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Sparanise. Il Presidente ed il Vicepresidente dell’Istituto per la storia del Risorgimento al Foscolo

(P. M.) SPARANISE Una giornata patriottica al Foscolo di Teano. Parleranno dell’Unità Nazionale, dell’Inno e della bandiera Italiana, il Presidente ed il vicepresidente provinciale dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano. La sede Foscolo di Sparanise, infatti, in collaborazione con il Comitato provinciale dell’Istituto per la storia del Risorgimento, hanno organizzato per venerdì 16 marzo 2018, alle ore 10.30, un interessante convegno di storia contemporanea che si terrà nell’aula magna della scuola e che sarà aperto a tutti gli alunni del triennio. Interverranno con interessanti relazioni il preside prof. Nicola Terracciano, presidente del Comitato Provinciale di Caserta ed il preside prof. Nicola Cardillo vice presidente e dirigente Scolastico del Liceo Classico a Formia. Lo scopo dell’incontro, ha spiegato il preside del Foscolo prof. Paolo Mesolella, è quello di ricordare ai nostri giovani studenti una pagina gloriosa della nostra storia. L’istituto per la storia del Risorgimento ha la sua sede a Roma presso il Vittoriano, mentre il Comitato provinciale di Caserta ha la propria sede presso il Museo del Risorgimento di Santa Maria Capua Vetere. Una buona occasione per parlare dell’Unità d’Italia, ma anche per ricordare il Risorgimento in Terra di Lavoro che ha nella città di Santa Maria Capua Vetere la sua sede ideale, per l’imponente Monumento Risorgimentale e l’ossario dei caduti della Battaglia del Volturno del 1 ottobre 1860. Il grande Monumento fu inaugurato il 1 ottobre 1905, anniversario della Battaglia, alla presenza del generale garibaldino ungherese Turr, uno dei protagonisti della Battaglia (rappresentativo dei più di 2000 volontari di ogni parte d’Europa che fecero parte della spedizione garibaldina). In quell’occasione furono benedetti i resti dei Caduti, disposti poi nel basamento. In piazza Mazzini, a santa maria si trova una lapide dove è riassunta la storia del Risorgimento della città. Dall’eccidio del parroco Capo e di Teresina Ricciardi nel 1799, all’uccisione di Carraba e De Laurentis nel 1823. Grazie al volontario Di Giovani De Gennaro e di altri Santa Maria si sollevò contro i soldati borbonici nel maggio 1848, e nel 1849 costitui una società segreta per tenere viva in provincia la fede nell’ unità nazionale.