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L’Ambiente della Romania con Marmosim, un’azienda all’avanguardia tecnologica ed artistica

Giuseppe Pace (Perf. in Ingegneria del Territorio Università di Padova ed ex prof. in Romania). Della Romania, lo ripeto da anni, in Italia si conosce poco, nonostante decine di migliaia di aziende italiane là de localizzate e oltre un milione di immigrati romeni che lavorano in Italia. La lingua, le tradizioni e la vicinanza nella comune casa dell’Unione Europea sono fattori che rendono più facile lo scambio di persone e merci tra Italia e Romania. Vicino a Deva, città della Transilvania occidentale, c’è una più piccola città denominata Simeria, dove ha sede Marmosim, la più eccellente fabbrica di marmi della Romania e non solo. La pietra angolare di Marmosim fu messa nella seconda metà del XIX sec. quando il Marmo della cava di Ruschita iniziò ad essere prodotto. La cava divenne operativa dal 1883 e da allora generazioni di minatori hanno dedicato la loro vita per mettere in evidenza la particolare bellezza di questo marmo. All’inizio del XX sec. nelle vicinanze della cava, insieme con l’attività di estrazione del marmo, iniziò la sua lavorazione. Il primo documento in cui è stata citata la società risale al 1926. A partire dal 1960, fu creata la fabbrica di Simeria per poter lavorare i blocchi di marmo e travertino nella zona. La fabbrica appartenne allo stato fino al 1998, quando TitanMar acquisì la quota di maggioranza. Così oltre 75 anni di esperienza accumulata MARMOSIM e sono stati aggiunti l’entusiasmo e la squadra giovanile al TitanMar insieme per formare una forza che è riuscito a imporre la bellezza e la nobiltà del marmo nel paese ea livello internazionale. Il palazzo di Nicolae Ceausescu oggi sede del Parlamento della Romania a Bucarest fu reso spettacolare dai marmi di Marmosim.

Palazzo del Parlamento della Romania. Autore in stazione ferroviaria Nord di Bucarest e a Piazza S. Marco di Venezia
Nel 2006 con due padovani, il dr. Mario Zaccaria e Roberto Tisato, abbiamo visitato la cava di marmo di Ruschita, che è una delle sei cave di Marmosim. I blocchi di marmo erano posti a gradoni in una grande cava nascosta in una gola montuosa e dunque a zero impatto visivo. Significa che gli specialisti di Marmosim, tra cui alcuni tedeschi, curano anche gli aspetti ecologici, riducendo al minimo l’impatto ambientale negativo. Bisogna però chiarirsi su cos’è l’ambiente.
Autore in servizio al Colegiul Tehnic “Transilvania” di Deva nel 2004 mentre spiega l’evoluzione ambientale
Esso è un insieme quasi inscindible di natura e cultura. Dire pertanto ambiente significa dire anche società, economia, uomo e non solo natura, come molti erroneamente credono. L’Ambiente della Romania lo scrivente lo ha fatto conoscere, sia pure in parte non del tutto piccola, attraverso 4 libri di cui 3 online con leolibri.it e 1 con Sapere Edizioni, oltre a molti articoli con media romeni come: Vox Libri, Ardeal Literar, Calàuza noàstra, Mondo d’Oggi di Deva, Banchetul di Petrosani, Bibliotecaria di T. Mures, Insieme di Bucarest, Art-Emis di Stoccarda, ecc.. Un recente articolo su di un media italiano descrive l’ambiente storico, architettonico e mitico del castello di Hunedoara, dove nel XV sec. Giovanni da Capestrano (poi proclamato Santo) fu inviato dal Papa da I. Hunyadi.
Tavolo di salgemma, museo di geologia di Bucarest e minerali che sono parti di rocce
Con i marmi di Marmosim fu abbellito il Palazzo di Nicola Ceausescu a Bucarest. Di questo palazzo, sede dei due rami del Parlamento romeno, si sente parlare molto ancora prima di vederlo. Gli aggettivi con cui si descrive non sembrano riuscire a contenere la sua mole e i numeri che lo definiscono appaiono esagerati. “Il più grande edificio del mondo, secondo solo al Pentagono, 3100 stanze, 86 metri d’altezza”, e via di seguito. Nel 2007 sono entrato in questo grande gioiello architettonico romeno con la colta collega in servizio a Bucarest, prof.ssa Emanuela Petruzzo.
A mano a mano che si visita, ci si rende conto che il dittatore Ceausescu, che ne aveva ordinato la costruzione nel 1984 per farne la sua reggia (a cui, però aveva dato il nome di Palazzo del Popolo) poteva disporre di architetti romeni di ottimo livello.
Interno del Palazzo dei due rami del Parlamento della Repubblica di Romania con marmi di Marmosim
L’interno del Palazzo del Parlamento non manca di una sua originalità. La visita può diventare un percorso tra la storia e l’ambiente naturale della Romania. I materiali con cui è stato costruito il “Palazzo nebun” (Palazzo del matto) sono romeni e passeggiare tra i saloni e i corridoi equivale a fare un giro tra le materie prime pregiate e il lavoro artistico di tutto il Paese: marmi, legni pregiati, cristalli, enormi tappeti ed arazzi.
Dalla terrazzo del palazzo si vede lo scenografico Corso del Popolo voluto da Nicolae Ceausescu
Cava di Reschita
L’ambiente della Romania comunque è ricco di natura, storia, arte, economia di miti e leggende, che sono state alimentate dall’isolamento geoeconomico dei monti Carpazi nel medioevo. La geologia della Transilvania è poco nota agli italiani, ma a Marmosim molto di geologia, petrografia, mineralogia, paleontologia, ecc. è possibile esaminare attraverso i suoi marmi. I pavimenti in marmo sono una soluzione elegante e di classe tanto per interni che per esterni. I prezzi dei materiali possono oscillare fra i 20,00 € e i 102,00 € a mq, mentre per la messa in posa si potranno spendere tra i 19,00 € e i 45,00 € per mq a seconda della lavorazione. Il marmo è una pietra calcarea disponibile in molti colori. Utilizzato fin dall’antichità nella costruzione e decorazione degli edifici, è stato fin da subito apprezzato non solo per il pregio estetico ma anche per la resistenza. Questa pietra naturale nasce come roccia calcarea formata da calcite che nel sottosuolo subisce una serie di trasformazioni coinvolgenti la sua stessa struttura fisica e chimica. L’intenso calore e la fortissima pressione a cui è sottoposta quando si trova in presenza di magma converte la morbida calcite in roccia di marmo grazie ad un processo di ricristallizzazione, cioè al riposizionamento dei cristalli di calcite il cui prodotto finale è il carbonato di calce, di cui alcune varietà di marmo possono contenerne fino al 95%. Il marmo viene tagliato nella cave in lastre da macchine speciali e con particolari tecniche che si sono evolute fin dall’antichità. Grazie a successive lavorazioni assumono i formati commerciali e vengono lucidate a macchina. I moderni processi di estrazione e taglio della pietra hanno reso piuttosto conveniente il ricorso a questo materiale in edilizia, dove il marmo viene considerato il re tra le pietre da costruzione. Dal punto di vista prettamente tecnico le proprietà più importanti della lastra di marmo sono la resistenza alla flessione e la resistenza agli urti, quest’ultima particolarmente rilevante se la lastra viene impiegata nelle pavimentazioni. Ruschita è forse la più estesa cava di marmo della Romania, in funzione dalla fine del secolo XIX. Essa produce marmi tra i 600 e gli 850 metri di quota, a sud dei monti Poiana Rusca, Caras-Severin, e opera in un’area di 43 ettari. I principali prodotti rocciosi sono i blocchi per la lavorazione ornamentale nonché il marmo macinato che è materia prima per le polveri micronizzate. La capacità produttiva supera i 15.000 m3 blocchi anno. Il marmo è una roccia metamorfica composta da rocce sedimentarie carbonatiche, metamorfizzate in condizioni di alta temperatura e pressione. Presenta una grande varietà di sfumature di colore: bianco-giallo, porto, rosa pallido e rosa, con struttura e struttura compatta. La densità apparente è: 2704 kg/m3 – EN 1936 (1999); Porosità: 0.3 V% – EN 1936 (1999); Resistenza: 16.4 MPa – EN 12372 (1999); Energia di rottura: 5 J – EN 14158 (2004). Negli ultimi 10 anni, il marmo di Ruschita è stato utilizzato nei progetti: stazione di Kowloon (Hong Kong), di Ardmore Park (Singapore), di Marunouchi Centro, Soka e Roppongi Asahi TV (Giappone) e in qualche lavoro speciale come per il sultano del Brunei, alla casa di Gianni Versace a Miami, alla sede della BBC a Mannheim Germania, Villa Rebekah a Miami, villa a Monte Carlo di M. Schumacher. Cava di Baschioi
La seconda cava di Marmosim è quella di calcare di Baschioi. Il calcare è sfruttato nella fossa a cielo aperto nell’area montuosa Dobrogei pre-Montana nell’area della Judet di Nicolae Balcescu e nella Judet di Tulcea, in un’area di 11 ettari. I blocchi beige monocolore sono adatti sia per il compensato che per i prodotti di intaglio. Il calcare di Baschioi è una roccia sedimentaria, formata dalla deposizione di frammenti carbonatici e reticolati, cementati con legante carbonatico. Lo sfondo colorato è beige dall’aspetto naturale, e in termini di caratteristiche fisico-meccaniche ha una buona resistenza all’usura. I caratteri fisico- meccanici sono: densità apparente: 2375 kg / m3 – EN 1936 (1999); Porosità: 8,4 V% – EN 1936 (1999); Resistività alla flessione: 17,5 MPa – EN 12372 (1999); Energia di rottura: 5 J – EN 14158 (2004)
Cava di Podeni
Altra cava importante di Marmosim è la cava di calcare di Podeni. Il calcare del podio è una roccia sedimentaria formata dalla deposizione di componenti fossili e di elementi di aggiunta di carbonati. Lo sfondo, beige uniforme, è pigmentato con fossili. Inizialmente mostra una ridotta resistenza all’usura, ma in seguito dopo diversi cicli di asciugatura a secco, questa caratteristica migliora in modo spettacolare con l’autoalimentazione. I blocchi di calcare sono estratti nella fossa aperta nelle colline calcaree di Chezi Turzii, comune Moldovenesti, nella contea di Cluj. Finito in compensato e intagli è stato utilizzato in edifici importanti come: Palazzo del Parlamento, Palazzo del Telefono, Iulius Mall, Timisoara, ecc. Caratteri fisico-meccanici. densità apparente: 1.894 ᵧa.104; N / m3 – SR EN 1936: 2001; coefficiente di sensibilità al gelo: 19,46% – SR EN 12371: 2001; resistenza alla flessione: 2.003 MPa; N / mm2 – EN 12372 AC: 2002.
Cava di Pietroasa
Altra cava di Marmosim è la cava di andesite di Pietroasa. Essa è aperta nella zona collinare vicino a Deva, Judet Hunedoara, ad un’altitudine media di + 350 m. L’andesite è una roccia eruttiva con una struttura in vetro porfirico e una struttura compatta. Lo sfondo grigio pigmentato omogeneo viene utilizzato principalmente negli elementi di design esterno. I caratteri fisico-meccanici sono: resistenza alla flessione: 12,46 MPa – SR EN 12372 AC: 2002; resistenza alla flessione dopo il gelo: 11,46 MPa – SR EN 12372 AC: 2002 assorbimento d’acqua: 3,39% – SR EN 13755: 2002; volume apparente variabile V: -0,01% – SR EN 12371: 2001.
Cava di Carpinis
Di Marmosim è la cava di travertino di Carpinis. Il travertino di colore da medio a giallo chiaro a medio-leggero viene sfruttato nella fossa aperta sulle colline sul lato destro della valle di Mures, vicino alla città di Simeria, il villaggio di Carpinis, nella Judet di Hunedoara. Insieme al travertino di Geoagiu è l’unica risorsa di questo tipo nel Paese. Il travertino è una roccia sedimentaria formata dalla precipitazione di soluzioni idrotermali. L’aspetto strutturale del travertino è dato dalla densità, dalle dimensioni e dalla distribuzione spaziale dei vacuoli. A volte il travertino può avere un aspetto di betulla. Ha una resistenza media comune e viene utilizzato per la placcatura verticale e orizzontale. I suoi caratteri fisico-meccanici sono: densità apparente: 2,25 kg / dm3; porosità: 16%;
Cava di Geagiu
Altra cava è a Geagiu Area di travertino Geoagiu Carriera aperta nei pressi della città termale di Geoagiu-Bai, Judet Hunedoara, allo scopo di sfruttare il travertino beige-marrone (medio-scuro). Insieme al travertino Carpinis, le uniche risorse di questo tipo si trovano nel paese. Il travertino è una roccia sedimentaria formata dalla precipitazione di soluzioni idrotermali. L’aspetto strutturale del travertino è dato dalla densità, dalle dimensioni e dalla distribuzione spaziale dei vacuoli. A volte il travertino può avere un aspetto di betulla o di caricatura. Avere una resistenza media comune viene utilizzato per la placcatura verticale e orizzontale. Caratteri fisico-meccanici: Densità apparente: 2489 kg/m3 – EN 1936 (1999); Porosità: 3.2 V% – EN 1936 (1999); Resistenza: 10.6 MPa – EN 12372 (1999); Energia di rottura: 3 J – EN 14158 (2004). I primi ad utilizzare il marmo in lastre furono i Romani che inventarono il cemento per legare le lastre stesse. Roma faceva giungere marmi da tutto il territorio imperiale, ma dalla Romania, ex Dacia, però i Romani importarono soprattutto oro scavato con miniere trapezoidali nei monti Apuseni a Nord di Deva e di Alba Iulia da me visitate nel 2005, dove pare si ricavano mediamente 5 grammi di oro per tonnellata di materiale roccioso con minerali auriferi. A Brad vi è il Museo dell’Oro o Aur, unico in Romania.
Cave moderne a cielo aperto di oro scavate da ditte canadesi, vecchie miniere attive e antiche miniere romane nei monti Apuseni
In Romania però molti turisti vanno in cerca delle orme di Dracula o voivoida Vlad III, che fu prima ospite da bambino del nobile ungerese e cattolico Matia Corvin e poi per 7 anni imprigionato nel castello di Hunedoara, dove a mezzanotte scenderebbe come corvo nero dal camino del monaco francescano”spione del papa di Roma”, successore all’altro francescano S. Giovanni da Capestrano.
IIl più grande Castello romeno medievale gotico della città di Hunedoara di Hunyadi, Corvino e San Giovanni da Capestrano.
La Transilvania medievale era ancora più di oggi isolata tra i monti Carpazi e con almeno tre etnie di popolazioni: ungherese e cattolica, sassone con cavalieri teutonici e romena ortodossa. Le tre etnie spesso erano spesso in lotte intestine tra loro con tradimenti ed assassini tra nobili, in tale clima sociale Bram Stoker ha tratto la leggenda del Vampiro per antonomasia, che attira il turismo.
Il Marmo Oxford Rose Ruschita è un marmo romeno, molto fine e dai colori delicati, è caratterizzato dal fondo bianco e venature rosa e alcune leggermente grigio chiaro. Spesso usato per rivestimenti e pavimenti del bagno.
Nella valle del fiume Nandru, a sud dei monti Poiana Rusca delle Alpi Transilvaniche, nel 2007, ho rinvenuto alcuni fossili di Eunerinee e le ho classificate anche per due nuove specie come pubblicato il 30 aprile 2012, in Mezzogiorno di Terra di Lavoro. La valle del fiume Nandru, dove sono stati rinvenimenti i fossili in esame è situata a 45 gradi, 47 primi N. e 22 gradi, 54 primi E., in Transilvania, Romania. La valle intramontana è a 285 metri di quota e là, sia nel torrente di un affluente del Nandru a 370 metri di quota, sia nel vicino ed esteso bosco di faggi e, in gran parte, lungo una pista coperta di foglie secche, a 400-500 metri di quota, sono stati rinvenuti molti fossili di Molluschi. Per ora si sono classificate 3 specie, che sono: Criptoplocus macrogonius (Thurmann, 1877); Eunerinea transilvanica romàniae (Pace 2011) e Ptygmatis nerinea carpatica (Pace 2011). Una specie nuova a cui si dà il nome di Eunerinea transilvanica romaniae per la locailità della Transilvania e della Romania, dove è stata trovata con il cognome dell’Autore tra parentesi come pure si riporta il cognome per la Ptygmatis nerinea carpatica (PACE 2011). Molti dei fossili romeni erano ben conservati per l’ombra dei faggi e per il materasso di foglie e rami secchi che li coprivano. Alcuni si vedevano a cielo aperto, altri ben nascosti, ma quasi tutti in superfice. Il territorio fossilifero appartiene al piccolo Comune di PestiSu-mic con meno di 200 residenti (183 nel 2002) e a poche decine di km da Deva e da Hunedoara o città dell’acciaio (la Torre Eiffel fu edificata, in parte, con l’acciaio di Govasdie-Hunedoara). I fossili del grosso philum Molusschi dimostrano un’enorme varietà di struttura (oltre 800.000 specie viventi note) che si esplica nelle tre grandi classi dei Gasteropodi, Lamellibranchi e Cefalopodi, insieme alle quattro classi minori dei Monoplacofori, Poliplacofori, Solenogasteri e Scafopodi. L’età dei Molluschi, soprattutto Gasteropodi Nerinee, si aggira tra il Giurassico superiore ed il Cretacico inferiore o meglio tra l’Oxfordiano superiore al Titonico superiore. Le specie di Nerinee, sopra citate, hanno tutte una distribuzione stratigrafica, ben nota come segnala anche Sirna (1968), passano dall’Oxfordiano-Kimmeridgiano della Francia via via al Titonico superiore (come nel caso delle nostre Nerinee, in Romania, nella valle del fiume Nandru) del Caucaso, sembrerebbe che ci sia stata una migrazione delle specie dal dominio occidentale a quello orientale. Si ritiene che i primi Gasteropodi si siano formati circa 500 milioni di anni fa e che la loro forma abbia subito una torsione per difendere i visceri e il capo dall’ambiente ostile esterno. Sono 35000 le specie note. Il calcare compatto della valle del Nandru, ha una stratigrafia con presenza di fauna superficiale più ricca (altri fossili della valle del Nandru sono ancora da esaminare meglio) di Molluschi Nerinee, che testimoniano un ambiente di vita marino dell’Era Mesozoica, periodo Giurassico superiore (161,2-145,5 mil. di anni) distinto in tre epoche (Oxfordiano, Kimmeridgiano e Titoniano). I fossili Nerinee della valle del fiume Nandru hanno un’età di circa 150 milioni di anni, che vivevano in un ambiente marino bentonico di piattaforma continentale, ricca di argilla che ha permesso una buona fossilizzazione e conservazione. I Molluschi Gasteropodi costituiscono la maggior parte dei fossili rinvenuti nella valle del piccolo fiume Nandru sia nel 2007 che nel 2008, sono in strati superficiali boscati.
Valle del fiume Nandru sui monti Poiana Rusca, dove l’Autore ha scoperto fossili di Eunerinee e galleria dell’oro
La storia evolutiva dei Molluschi è molto lunga e risale all’inizio dell’era Paleozoica con molti resti fossili grazie alla presenza della conchiglia. Questo philum è più evoluto degli Anellidi, con la scomparsa della metameria, ad eccezione di tracce di metameria che sono visibili nella conchiglia dei Poliplacofori. Essa è formata da otto piastre e soprattutto nei più primitivi Monoplacofori, in cui nonostante che la conchiglia sia formata da un unico pezzo, i muscoli conchigliari sono metamerici come anche le branchie. Essi hanno, rispetto agli Anellidi, più marcata cefalizzazione e corpo voluminoso anteriore. Nei Lamellibranchi il capo praticamente scompare, mentre nei Cefalopodi raggiunge la massima complessità come nelle Ammoniti. Data la geologia, la stratigrafia e l’orogenesi del luogo, esteso a tutto il comprensorio dei monti Poiana Rusca nella Regione di Hunedoara, che ha Deva per capoluogo con un Liceo straniero sezione bilingue italiano ”Transilvania”, si può ritenere che l’età media dei fossili rinvenuti si aggiri intorno ai-100 milioni di anni. Essi si sono formati prima dell’orogenesi alpino-carpatica. I Monti Poiana Rusca appartengono alle Alpi Transilvaniche o Carpazi Meridionali, che si sono formati con l’orogenesi alpino-himalayana, a seguito della collisione delle placche: africana e euroasiatica, 120- 65 milioni di anni fa. I fossili da me rinvenuti sono presenti sulla superfice di rocce calcaree coerenti, sono varie specie di Molluschi Gasteropodi, le Nerinee, ma anche di bivalvi o Lamellibranchi come le Rudiste. La Romania ha una forma di pesce con la coda nel Mar Nero e la testa nel Banato con l’occhio a Timisoara, città apostrofata come Treviso 2 per i molti imprenditori trevigiani. Per far conoscere meglio il territorio, i fiumi, il clima, la flora e la fauna della Romania si riportano brani del libro dello scrivente “Italia e Romania. Geografia, Analogie Regionali e di Ecologia umana”, Sapere Edizioni, Padova, 2010. In Italia sono emigrati dalla Romania più di 1 milione di persone che lavorano con circa 50.000 imprese nei settori edili in particolare e i figli di questi immigrati studiano, con profitto, nelle diverse scuole ed università di Roma, Milano, Napoli, Padova, in quest’ultima città vi sono 10.000 romeni e lo scrivente ne ha ritrovato in classe giovani, più motivati allo studio dei loro coetani rimasti in Romania, che hanno professori, mediamente, meno provinciali culturalmente dell’Italia anche se costretti a insegnare in un sistema scolastico molto burocratizzato come in Italia. La Romania è situata fra 43 gradi 37 primi e 48 gradi 16 primi di latitudine nord e fra 20 gradi 16 primi e 29 gradi 43 primi di longitudine est. I Carpazi racchiudono il vasto territorio della Transilvania. I monti occupano la parte centrale e occidentale del Paese; mentre le pianure si estendono a Sud e a Est. Le coste marine romene, dove si apre il grande delta del fiume Danubio, sul Mar Nero, sono basse e uniformi. Dal 106 d.C. la Dacia (con capitale Sarmizegetusa Regia) fu annessa da Traiano all’impero Romano anche per le miniere d’oro dei monti Apuseni a nord di Deva con la piccola città di Brad, che ha un singolare Museo dell’oro, visitato anche dai molti italiani imprenditori della regione di Hunedoara (dei quali si cita l’articolo: “Mica Italie din Judetul Hunedoara”- Piccola Italia della Regione di Hunedoara, che lo scrivente scrisse per il periodico Cẳlẳuza noastrẳ n. 897/2007). I principali fiumi della Romania sono il Danubio, il Prut, che segna il confine con la Repubblica Moldova, il Siret, l’Olt, l’Arges e il Mures, che passa per Deva e sfocia nel Tisa: tributario di sinistra del Danubio. Il Danubio segna a S il confine tra Romania e Bulgaria, finchè, risalendo da Sud verso Nord, attraversa il territorio romeno e va a sfociare nel Mar Nero. Il Danubio, secondo fiume d’Europa, è lungo 2850 km. Esso ha origine nella Selva Nera, in Germania, e, dopo aver bagnato le città tedesche di Ulm, Ratisbona e Passau, entra in Austria. Esso bagna anche Linz, Vienna e poi Budapest e Belgrado, volge quindi a Est e segna il confine tra Serbia e Romania, passando anche attraverso le famose “Porte di Ferro”(strettissima gola con impetuose correnti, per il superamento della quale è stata necessaria la costruzione di un canale navigabile alternativo) per procedere poi verso oriente tra Romania e Bulgaria. Il Danubio attraversa 1.075 km di territorio romeno e il suo ampio Delta, nel Mar Nero, è di 5.050 kmq- il più grande d’Europa- di cui 4.340 kmq sul territorio della Romania. Dei moltissimi laghi della Romania solo 300 oltrepassano 1 kmq. Il clima romeno è temperato-continentale, con quattro stagioni ben definite. Temperatura media -3 gradi centigradi in inverno e 22-24 gradi in estate. Media delle precipitazioni: 640 mm/anno. Salvo nella fascia più vicina al Mar Nero, ove si fa sentire l’influenza mitigatrice delle acque e delle brezze marine, il clima della Romania è continentale: gli inverni sono rigidi, mentre nei mesi estivi le temperature, specie in pianura, raggiungono valori elevati. In alcune valli vi sono microclimi che permettono anche la coltivazione di varietà di frutta e in particolare la vite con buona qualità di vini. La neve permane per molto tempo nelle numerose stazioni sciistiche della Romania, frequentate sempre più da singoli cittadini e famiglie provenienti dall’U.E. La flora arborea è diffusamente presente per quasi il 20% del territorio della Romania e prevalgono faggi, querce ed abeti. Lo Stato promuove la forestazione acquistando dai privati i terreni montani. Nel 2006 con colleghi di scuola siamo stati a visitare la Casa degli Uomini di Scienza sui monti Retezat, dove vi erano importanti schedari di animali e soprattutto di piante dell’ambiente naturale locale.
Casa degli uomini di scienza nel parco naturale nazionale Retezat in Judet Hunedoara 2006
Nei boschi presso la Cabana Caprioara a circa 700 metri di quota, a pochi km a Ovest di Deva, è scritto che in futuro non sarà ricco chi avrà oro ma chi avrà alberi. La Romania dispone di 810 zone protette, totalizzando 1.200.000 ettari (5% della superficie dello Stato). Tra queste, le Riserve della Biosfera (il Delta del Danubio, il Massiccio Retezat ed il Monte Pietrosul Rodnei) e 14 parchi nazionali. Il Parcul Naţional Retezat, esteso 800 kmq ha 20 vette che superano i 2.300 m di quota con una altitudine media di 2.350 m e con paesaggi di pascoli e pastori ben descritti nel libro di Eugen Cernelea, editura Călăuza, Deva-Hunedoara. Il sottobosco è ricco di fragole, lamponi e funghi. I vigneti sono presenti soprattutto in Moldavia, Regione di Vrancia, ma anche in Regioni più fredde non mancano eccellenti vitigni che producono vino di buona qualità come vicino ad Alba Iulia in Transilvania e Lugos, in Banato. Varietà di ortaggi, con verze ed agli molto usati, sono negli orti della Romania. Le piante di mele e quelle di prugne sono curate anche per produrre il liquore nazionale Ţuica. Il 16% dei fiori europei si trova in Romania. Il delta del Danubio ha 1600 specie di piante con prevalenza del cereale Pragmites australis. Al Museo di Geologia di Bucarest è possibile vedere molti reperti di organismi fossili, endemici della Romania. I musei naturalistici di Milano, Verona, Venezia sono civici o comunali e non statali. Essi hanno più associazioni scientifiche che vi gravitano attorno e che vivacizzano i musei rendendoli più invitanti ed accoglienti. In Romania i musei sono un po’ più tradizionali di quelli italiani, ma sono ricchi di fossili e tentativi di modernizzare gli ambienti interni per renderli più accoglienti. Il Museo di Scienze Naturali di Deva, rispetto alla piccola città capoluogo (67.508 residenti, stima 2007) e alla Regione di Hunedoara (sup. 6.242 kmq e 472.284 residenti, stima. 2007), è notevole e conserva prestigiosi reperti del territorio regionale, è situato vicino al museo storico della civiltà dei Daci e dei Romani, che espone spesso nell’antico palazzo della Magna Curia, costruito dal voivoda Gabor Bethlen nel XVII secolo. Lo studio dei fossili dovrebbe servire sia alla storia naturale, sia alla storia sociale per arricchire la cultura, sempre più avanzata, approfondita specialisticamente e spendibile dell’Homo sapiens.
Tomba a Deva dello scrittore e giornalista Valeriu Bargàu (2006) e Autore con studenti romeni (2004)
L’evoluzione biologica con l’ominazione ha prodotto un animale speciale che è l’Uomo, ma l’evoluzione culturale ha prodotto una conoscenza avanzata con una tecnologia speciale come internet, che permette all’Homo sapiens di vivere non più alla stregua degli altri animali. Egli è capace oggi di trapiantare organi come cuore, fegato, mani, ecc., di globalizzare le merci, anche alimentari. In futuro sarà capace anche di portare a vedere i suoi musei, molto più di oggi? Una roccia per il Naturalista è una sorta di documento della Storia naturale del pianeta Terra. Da essa può ricavare l’età relativa, ma anche assoluta in centri specializzati basati sui rapporti isotopici, la stratigrafia del sistema montuoso o vallivo, la paleontologia con i fossili eventuali che racchiude, ecc.. Dalla Storia naturale sappiamo che la Terra ha circa 4 miliardi di anni, la vita su di essa esiste da 3,6 miliardi di anni, mentre la specie alla quale apparteniamo “Homo sapiens” da solo alcune decine di migliaia di anni. L’Uomo però non è soggetto solo all’evoluzione biologica, citata dai Naturalisti come C. Darwin. L’Uomo è soggetto anche e soprattutto dall’evoluzione culturale che lo ha fatto evolvere dall’età della pietra scheggiata come utensile alla digitalizzazione con internet, che ha reso il mondo globalizzato. Al Colegiul Tehnic “Transilvania” di Deva, vicino a Simeria, vi era una sezione di lingua italiana dove ho insegnato Scienze Naturali, Chimica e Geografia 5 anni. Per le scale della centrale sede scolastica, dal piano terra al primo piano, vi era un grande manifesto con l’evoluzione biologica di tutto i viventi con in cima l’Homo sapiens. Per completare l’informazione bisogna aggiungere l’evoluzione dell’Uomo dall’uso della selce all’uso della robotica e del digitale.