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Napoli. Ospedale del mare, un progetto per i pazienti arteriopatici

(Caserta24ore) NAPOLI E’ partito all’Ospedale del Mare di Napoli un progetto innovativo per i pazienti arteriopatici e la cura del piede diabetico mirato all’integrazione tra polo sanitario e territorio. Il piano, voluto fortemente dal direttore generale Asl Na1 Centro, Mario Forlenza, dal responsabile UOC di Chirurgia Vascolare Francesco Pignatellie dal responsabile UOS di assistenza domiciliare ospedaliera Antonio Maddalena, prevede il trattamento domiciliare dei pazienti affetti da arteriopatia cronica ostruttiva agli arti inferiori con l’utilizzo di farmaci prostanoidi, gli unici che in alcuni casi possono salvare l’arto e di conseguenza migliorare le condizioni di vita della persona. Tali prestazioni sono completamente gratuite. “La novità – afferma Pignatelli – è quella di poter effettuare a casa dell’ammalato una terapia fino a ieri consentita solo in ospedale, in regime di ricovero o Day Hospital. Il trattamento presenta notevoli benefici per il paziente che non deve recarsi quotidianamente in struttura per le cure; per i familiari, non più costretti a frequenti trasferimenti in ospedale, talvolta estenuanti, perdendo ore e giornate di lavoro; per il sistema sanitario che vede ridursi in modo considerevole le voci di bilancio legate a lunghe degenze”.“I prostanoidi vengono somministrati in infusione continua tramite l’impiego di una pompa elastomerica – aggiunge Maddalena – Si tratta di un dispositivo monouso e a basso costo per l’infusione lenta e continua di farmaci in soluzione a velocità costante preimpostata, già da noi ampiamente utilizzata per la somministrazione endovenosa di chemioterapici, analgesici e antibiotici a domicilio”.

DATI STATISTICI L’arteriopatia cronica ostruttiva degli arti inferiori (ACOP), è una condizione clinica associata ad elevata mortalità e che condivide con la patologia cardio-cerebrovascolare i medesimi fattori di rischio e meccanismi di danno vascolare. Colpisce tra il 5% e il 20% della popolazione in base all’età, in una fascia tra i 40 e oltre i 70 anni. I pazienti arteriopatici, specialmente se affetti da diabete, spesso hanno problemi agli arti inferiori che possono portare alla amputazione dell’arto. Negli stadi iniziali è oppotuno un cambio dello stile di vita dei pazienti (smettere di fumare, controllare l’alimentazione e fare maggiore attività fisica) associato a una terapia farmacologica antiaggregante. Al contrario, negli stadi più avanzati, è opportuno un immediato intervento chirurgico e/o farmacologico importante. La patologia può essere trattata chirurgicamente sia con interventi tradizionali (by-pass) che con tecniche endovascolari (angioplastica-stent). Alcuni pazienti purtroppo non possono essere rivascolarizzati. In questi casi, terapie alternative come l’utilizzo delle cellule staminali prelevate dal sangue periferico, dalla pelle, dal midollo osseo e dal grasso, possono dare risultati positivi. E’ essenziale anche una buona terapia medica di supporto che consiste nell’utilizzo di farmaci vasoattivi (i prostanoidi), in grado di aumentare il flusso di sangue agli arti anche abbinata alle tecniche chirurgiche per evitare l’amputazione degli arti o ridurne il livello.