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Caserta. Conferenza di Giorgio Agnisola dal titolo “Estasi di Santa Teresa di Bernini”

(Caserta24ore) Caserta – Le attività de “La Canonica” – Piazza Ruggiero – continuano giovedì 15 febbraio, alle ore 17:00, con la conferenza di Giorgio Agnisola dal titolo “Estasi di Santa Teresa di Bernini”. Coordina Anna Giordano, segue dibattito. Il prof. GIORGIO AGNISOLA parlerà con la sua grande capacità comunicativa di questa imponente opera del Bernini, tratteggiandone aspetti noti solo agli studiosi dell’arte. GIAN LORENZO BERNINI (Napoli, 1598 – Roma,1680), architetto, scultore, pittore e scenografo, è stato uno dei più grandi artisti dell’età barocca. Massimo interprete della Controriforma, godette dell’apprezzamento di tutti i pontefici che si sono succeduti durante la sua lunga carriera artistica. Grande virtuoso dello scalpello, cominciò prestissimo la carriera artistica grazie al Cardinale Scipione Borghese che gli commissionò tra il 1616 e il 1624 quattro sculture a tema biblico e mitologico: Enea e Anchise, Il ratto di Proserpina, David e Apollo e Dafne.
Queste opere, tutte conservate presso la Galleria Borghese di Roma, mostrano già una grande padronanza della materia e una concezione dei corpi nello spazio assolutamente innovativa. Le ultime due, in particolare, esprimono pienamente la ricerca di dinamismo ed espressività che caratterizza tutta l’opera scultorea di Bernini.

Ma l’opera più pienamente teatrale è quella che Bernini realizzò negli anni della sua maturità artistica, un progetto nel quale riuscì a fondere mirabilmente architettura, scultura e pittura utilizzando la luce in modo quasi cinematografico. È l’Estasi di Santa Teresa (1647-52), gruppo scultoreo inserito nella Cappela Cornaro presso la chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma. La scena rappresentata al centro della struttura è il momento della transverberazione della Santa, il culmine dell’estasi mistica che lei così descrive nella sua autobiografia: “Un giorno mi apparve un angelo bello oltre ogni misura […] Vidi nella sua mano un lungo dardo la cui punta sembrava essere di fuoco. Questa parve colpirmi più volte nel cuore, tanto da penetrare dentro di me. II dolore era così reale che gemetti più volte ad alta voce, però era tanto dolce che non potevo desiderare di esserne liberata. Nessuna gioia terrena può dare un simile appagamento. Quando l’angelo estrasse il suo dardo, rimasi con un grande amore per Dio”. Il prof. GIORGIO AGNISOLA parlerà con la sua grande capacità comunicativa di questa imponente opera del Bernini, tratteggiandone aspetti noti solo agli studiosi dell’arte.