà di avere perniciosa incidenza su quei giovani per i quali giustamente i Vescovi e il Papa hanno tanto a cuore al punto da aver organizzato l’importante e vicino “Sinodo dei giovani”. Vogliano i nostri Pastori dunque tutelare la Verità e la salvezza delle anime, assumendo una posizione coraggiosa e chiara su quanto si sta verificando a Caserta. A tal fine chiediamo anche che si organizzino nelle Diocesi e nelle Parrocchie, Sante Messe e momenti di preghiera in riparazione di questa imminente performance “trans umana” e culturalmente devastante, che sta per scorrere per le nostre strade. Ma ancora una volta (come due anni fa, purtroppo inascoltati) chiediamo una parola pubblica e chiara dei Pastori, rivolta ai fedeli e a tutti i cittadini, perché sia confermata la sana Dottrina, contenuta nella Rivelazione e da sempre insegnata dalla Chiesa. Questo è uno di quei momenti, riteniamo, in cui siamo chiamati ognuno per il suo specifico ruolo, ad alzare la voce (Is, 58: “Grida a squarciagola, non aver riguardo; come una tromba alza la voce…..dichiara al mio popolo i suoi peccati”).

Giuristi per la Vita (Caserta) – Avv. Fabio Candalino
Comunità Opzione Benedetto Avv. Giovanni Formicola
Alleanza Cattolica (Caserta) – Dr. Roberto Pugno
Associazione “No 194” Prof. Paolo Mesolella