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Aversa. Mons. Angelo Spinillo a proposito della trasmissione “Le Iene” del 14-02-2018

(da Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa) AVERSA Come Vescovo della diocesi di Aversa, per venire incontro alle legittime domande di tanti e per chiarezza e serenità, in ordine a quanto trasmesso ieri sera, 14 febbraio 2018, nel corso del programma televisivo “Le Iene” andato in onda sul canale “Italia Uno”, desidero precisare che, per evidenti esigenze di montaggio, non è stato ripreso interamente quanto da me detto all’intervistatore. Sicuramente, infatti, posso dire di aver dichiarato che non avevo chiesto di ritirare l’esposto presentato alla Polizia contro il Sacerdote Michele Barone e che la frase riportata aveva il senso di tentare una forma di dialogo tra la figlia ed i genitori allo scopo di riportarli ad una più realistica valutazione circa le cure da offrire alla figlia più piccola. Inoltre, per quanto al giornalista intervistatore la cosa potesse sembrare di dubbia o scarsa efficacia, devo ancora precisare di aver affermato che dell’argomento si stava da tempo interloquendo con lo stesso Sacerdote, allo scopo di evitare che continuasse ad usare modi e forme come quelli riportati nel servizio televisivo, e che non si facesse confusione sul senso della preghiera che, nella sua verità, non prescinde affatto dal percorso medico. Allo stesso giornalista, infatti, avevo precisato che la nostra posizione, riprendendo l’insegnamento di Giovanni Paolo II, considera la fede e la ragione, con la sua scienza, “due ali” capaci di sollevare l’umanità. Come la storia spesso ha dimostrato, escludere una delle due possibilità significa mutilare e impedire all’umanità di vivere in pienezza. In conclusione, e anche questo è stato detto al giornalista, posso assicurare che non si è lasciata cadere l’attenzione sulla situazione e sullo stesso Sacerdote. Angelo Spinillo Vescovo di Aversa