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Pietramelara. Arresti per usura, sequestrata Villa di oltre 13 vani

In data odierna, i CC delle Stazioni di Calvi Risorta e Pietramelara, a conclusione di una complessa attività
d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE),
hanno dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare emessa dal G.I.P. del medesimo Tribunale applicativa
della custodia in carcere e del divieto di dimora nella Regione Campania nei confronti di tre soggetti,
appartenenti allo stesso nucleo familiare, gravemente indiziati in concorso dei reati di usura (art. 644 c.p.)
ed estorsione (art. 629 c.p.) continuata ed aggravata. Gli indagati a cui sono state applicate le misure
cautelari
La complessa ed articolata attività di indagine nasce nell’estate del 2013, allorquando uno degli imprenditori
vittima di usura da parte degli arrestati, esasperato dalle continue vessazioni e richieste di denaro,
veniva costretto a trovare riparo all’estero per sottrarsi proprio alle vessazioni degli usurai. Ciononostante,
gli indagati avevano iniziato a rivolgere le proprie malevoli attenzioni nei confronti dei familiari

dell’imprenditore: tale circostanza induceva quest’ultimo, che si trovava all’estero, a mettersi in contatto con
i Carabinieri, per richiedere il loro urgente intervento a protezione dei propri familiari, dimoranti in
provincia di Casetta.
Le indicazioni fornite consentivano di individuare negli arrestati, effettivamente residenti in Pietramelara, i
possibili autori delle condotte criminose denunciate dal primo imprenditore e di dare l’avvio ad una mirata
attività investigativa, articolatasi prevalentemente nella effettuazione di intercettazioni telefoniche ed
ambientali, per effetto delle quali veniva disvelato un giro di denaro prestato con interessi usurari, che mai
sarebbe venuto fuori, a causa delle forti sacche di omertà registrate tra le vittime. Queste ultime, infatti, lungi
dal denunciare spontaneamente le pratiche estorsive ed usurarie subite per anni, in occasione delle
informazioni rese agli inquirenti, si sono visibilmente mostrate preoccupate per le possibili ritorsioni da parte
degli indagati.
È stato, in tal modo, raccolto, un grave quadro indiziario a carico degli arrestati, in relazione ai reati di usura
ed estorsione, praticata a danno di cinque imprenditori essendosi accertata la gestione da parte degli stessi,
negli anni 2012-2014, di un vasto giro di prestiti di denaro (pari a ca. 100 mila euro) in favore di numerosi
soggetti, molti dei quali imprenditori commerciali, con applicazione di tassi di interesse usurari oscillanti
tra il 30% ed il 50% su base mensile; venivano inoltre registrati frequenti episodi di intimidazione nei
confronti delle vittime, sovente, apertamente minacciate di morte, in caso di inadempimento degli impegni
assunti alle scadenze previste. Sono stati altresì registrati frequenti tentativi, da parte degli stessi indagati,
resisi conto ad un certo punto di essere oggetto di attenzione investigativa, di indurre le vittime a rendere versioni di comodo agli inquirenti; realizzando un sistema di inquinamento probatorio che pure è stato posto
a sostegno della misura cautelare oggi eseguita.
Contestualmente, è stata data esecuzione ad un provvedimento di sequestro di beni immobili, beni mobili e
disponibilità finanziarie, ex art. \2-sexies 1. 356/1992 (la c.d. confisca per valori equivalenti), essendo stata
ricostruita, per effetto di accertamenti delegati dalla Procura di S. M. Capua Vetere ai Carabinieri del
Reparto Operativo del Comando Provinciale di Caserta -sezione patrimoniale- in capo agli stessi indagati
ed ai componenti dei rispettivi nuclei familiari, uria accumulazione patrimoniale del tutto
sproporzionata rispetto sia ai redditi dichiarati nel corso degli anni sia ai proventi delle attività lavorative.
L’odierno provvedimento di sequestro ha riguardato beni immobili, tra cui una villa di oltre 13 vani, per
un valore complessivo superiore ai 500.000,00 euro, autovetture di lusso e conti correnti nella disponibilità
degli indagati e dei loro prossimi congiunti, i cui saldi attivi risultano in fase di accertamento.