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Nuovi Presidi meridionali in Veneto

Giuseppe Pace (Segretario Partito Pensionati Padova). L’Assessore regionale alla scuola e al lavoro della Regione Veneto, Elena Donazzan, esprime pubbliche preoccupazione per il molto probabile incremento di presidenze scolastiche con dirigenti meridionali. Forse la Donazzan non conosce bene le leggi dello Stato, Veneto compreso, che rappresenta, dove si entra per concorso non per appartenennza politica alla Legha o ad altri partiti. Fece scalpore, non solo in Lombardia, anni fa, la proposta di assumere a Milano vigili urbani solo milanesi, ma fu sventato il pericolo invocando il principio che lo Stato, con i concorsi, sceglie il migliore. Anche in Fiera a Padova, ascoltando le relazioni dei Dirigenti dei Consorzi idrici su scala regionale, la Donazzan si glorificafa di andare in sintonia con i relatori tiutti indigeni veneti. Ma l’Italia come il Veneto non ha solo indigeni residenti nella regione di nascita, ne ha molti “foresti” oltre ai tanti di recente immigrazione o figli e nipoti laureati di immigrati di seconda e terza generazione. Forse una visione meno indigena nell’amministrare la res pubblica in Veneto non può che far del bene ad una visione quasi da nepotismo pertitico e familiare. Qua non si mette in dubbio la qualità non bassa dell servizio scolastico in Veneto. Si concorda con il comunicato stampa, 2.12.2017, della G. R. Veneto, che per la formazione l’Assessore regionale alla scuola e al lavoro, E. Donazzan, destina all’ITS, Accademie di alta formazione-percorso alternativo all’Università: l’80% dei diplomati già occupati entro un anno- sostiene, con 3,2 mln di euro, 7 fondazioni. Secondo la Donazzan: “Gli Istituti Tecnici Superiori diventeranno “Academy”, accademie di alta formazione. Lo ha annunciato l’assessore E. Donazzan“La forza degli istituti tecnici superiori sta nella formula di alternanza tra scuola e lavoro che prevede che il 30% del percorso formativo si svolga in azienda e il 50% dei docenti provenga dalle imprese. Non è certo un caso se chi esce dai corsi ITS trova lavoro subito, al massimo entro un anno. Ci sono istituti, come quello di Jesolo per il Turismo, dove il 97% degli allievi trova subito un lavoro coerente con il proprio corso formativo”. Dal 2011 ad oggi il Veneto ha realizzato 105 corsi di formazione tecnica superiore, passando dai 6 corsi del biennio 2011-2013, agli attuali 32 che si concluderanno nel 2019, con oltre 1300 di studenti iscritti, e già 1000 diplomati, tutti inseriti nel mondo del lavoro. Risultati di eccellenza raccontati ‘in diretta’ a Job&Orienta anche dalle storie di alcuni protagonisti, allievi e docenti/imprenditori dei poli veneti ad alta qualificazione. Come lo studente di 23 anni, vicentino, che, dopo aver concluso il biennio formativo 2015-2017 all’Istituto tecnico superiore per il Turismo di Jesolo, è stato assunto al Glam Boutique Hotel dell’imprenditore. Oppure come lo studente, geometra, diplomato a luglio 2017 all’Itis Red e già inserito nell’azienda Rosa Energy, con sedi a Verona, in Texas e in Serbia, specializzata negli interventi di coibentazione termica. E ancora: come un trevigiano neo diplomato all’Istituto tecnico superiore agroalimentare veneto di Conegliano, che ha sviluppato una app per aiutare gli agricoltori del Consorzio di difesa della Marca a difendere i vigneti e vede il suo progetto già selezionato dal programma “Industria 4.0”. Non a caso la Regione Veneto ha investito, nel solo 2017, oltre 3,2 milioni di euro, che uniti al milione e 250.000 euro di risorse ministeriali e al premio di 740 mila euro riconosciuto quest’anno dal Miur alle fondazioni venete per gli alti indici di qualità formativa e di inserimento occupazionale raggiunti, permettono di garantire una risposta efficace e puntuale al fabbisogno delle imprese del territorio regionale”. Sono i risultati occupazionali degli Its a costituire, infatti, la cartina di tornasole della loro efficacia formativa. “Nelle classifica ministeriale curata da Indire ben 4 istituti veneti si collocano tra i primi 10 d’Italia. Si tratta dell’Its per il turismo di Jesolo e Bardolino (98% di allievi già occupati), Its Red nel settore dell’edilizia e delle costruzioni, con sedi a Padova, Verona e San Donà di Piave (81% di occupati), ITS Cosmo per il ’made in Italy’ (moda, sportsystem e occhialeria), con sedi a Padova, Vicenza, Longarone e Montebelluna (80% di occupati) e Its meccatronico di Vicenza, con sedi a Schio, Vicenza, Legnago, Padova, e Treviso (87% di occupati)”. Cominciare a pensare ad una scuola, non necessariamente statale non è mai troppo tardi. L’alternanza scuola-lavoro non trova molti soddisfatti per le perdite di tempo in troppi esempi non ben collocati tra tipo di studio e tipo di lavoro. Insegnare significa lasciare il segno e, purtroppo, nella scuola anche del Veneto i precari sono troppi e Renzi li ha stabilizzati già anziani e molti sfiduciati. I nuovi Dirigenti scolastici, che mancano in Veneto anche perché i potenziali capaci tra gli indigeni preferiscono lavorare altrove, dove si guadagna di più devono poter dirigere docenti motivati ed ottimisti per dare buon esempio ai fruitori del servizio scolastico, che l’Ocse non stima tra i primi in Europa, ma tra gli ultimi.